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Calcio e Beneficenza. Torneo EDOniamosperanza Onlus, grande soddisfazione per Mattia Mauri. PDF Stampa E-mail
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Domenica 17 Giugno 2018 11:47
 
 
pppGrande tifo e numerose squadre partecipanti per il torneo organizzato dall’Associazione Onlus EDOniamosperanza. La manifestazione ha riscontrato un successo importante: dieci le compagini che si sono affrontate nel centro sportivo di Vedano al Lambro, allo Sport Park. Torneo di calcio a cinque, suddiviso in due gironi, i primi due di ogni gironi hanno partecipato alle semifinali e le finaliste si sono incontrate in tarda serata. Per la cronaca hanno vinto i “turchesi”, ma l’importante, ovviamente, era partecipare non vincere. Poi, come nel mondo del “rugby che conta”, il terzo tempo, anche se un po’ acciaccati è stato sugellato da pizze per tutti! edoEDOniamosperanza sgorga dal cuore di mamma Maria, di suo papà Mario e di suo fratello Mattia ben prima del 12 ottobre 2013, giorno in cui viene ufficialmente fondata. Nasce il 5 dicembre 2012, quando Edo, dopo tre duri mesi, li lascia. Genesi di questa Associazione sta in quanto accaduto ad Edo, il fratellino di Mattia.
Una tranquilla domenica di settembre, la classica amichevole calcistica precampionato: orgogliosamente munito di fascia di Capitano, scende in campo. Dopo pochi minuti accusa però mal di testa, fortissimo: che non sia una semplice emicrania è chiaro nel momento in cui manifesta la paralisi del lato sinistro del corpo. Si tratta di emorragia cerebrale. Causa delle tre emorragie è stata una MAV, cioè una malformazione arterovenosa: in termini concreti, la MAV è un groviglio di vene ed arterie che non consente quindi un flusso sanguigno regolare, con possibili scoppi causati dall’eccessiva pressione(come nel caso di Edoardo) e conseguenti emorragie. Scopo del torneo è quello di portare avanti il progetto di teleriabilitazione per soggetti con esiti di ictus al termine del trattamento riabilitativo. Il progetto è già stato avviato ma per sostenerlo occorrono 20mila euro. Vista l’importanza però il primo contributo è già arrivato. L’associazione EDOniamo speranza onlus ha infatti donato duemila euro. Si tratta di un progetto innovativo presso l’Unità operativa di Medicina Fisica e riabilitazione della ASST di Monza, pensato per ridurre le richieste di trattamento riabilitativo con maggiore attenzione alle situazioni più compromesse: pazienti che svolgono la riabilitazione a casa ma costantemente monitorati dai nostri professionisti a distanza”. La dott.ssa Donatella Bonaiuti, responsabile dell’Unità: “Per i soggetti con esiti di ictus l’obiettivo è quello di evitare che, dopo il trattamento riabilitativo, perdano la funzionalità ritornando sedentari. A questo scopo, si sta organizzando un sistema di mantenimento e di incremento al domicilio dell’attività fisica avvalendosi delle più recenti tecnologie indossabili. Si tratta di un sistema che utilizza un actigrafo miniaturizzato e specificatamente progettato dal Politecnico di Milano che, indossato alla cintura, durante le ore del giorno e di attività misura tutti i parametri utili per il controllo a distanza della quantità e della qualità del passo. Queste informazioni, registrate mediante un’applicazione installata sullo smartphone, vengono visualizzate sia dall’interessato, che ha così un feedback importante della sua attività quotidiana, sia a distanza dal team riabilitativo che si trova all’ospedale San Gerardo di Monza. I contributi offerti dalla cittadinanza, tramite le associazioni, dimostrano il valore e l’utilità del progetto”. Il preventivo per il progetto è di 20mila euro, comprensivo di hardware (i sistemi dedicati) e di software (sviluppo app, SW server, analisi dei dati e reporting). Una bella dimostrazione di come sport e beneficenza possano convivere tra loro attraverso iniziative lodevoli come questa.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».