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Al via il Piano freddo per i senza dimora

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Cesano aderisce all'iniziativa "Puliamo il Mondo" PDF Stampa E-mail
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Venerdì 21 Settembre 2018 14:30
"Puliamo il Mondo" con Legambiente - Dopo il successo di "Torniamo a Vivere le Groane", il programma che domenica 16 settembre ha coinvolto oltre 100 persone in un intervento di pulizia nel corso del quale sono stati raccolti 62 quintali di rifiuti, un nuovo appuntamento attende la cittadinanza con "Puliamo il Mondo", la più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e patrocinata dai Ministeri dell'Ambiente e dell'Istruzione.
 
Per una Cittadinanza Attiva - "Questo nuovo momento di cittadinanza attiva intende dare continuità all'opera di pulizia del Parco delle Groane già avviata, incrementando la riappropriazione dell'area da parte della cittadinanza e scandendo un impegno che è tra le priorità della Giunta guidata dal Sindaco Maurilio Longhin".
E' con queste parole che l'Assessore all'Ambiente Salvatore Ferro invita le scuole, la cittadinanza, le Associazioni e gli Amministratori ad essere presenti dalle 8.30 di sabato 29 settembre presso l'Oasi Lipu in via don Orione 43, dove sarà disponibile materiale  di Legambiente e dove verranno distribuiti i kit di pulizia forniti da Gelsia Ambiente che collabora alla mattinata.
 
Ripetendo il programma collaudato in precedenza, i volontari si divideranno quindi in gruppi supportati da operatori Gelsia e Forze dell'Ordine per procedere alla pulizia.
I volontari di Cesano al fianco di quelli di tutto il mondo - Puliamo il Mondo è un appuntamento che per il 26° anno raccoglie a fine settembre i volontari in oltre 120 Paesi, per dare un segnale concreto della voglia di cambiare: in Italia, nel 2017, sono stati 600.000 i volontari che, in 1.700 Comuni, hanno pulito 4.000 aree per ridonarle alla collettività.
Il programma è in linea col progetto di riappropriazione delle Groane esposto durante il Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica del marzo scorso alla presenza del Prefetto, del Questore, delle autorità militari e di tutti i Capigruppo.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.