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Cesano: Punto Lavoro prosegue l'attività PDF Stampa E-mail
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Sabato 06 Ottobre 2018 15:38
Punto Lavoro a Cesano: prosegue l'attivita' dell'unico sportello accreditato da Regione Lombardia per i servizi alla formazione e al lavoro
Sportello Punto Lavoro: ok alla prosecuzione del servizio - E' stato prorogato alle stesse condizioni in atto, per il periodo 15 settembre 2018 - 31 luglio 2019, il rapporto di collaborazione in essere con AFOL per la gestione dello sportello Punto Lavoro di Palazzo Arese Borromeo.
 
Lo ha deciso l'Amministrazione Comunale che, in attesa di valutazioni della Provincia su possibili nuove modalità organizzative e di gestione del servizio, ha confermato l'intento  di sostenere il diritto al lavoro per mezzo dello sportello cesanese. Un diritto che passa, per quanto nelle possibilità comunali, attraverso l'erogazione di servizi e attività destinate all'orientamento, alla formazione, all'inserimento e al mantenimento del lavoro in favore dei cittadini.
Un vero e proprio punto di riferimento istituzionale - Unico accreditato da Regione Lombardia per i servizi alla formazione e al lavoro, lo Sportello di Palazzo Arese Borromeo è gestito da AFOL Brianza e costituisce un punto di riferimento istituzionale per le persone a rischio occupazione, o che hanno perso il posto di lavoro. Il Punto Lavoro favorisce il reinserimento sia attraverso una banca dati, in grado di mettere in contatto la domanda con offerta d'impiego, che incentivando l'orientamento e la formazione dei singoli soggetti anche con l'attivazione diretta delle doti lavoro regionali.
I numeri di AFOL - Quale sia l'utilità del Punto lavoro è provato dai numeri dell'anno 2017, che riferiscono di 429 nuovi utenti presi in carico da AFOL attraverso lo sportello, dei quali 62 occupati 367 disoccupati, e di 290 persone che hanno trovato occupazione, così ripartite:
196 con contratto a tempo pieno determinato;
32 a tempo indeterminato;
11 con contratto di apprendistato;
32 in stage;
9 assunti con lavoro intermittente;
9 assunti con co.co.pro.;
1 collaboratore occasionale.
A Cesano il primo sportello e l'unico accreditato per doti lavoro da Regione Lombardia - "L'obiettivo dello Sportello Lavoro è quello di accompagnare le persone nella ricerca di un'occupazione, proponendo un servizio fisicamente vicino al soggetto e in una logica di tutoraggio, per una miglior professionalizzazione di coloro che devono inserirsi nel mondo del lavoro".
 
E' con queste parole che  l'Assessore ai Servizi alla Persona, Pari Opportunità e Coesione Sociale Federica Torgano spiega la scelta dell'Amministrazione: "è stato il primo sportello ed oggi è l'unico ad essere anche accreditato per l'avvio delle doti lavoro da Regione Lombardia, fornendo così un servizio completo e professionale. La scelta di investire economicamente per garantire una ampia apertura di orario al pubblico, è un forte segnale di questa Amministrazione nei confronti dei cittadini e al problema del precario mondo del lavoro".
I percorsi individuali offerti dal Punto Lavoro prevedono vere e proprie consulenza modulabili su ciascun soggetto, con step che prevedono accoglienza, informazione all'orientamento, accompagnamento al lavoro, consulenza informativa e avvio di percorsi lavorativi.
"In questo senso - ha concluso l'Assessore Torgano -, lo Sportello Lavoro rappresenta un valido aiuto per le persone in difficoltà occupazionale e grazie anche alla costante collaborazione con il servizio sociale, si è dimostrato il trait d'union  che in molti casi è stato in grado di fare la differenza."
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.
 

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

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(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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