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«Monza città efficiente»: al via la campagna di informazione PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 09 Ottobre 2019 14:19

Campagna Monza citta efficiente«Monza città efficiente» è un obiettivo ambizioso e – contemporaneamente - il claim della campagna di monitoraggio degli edifici della città e di informazione sull’efficientamento energetico promosso dal Comune di Monza in collaborazione con «iiSBE Italia» e «Habitami Energy and Building Advisor» by «Tabula Rasa – Agenzia di green marketing e comunicazione ambientale». Dieci incontri di «formazione». Partito la scorsa estate con un incontro all’«Urban Center» riservato agli operatori, il progetto prosegue ora con dieci incontri in tutti i Centri civici della città, dal 23 ottobre al 24 marzo. Al centro degli incontri gli strumenti tecnici (smart technologies e building solutions), economici e finanziari e le opportunità dei bonus fiscali (fino al 85% con cessione del credito nei condomìni) per interventi efficaci e sostenibili di miglioramento delle perfomance energetiche di abitazioni ed edifici. Più valore agli edifici. L’obiettivo è informare cittadini, artigiani e imprenditori sugli strumenti tecnici, economici, finanziari e sulle opportunità di legge per fare efficienza energetica sulle proprietà private. Una migliore performance degli edifici non solo fa bene all’ambiente perché riduce l’inquinamento e contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici, ma aumenta anche il valore degli immobili fino al 25%. Senza dimenticare che il comparto stesso rappresenta per il nostro Paese un’importante occasione di rilancio economico.

Il pubblico dà l’esempio. «L’Amministrazione comunale sta facendo la propria parte, spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Simone Villa. Da tempo abbiamo iniziato a percorrere la strada che ci porterà ad avere edifici pubblici sempre più efficienti. Ad esempio abbiamo iniziato l’iter che porterà a trasformare la Scuola “Ardigò”, costruita negli anni Settanta, in un edificio “a impatto zero”.

Secondo le ipotesi dei tecnici, le emissioni di CO2 scenderanno di oltre l’80% e i costi di riscaldamento del 70%. Lo stesso vale per i progetti di ristrutturazione della “Salvo D’Acquisto” o quello del “Nanni Valentini”. E ancora abbiamo investito 210 mila euro per l’installazione di nuove valvole termostatiche sugli impianti termici nelle classi di sei scuole di Monza e negli uffici del palazzo comunale di piazza Trento e Trieste con un notevole risparmio sui consumi».

Calendario degli incontri. Mercoledì 23 ottobre San Fruttuoso (ore 19); mercoledì 6 novembre Centro - San Gerardo (ore 19); giovedì 28 novembre San Rocco (ore 19); giovedì 12 dicembre San Biagio – Cazzaniga (ore 19); giovedì 16 gennaio Regina Pacis - San Donato (ore 19.30); lunedì 27 gennaio San Carlo San Giuseppe (ore 19); lunedì 10 febbraio Triante (ore 19); giovedì 27 febbraio Libertà (ore 19); martedì 10 marzo Cederna – Cantalupo (ore 19); martedì 24 marzo Sant’Albino (ore 19).

Richiedi il monitoraggio del tuo edificio. I cittadini potranno richiedere, senza alcuna spesa, di monitorare lo stato di fatto di qualsiasi edificio (quelli proposti dovranno superare un vaglio tecnico prima di venire ammessi alla campagna di monitoraggio), contattando lo «Sportello energia» del Comune di Monza e compilando l’apposito form. Il servizio sarà effettuato «da remoto» con l’innovativo tool «Rethink City», risultato dei progetti finanziati dalla Comunità Europea: «Fasudir» con il 7° programma quadro di ricerca e sviluppo e di «Newtrend» attraverso «Horizon 2020».

Quasi 9 mila edifici e 31 mila impianti termici. A Monza ci sono 8.779 edifici residenziali. Oltre la metà del patrimonio edilizio della città, il 62% è stato costruito prima del 1970, mentre solo il 18% è successivo al 1991. Ne consegue che esiste un bacino potenziale di oltre 7 mila edifici che possono essere oggetto di interventi di efficientamento energetico. Il totale degli impianti termici censiti dal CURIT (Catasto Unico Regionale Impianti termici) sono poco più di 31 mila. Di questi quasi 29.800 sono nella categoria «Gruppi termici» o «Caldaie» e il 27% risultano essere in attività, cioè installati, in un periodo compreso tra i 15 e i 69 anni fa. Di questi impianti oltre il 77% è ancora di tipo tradizionale ovvero caldaie la cui produzione è stata vietata nel 2015 e che andranno sostituite con tecnologie più efficienti (caldaie a condensazione, pompe di calore, etc).

Il riscaldamento delle abitazioni contribuisce al 64% delle emissioni di CO2. Un italiano spende, in media, tra i 1.500 e i 2.000 euro l’anno per riscaldare la propria casa. Una spesa che potrebbe essere sensibilmente ridotta grazie a interventi di efficienza energetica. Inoltre gli studi recenti dimostrano come il riscaldamento degli edifici contribuisca al 64% di emissioni di CO2 nell’aria, contro il 10% del traffico veicolare e il 26% derivante dall’attività industriale. Quindi intervenire sui condomini più obsoleti è una scelta strategica e non più rinviabile. Info: www.sportelloenergia.monza.it.

 
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L' Editoriale

Dalla Parte degli Animali (seconda parte) Laura G. D'Orso

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. - M. K. "Mahatma" Gandhi (1869-1948).

L’uomo tende a migliorarsi e a migliore il mondo che lo circonda, investe nel progresso, promuove iniziative meritevoli in molti campi, ma sulla strada che porta all’armonia con gli animali purtroppo resta indietro. Gli animali continuano ad essere trattati come cinquanta o cento anni fa.

Animali legati alla catena, rinchiusi in recinti simili a lager, picchiati, abbandonati, e spesso seviziati per puro sadismo.

E tutto questo, come si apprende dalle notizie sui giornali, non avviene solo nelle zone più degradate del pianeta, tutto ciò avviene anche nelle città e nei paesi, tra i palazzi e le villette che costituiscono la nostra quotidianità, la nostra civiltà.

Il decreto, che ci auguriamo farà da apripista anche per tutti gli altri Paesi del mondo è partito dall'Uruguay dove il Presidente Josè Mujica ha segnato un’importantissima svolta nella regolamentazione e punizione degli episodi di maltrattamento animale. Tale decreto garantisce agli animali le cinque libertà fondamentali: quella dalla fame e dalla sete, quella dal disagio, quella da dolore, sofferenza e malattia, quella da paura e angoscia, e quella di poter esprimere un comportamento naturale.

Cosa fare se si è testimoni di un maltrattamento a un animale?

Nei casi di maltrattamento sono gli Organi di Polizia Giudiziaria che devono intervenire, quindi i Vigili Urbani, i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale. Chi pensa che, trattandosi di animali, le sole che possono essere interpellate sono le Guardie Zoofile, sbaglia.

La Cassazione ha ribadito che tutti gli organi di Polizia Giudiziaria sono competenti per i reati in materia ambientale e di tutela animali (Cass. pen. sez. III - Pres. Gambino - Est. Postiglione - n.1872 del 27/9/91).

Ecco solo i più comuni e ripetuti tipi di maltrattamento:

- Scommesse clandestine;

- Cane legato con catena o corda troppo corta;

- Legare l’animale al sole;

- Lasciare l’animale chiuso in auto sotto il sole;

- Allontanare un’animale colpendolo con oggetti contundenti causandogli danno

Chiunque può denunciare alle autorità i colpevoli di tali crudeltà raccogliendo tutte le prove necessarie ad individuare il colpevole.

Tre italiani su dieci possiedono uno o più animali domestici e il 76,8% di loro, li considera membri effettivi della famiglia. Sei su dieci li ritengono i loro migliori amici (60%), quasi un terzo, addirittura veri e propri figli (32,9%).

Alla luce di questi dati, emersi nell’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, appare ancora più significativa l’iniziativa promossa da oltre 140, per chiedere che il Codice Civile riconosca tutti gli animali come esseri senzienti. Cambiando la legge, che considera attualmente gli animali come “res”, “cose mobili”, tutti coloro che li maltrattano, torturano o abbandonano, saranno soggetti a pene più severe, in quanto responsabili di reati ben più gravi.

A leggere i numeri dell’Eurispes, l’Italia è un Paese sempre più pet friendly: cresce il numero di chi vive insieme ad un animale (33,6%, ovvero l’1,1% in più rispetto al 2018); ma, il dato più sorprendente è che crescono le famiglie che accolgono due, tre o più animali: rispettivamente 8,1% (7,1 nel 2019), 4,7% (contro il 3,7% dell’anno precedente) e 3,8% (nel 2016 era il 2,3%).

I cani si confermano gli animali da compagnia più presenti nelle case (40,6%), seguiti ovviamente dai gatti (30,3%). Ma insieme a loro, ci sono anche uccelli (6,7%), pesci (4,9%), tartarughe (4,3%), conigli (2,5%) e criceti (2%).

La “pet passione” non si ferma nemmeno davanti a ostacoli e problemi pratici che, nonostante questi numeri, i possessori di animali continuano a incontrare quando frequentano ristoranti, alberghi, negozi e spiagge.

L’Eurispes nel 29esimo Rapporto Italia rivelava che oltre otto italiani su dieci (80,7%) sono contrari alla vivisezione e che l’67,3% è contrario alle pellicce. Più di sette italiani su dieci vorrebbero abolire la pratica dell’utilizzo degli animali nei circhi (81,4%, contro il 68,3% del 2015); il 54,9% vorrebbe togliere gli animali dagli zoo (nel 2015 erano il 53,3%).

L’area geografica meno sensibile ai diritti degli animali sembra essere il Nord-Ovest, maggiormente incline alla caccia, con quasi il 46,6% dei consensi, maggiormente favorevole all’impiego degli animali nei circhi (37,7% dei consensi) e negli zoo (54%), poi ci sono le Isole dove anche le Strutture alberghiere ed i ristoranti non sono sempre disposti ad accogliere animali domestici.

https://eurispes.eu/rapporto-italia-2019-italiani-e-animali-un-amore-senza-fine/

 

Dalla Parte degli Animali. (prima parte) Laura G. D'Orso

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Quanti sono gli animali rinchiusi nei Circhi in Italia e in quali Paesi sono vietati?        

Mentre in Stati come Austria, Belgio, Croazia, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Svezia, Regno Unito, Portogallo e Olanda, Stati Uniti hanno oramai vietato gli spettacoli con animali, da noi, in Italia, si deve ricorrere alla differente visione delle diverse Amministrazioni locali e Monza dall’ottobre del 2017 è diventata una città “circus free”, grazie anche agli sforzi dell’Assessore Massimiliano Longo, che ha ben vigilato e controllato autorizzazioni e strutture.

Il contesto legislativo italiano si sta muovendo anche se con grande fatica, dato il momento politico delicato. Nel novembre 2017 era stata approvata la Legge del Codice dello Spettacolo n.4652 che prevedeva il graduale superamento della presenza degli animali nei circhi e nelle attività dello spettacolo viaggiante. Rimaneva poco dettagliato cosa si intendesse esattamente per "graduale superamento" e rimaneva il dubbio di quando esattamente questa inversione di rotta potesse essere attuata velocemente.

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