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Ponte via Colombo: progetto per la demolizione e ricostruzione PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 06 Marzo 2019 12:38

Ponte colombo news.jpg 2087686907Si è svolto l’incontro tra l’Amministrazione Comunale, i commercianti e i residenti coinvolti dai disagi conseguenti alla chiusura del ponte di via Colombo.

La riunione - voluta dal Sindaco Dario Allevi che vi ha partecipato insieme al Vicesindaco Simone Villa, all’Assessore alla Viabilità Federico Arena e all’Assessore al Commercio Massimiliano Longo - è stata l’occasione per condividere l’iter progettuale che i tecnici del Comune hanno predisposto per l’abbattimento e la ricostruzione del ponte stesso.

Il manufatto - costituito da una campata composta da sei travi e cinque traversi in calcestruzzo - è chiuso al traffico dal 19 settembre scorso. a seguito dei controlli ispettivi che avevano evidenziato “situazioni di pericolo in relazione alla capacità portante”, cui è seguito l’inevitabile provvedimento di chiusura.

Con l’obiettivo di comprimere il più possibile i tempi, la giunta comunale già nel 2018 aveva individuato le risorse necessarie alla demolizione e alla ricostruzione dell’attraversamento sul Lambro, approvando un primo piano di fattibilità tecnico economica da 600.000 euro circa.

In questi giorni, a seguito della ricerca di mercato svolta, si sta provvedendo ad affidare l’attività di progettazione che – secondo i programmi serrati previsti dal Comune - potrebbe già concludersi nel mese di maggio. L’avvio del progetto esecutivo e l’aggiudicazione dei lavori dipenderanno invece dai tempi di AIPO e della Soprintendenza, che dovranno emettere l’autorizzazione di competenza.

La durata effettiva dei lavori è stimata in 90 giorni circa: potrebbero terminare quindi entro il 2019, avendo il Comune previsto un collaudo in corso d’opera per accorciare ulteriormente i tempi.

“Stiamo facendo il possibile - ha confermato il Sindaco Allevi – ma è evidente che un’opera pubblica di questo tipo richiede attenzione e rigore nell’esecuzione. Consapevoli dei disagi che sono costretti a sopportare i residenti e i commercianti intendiamo proseguire un confronto propositivo per individuare tutti gli accorgimenti utili a rendere meno impattante il periodo di chiusura”.

Una ZTL allargata

L’Amministrazione Comunale ha deciso di ampliare l’area rossa della ZTL includendo via Spalto Piodo, rispondendo così alla richiesta dei residenti e dei titolari degli esercizi commerciali di garantire una maggiore sicurezza ai pedoni, costretti a raggiungere a piedi la passerella in prossimità di via Santa Maddalena.

I veicoli potranno uscire da Piazza Cambiaghi transitando da via Cernuschi.

 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».