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    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Borse di studio Fondazione Bracco: 28.500 euro per il Progetto Diventerò PDF Stampa E-mail
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Domenica 05 Maggio 2019 16:58
Borse di studio Fondazione Bracco - La Fondazione Bracco, in collaborazione con  Bracco Imaging e con le Amministrazioni Comunali di Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Ceriano Laghetto, Cogliate, Limbiate e Solaro, bandisce un concorso per 9 borse di studio del valore complessivo di 28.500 euro riservate a studenti residenti nei Comuni citati.
 
Le borse vengono bandite da Fondazione Bracco nel contesto dell'impegno a promuovere l'etica della responsabilità, la dedizione nella ricerca e nell'innovazione, nell'ottica dell'attenzione verso la persona, la tradizione nella formazione, nonché lo stretto legame tra le comunità, l'azienda e il territorio.
Sei borse sono riservate agli studenti del primo triennio o del ciclo unico nei primi 3 anni (3 per le facoltà umanistiche e 3 per le facoltà scientifiche) per un importo di € 3.000 ciascuna.
 
Tre borse sono invece riservate agli studenti del secondo biennio o del ciclo unico al 4° o 5° anno dei Corsi di Laurea di indirizzo sia umanistico che scientifico, con preferenza per queste ultime,  per un importo di € 3.500 ciascuna.
Gli importi sono al lordo delle ritenute di legge.
 
Progetto "Diventerò", Fondazione Bracco per i Giovani - Le borse sono inserite nel progetto "Diventerò", un'iniziativa pluriennale di Fondazione Bracco per accompagnare i giovani di talento nel loro iter formativo e professionale, promuovendo percorsi innovativi di consolidamento del legame tra il mondo accademico e quello del lavoro. Tutti i vincitori delle borse di studio entreranno a far parte di una comunità di "alumni", un network di eccellenze utile a mantenere contatti e relazioni che durino nel tempo.
 
Scadenza presentazione domande e requisiti richiesti - Le domande di ammissione al concorso, che dovranno essere consegnate entro il 31 ottobre 2019 all'Ufficio Relazione  col Pubblico (URP) del Comune di Residenza, dovranno essere redatte in carta libera, complete di recapito telefonico e di indirizzo e-mail e corredate da quanto prescritto nel bando scaricabile dal sito http://www.fondazionebracco.com/it/ al link dedicato .
Fondazione Bracco darà comunicazione al/alla vincitore/trice entro il 20 dicembre 2019.
La borsa di studio verrà corrisposta dalla Fondazione Bracco in un'unica soluzione entro il primo trimestre dell'anno 2020.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.