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Monza: Salone dello Studente Campus Orienta PDF Stampa E-mail
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Sabato 30 Marzo 2019 06:26
Torna a Monza il Salone dello Studente Campus Orienta il 3 e 4 aprile all’Autodromo di Monza
 
Focus 2019: JOB&FUTURE
Una bussola per capire come si evolverà il lavoro nel prossimo futuro


Il Salone dello Studente Campus Orienta, torna il 3 e 4 aprile a Monza per la tredicesima edizione che si terrà dalle 9.00 alle 13.30, nella Palazzina Ospitalità dell’Autodromo. Decine di stand di università, scuole e accademie, accoglieranno centinaia di ragazzi in cerca di una bussola per il proprio futuro.
Nato nel 1990 da un’idea di Class Editori, il Salone è rivolto ai ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori e ai loro docenti e, con 13 tappe in tutta Italia, rappresenta la più articolata e completa manifestazione fieristica dedicata all’orientamento universitario e post diploma.
 
Tre i temi caldi che saranno affrontati in questa edizione:
 
Nuovo esame di maturità
 Al Salone dello Studente di Monza, grazie all’Ufficio scolastico per la Lombardia, si farà il punto sulla nuova maturità, che quest’anno vedrà i ragazzi delle quinte superiori affrontare, per la prima volta, la nuova versione dell’esame. Il convegno in programma, Il nuovo esame di Stato 2019. Ammissione, credito, prove, quadri di riferimento, voto finale, vedrà l’intervento di Maria Grazia Demaria, del Servizio regionale ordinamenti scolastici e politiche per gli studenti.  Mercoledì 3 aprile, ore 10.00, Sala Teacher’s Corner
 
Job&Future
In una terra tradizionalmente dedicata all’impresa e al lavoro, come quella brianzola, il Salone non poteva che avere come focus principale uno sguardo sul lavoro e sulle innovazioni che ne cambieranno il volto nei prossimi anni.
Nei vari incontri in programma, si parlerà di: Lavoro del Futuro tra innovazione, cambiamento e nuove competenze, Soft skills necessarie nell’era della quarta rivoluzione industriale, Networking & Employability, gli strumenti in rete per intercettare le opportunità del mercato del lavoro.
Verrà, inoltre, presentata l’iniziativa Scuola Impresa Famiglia, il progetto che Fondazione Cariplo, insieme con Fondazione Politecnico di Milano, ha posto in essere per rilanciare l’istruzione tecnico-professionale.
Insieme ai Giovani imprenditori di Confindustria, si parlerà del premio letterario Campiello Giovani dove si farà una riflessione sul Progetto STEAMiamoci (gli studi scientifici e il gender gap).
Al Salone ci saranno anche due sessioni giornaliere dei corsi #youthempowered con i mentors di Coca-Cola HBC Italia che insegneranno ai ragazzi come mettere in luce il proprio potenziale e su quali skills puntare.
Nel programma sono previsti anche workshop e incontri, a cura di It’s 4 Future, Sistema ITS, sui percorsi di alta formazione in Lombardia, gli Istituti tecnici superiori, percorsi post diploma ad alto valore professionalizzante.
 
Game
Gli studenti saranno coinvolti in una sessione di High School Game, sui temi dell’educazione finanziaria. Il gioco a premi rientra nel progetto Io penso positivo. Educare alla finanza, a cura di Innexta Consorzio Camerale Credito e Finanza che si propone di incrementare e migliorare la financial literacy tra i giovani perché abbiano una corretta percezione delle proprie risorse economiche.
 
Al Salone dello Studente di Monza i ragazzi potranno anche partecipare a incontri di informazione sui corsi post-diploma con atenei regionali, nazionali, internazionali e telematici, valutare le possibilità di studio all’estero,  fissare colloqui individuali con professionisti dell’orientamento, partecipare a incontri tenuti da specialisti sulle regole per costruire un curriculum vincente e su come presentarsi a un colloquio di lavoro oltre che a partecipare ad incontri con il Servizio di Protezione Civile. Nel corso del Salone si svolgerà anche l’Indagine sul Digital Mismatch e la ricerca Teen’s Voice per dare voce ai giovani.

Ingresso libero e gratuito. Si consiglia l’iscrizione sul sito www.salonedellostudente.it
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.