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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Regione Lombardia: 25 milioni per la cultura PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Gennaio 2018 07:40
"Oltre 17 milioni di euro per la cultura in Lombardia. Un ulteriore grande sforzo da parte della giunta Maroni, con la messa a disposizione di grandi risorse e nuovi strumenti di attuazione delle politiche culturali regionali, in un'ottica di potenziamento delle nostre ricchezze culturali, sia dal punto di vista del patrimonio che delle attività, con uno sguardo particolare anche al settore culturale e creativo".
Lo ha detto l'assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, Cristina Cappellini commentando le delibere approvate oggi dalla giunta regionale.
"Teniamo conto del fatto - ha precisato l'assessore Cappellini - che queste risorse vanno ad aggiungersi al fondo già stanziato per gli interventi relativi alle sale dello spettacolo, il cui bando si aprirà il 23 gennaio prossimo, e a quello destinato, più in generale, ai beni culturali che si aprirà nel mese di febbraio, per un ammontare complessivo di 7,5 milioni di euro".
 
SPETTACOLO - I beneficiari di questo stanziamento sono:
Dipartimento Lombardia della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia (350.000 euro); Fondazione Cineteca Italiana (120.000 euro); Fondazione Lombardia Film Commission (400.000); Quasi 5 milioni di euro saranno destinati alla partecipazione, attraverso l'assegnazione di contributi di gestione, all'Ente Autonomo del Piccolo Teatro della Città di Milano - Teatro d'Europa; Fondazione I Pomeriggi Musicali di Milano; Fondazione Teatro alla Scala; Associazione Centro Teatrale Bresciano. Altri fondi sono previsti per Comune di Milano e Comune di Pavia.
Per i Teatri di Tradizione saranno coinvolti: Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona; Fondazione Teatro Grande di Brescia; Fondazione Teatro Fraschini di Pavia; Fondazione Donizetti di Bergamo; Teatro Sociale di Como e I Pomeriggi Musicali. Potranno usufruire dei fondi regionali anche i titolari delle residenze artistiche.
Al progetto OperaLombardia e a iniziative di alto valore artistico sono riservati 990.790 euro mentre per la realizzazione di Next 2018-2019, la borsa dello spettacolo andranno 535.700 euro.
 
BENI CULTURALI - Altri 8 milioni sono destinati per l'anno 2018 a sostegno di progetti e iniziative che rientrano negli Ambiti di intervento definiti dalla nuova legge in materia di politiche culturali, e in particolare: promozione educativa e culturale; valorizzazione di biblioteche e archivi storici; valorizzazione di musei; catalogazione patrimonio culturale; promozione della cultura cinematografica e audiovisiva; promozione della musica e della danza; produzione teatrale - iniziative triennali ; circuiti di spettacolo - iniziative triennali; promozione educativa culturale - iniziative triennali; festival musica e festival danza - iniziative triennali; lingua lombarda e patrimonio immateriale; interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali della Lombardia per l'anno 2018; aree archeologiche, siti iscritti o candidati alla lista Unesco e itinerari culturali; soggetti partecipati da Regione Lombardia.
 
Un altro settore finanziato con 2 milioni di euro in attuazione della delibera approvata in giunta, in questo caso di concerto con l'assessore regionale all'istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, riguarda l''Auto-imprenditorialità in ambito culturale-creativo e il riutilizzo di spazi pubblici'.
 
L'iniziativa prevede la pubblicazione, da parte di Regione Lombardia, di un bando a valere sulle risorse FSE (Fondo Sociale Europeo) 2014-2020 per la selezione delle proposte di formazione/accompagnamento, presentate da operatori accreditati da Regione Lombardia ai servizi alla formazione e al lavoro, con il coinvolgimento di incubatori d'impresa rientranti nell'elenco degli incubatori certificati dal Ministero dello Sviluppo Economico.  La presenza degli incubatori è condizione necessaria per l'ammissibilità delle proposte progettuali.
Seguirà la realizzazione dei percorsi di formazione/accompagnamento, la pubblicazione, da parte di Regione Lombardia, di una manifestazione d'interesse per acquisire la disponibilità di Enti pubblici e/o concessionari di spazi pubblici ad individuare spazi inutilizzati per l'insediamento delle neo-imprese, nel caso in cui tali soggetti non siano stati coinvolti sin dalla fase di presentazione della proposta progettuale e, infine l'insediamento delle neo-imprese, negli spazi individuati a seguito della manifestazione d'interesse, avvio delle attività imprenditoriali e ulteriori attività di formazione/accompagnamento a seguito della costituzione dell'impresa per supportarla nella fase di start-up.
 
I tempi di realizzazione della formazione/accompagnamento alla creazione d'impresa sono di 12 mesi dall'individuazione dei soggetti che realizzeranno tale percorso e si svolgerà nelle annualità 2018 - 2020.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.