Contenuto Principale

100 scatti di Robert Capa a Monza

Arriva all’Arengario di Monza dal 7 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 una grande mostra dedicata a R...

Patto di collaborazione per le aree cani

E’ stato approvato dalla Giunta comunale il documento che disciplina l’utilizzo delle aree verdi ri...

L’omaggio di Monza al grande Rossini

Il 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del gra...

Limitazioni e misure anti inquinamneto

Come ogni anno, nel semestre invernale, per migliorare la qualità dell’aria Regione Lombardia mett...

Monza Music Week 2018

In occasione della XXV edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Rina Sala Gallo”, che si ter...

  • 100 scatti di Robert Capa a Monza

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Patto di collaborazione per le aree cani

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Limitazioni e misure anti inquinamneto

    Martedì 19 Settembre 2017 06:09
  • Monza Music Week 2018

    Sabato 07 Ottobre 2017 09:50

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Cesano: riscossione pagamento mensa. Chi paga e chi non paga... PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Giovedì 27 Settembre 2018 14:40
Fra tre settimane, la Ditta Sodexo che per contratto deve riscuotere il pagamento della mensa scolastica nel Comune di Cesano Maderno, non erogherà più il pasto nelle mense agli alunni morosi.
L'iniziativa della Sodexo è stata avallata dall'Amministrazione Comunale e avrà uno sviluppo graduale, per permettere ai genitori di provvedere al pagamento (anche se tardivo) e per dare il tempo alle Scuole di organizzarsi.
Il primo provvedimento sarà avviato lunedì 1 ottobre, quando verranno inviate le raccomandate di avviso della sospensione del pasto alle 46 famiglie che nell'anno scolastico precedente hanno accumulato un debito superiore a 500 euro e in più, ogni raccomandata sarà accompagnata da una comunicazione a mano.
La sospensione effettiva dal pasto partirà da lunedì 22 ottobre.
 
Il secondo provvedimento prevede l'invio delle raccomandate di avviso delle sospensioni del pasto per altri 86 alunni (54 del I° Istituto Comprensivo e 32 del II° Istituto Comprensivo). La cifra di riferimento, in questo caso, è dai 499 ai 200 euro di morosità.
Le lettere partiranno il 15 ottobre e la sospensione effettiva del pasto avverrà a partire da lunedì 5 novembre.
 
In seguito, e con le modalità ancora da definire, saranno presi provvedimenti anche per cifre inferiori ai 200 euro.
La sospensione dei pasti non avviene di punto in bianco. È dal mese di ottobre 2017 che Sodexo tramite sms, telefonate e lettere di sollecito invita le famiglie ad ottemperare al pagamento, indicando puntualmente il debito residuo. Nel mese di luglio, inoltre, dopo un ulteriore monitoraggio, sono state inviate anche le comunicazioni relative al debito individuale accumulato nell'anno scolastico 2017/2018. Naturalmente erano (e sono ancora possibili) forme di rateizzazione, da concordare direttamente con la Società Sodexo, rateizzazioni che però devono essere rispettate fino in fondo.
 
Le Scuole sono state informate di tali provvedimenti e sarà cura della Sodexo e dell'Amministrazione tenere continui contatti con esse, per aggiornare i dati e ridurre al minimo i disagi.
È importante che le famiglie coinvolte si mettano al più presto in contatto con le Scuole per trovare soluzioni ai problemi, anche alla luce delle ultime sentenze dei Tar regionali (ad esempio, portare il panino da casa è possibile, ma va consumato in uno spazio separato dalla mensa, con la garanzia della vigilanza).
 
"Ci dispiace di essere giunti a questo punto - dichiara l'Assessore all'Istruzione Nicolaci - e abbiamo avallato questi provvedimenti a malincuore, soprattutto perché la mancanza di responsabilità delle famiglie ricade sui minori. Le Scuole, inoltre, dovranno affrontare qualche difficoltà organizzativa."
 
"Ma non è accettabile - continua Nicolaci - che alcune famiglie pensino di non pagare un servizio, facendolo gravare sulla collettività. Tengo a precisare che chi ha accumulato un debito oltre i 500 euro non ha mai pagato un pasto in tutto l'anno scolastico. Tale cifra, inoltre, indica chiaramente che la famiglia paga il pasto intero, (4,80 euro), senza alcuna riduzione ISEE. Il Comune, su circa 2200 pasti giornalieri, applica riduzioni ISEE (del 20, del 40 e del 70 per cento) per più di 700 famiglie. L'Amministrazione, dunque, si fa già carico delle famiglie in difficoltà. Perciò non è più accettabile che ci siano i "furbetti", cioè coloro che hanno buone possibilità economiche (e la mancata presentazione della dichiarazione ISEE è un chiaro indicatore) ma non pagano lo stesso la mensa.
In più, dai riscontri effettuati, risulta una buona percentuale di famiglie "recidive", cioè che non hanno pagato neanche negli anni precedenti. In questi casi, l'Amministrazione sta per avviare una procedura di recupero coatto".
 
"Aggiungo ancora una riflessione - dichiara l'Assessore - il tempo pieno non è un obbligo. Da anni la norma prevede un tempo scuola di 27 ore (senza rientro pomeridiano e quindi senza mensa), di 30 ore, con qualche rientro, e di 40 ore (tempo pieno). Solo in questo ultimo caso è prevista tutti i giorni la mensa, come parte integrante del curricola scolastico.
 
Le famiglie, dunque, possono scegliere all'atto dell'iscrizione a scuola del bambino o della bambina. Il tempo pieno prevede l'onere del servizio mensa, il cui costo va preventivato. Non si può pensare di usufruire del tempo pieno e poi non pagare il servizio mensa".
 
"Voglio assicurare tutte le famiglie - conclude Nicolaci - che l'Amministrazione interverrà, anche in questo contesto, per aiutare le famiglie veramente in difficoltà. Il Servizio Istruzione e i Servizi Sociali sono a disposizione delle famiglie per affrontare ogni questione aperta su questo tema. Non intendiamo lasciare indietro nessuno, purché il bisogno sia vero e reale".
 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.
 

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

Leggi tutto...