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Massimo impegno per sistema agricolo e agroalimentare lombardo PDF Stampa E-mail
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Giovedì 12 Luglio 2018 06:16
Emendamento per valorizzare  distretti agricoli
 
"Il sistema agro-alimentare lombardo è il più importante a livello italiano per valori della produzione e numero di prodotti di qualità e uno dei più rilevanti anche nel contesto europeo. Tuttavia, ciò contrasta con il modello di agricoltura prefigurato dall’Unione Europea, ispirato dalle regole finanziarie della grande distribuzione e basato sulla standardizzazione dei processi e dei prodotti. Sono soddisfatto che il Piano Regionale di Sviluppo approvato oggi miri ad aiutare concretamente le aziende lombarde, riconoscendo il ruolo strategico del settore agricolo e agroalimentare lombardo, promuovendo anche l'imprenditoria giovanile e mettendo in campo azioni volte a contenere e contrastare gli effetti negativi che l'agricoltura lombarda subisce a causa di una politica comunitaria che l'ha sempre penalizzata e che alla luce della riforma della PAC 2021-2027, rischia di subire ulteriori danni". Così il consigliere segretario Giovanni Malanchini, intervenendo oggi in Aula nell'ambito della discussione sul Programma regionale di Sviluppo per l'XI Legislatura.
 
"Nel Programma Regionale di Sviluppo - prosegue Malanchini, componente della Commissione Agricoltura-, Regione Lombardia si prende il grande impegno di rappresentare il proprio sistema agricolo e agroalimentare giocando due partite: una si gioca sui tavoli negoziali europei con la Riforma della PAC oltre il 2020 e  vede Regione impegnata in prima linea con l'approvazione all'unanimità in VIII Commissione di una risoluzione. L'altra, non meno importante, si gioca invece sui tavoli negoziali nazionali ed interregionali attraverso i PSR - la programmazione di sviluppo rurale, con da un lato la conclusione del PSR 2014-2020, attraverso l'assegnazione del 100% delle risorse e il raggiungimento dei target assegnati al programma e dall'altro con l’impostazione della programmazione 2021-2026, attraverso la semplificazione delle procedure per migliorare l’accessibilità dei bandi e un'equa e meritoria distribuzione delle risorse sul territorio nazionale".
 
"Nell’ambito del Prs ho presentato un emendamento, di cui sono firmatario, che punta alla promozione e alla valorizzazione dei distretti agricoli, attraverso la valutazione di una revisione della normativa di settore, anche alla luce delle recenti normative nazionali in merito ai distretti del cibo. Ancora una volta tocca alla Lombardia, che oggi conta 19 distretti agricoli, allineare le buone pratiche a leggi nazionali. La nostra - conclude il consigliere segretario - è un’agricoltura di qualità fatta di storia, di cultura e di tradizioni: a noi il compito di creare le condizioni affinché queste possano tramandarsi nel segno dell’innovazione".
 
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L' Editoriale

Non solo regali ......

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Asciugherà ogni lacrima

Non avranno più fame e non avranno più sete,

non li colpirà più il sole né alcuna arsura;

perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà

e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita;

e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

(Apocalisse 7:16-17 – La Bibbia)

Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi

e non ci sarà più la morte,

né cordoglio, né grido, né dolore,

perché le cose di prima sono passate.

 

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.