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Antiterrorismo: Lombardia chiede fondi al Governo PDF Stampa E-mail
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Giovedì 07 Dicembre 2017 06:35
Le misure antiterrorismo hanno accresciuto notevolmente i costi di organizzazione delle manifestazioni, con particolare riferimento al posizionamento di materiali idonei per sbarrare la strada sulle via di accesso. Molti costi devono essere sostenuti direttamente dagli organizzatori di manifestazioni pubbliche e questo certamente potrebbe essere oggetto di un'interessante discussione sul rapporto tra sicurezza e libertà, laddove per garantire la sicurezza, necessariamente si pongono vincoli che limitano le libertà di espressione e di manifestazione”.
 
È il commento di Lara Magoni, Consigliere regionale del gruppo Maroni “Presidente-Lombardia in Testa” e proponente di una mozione approvata oggi dal Consiglio regionale lombardo. Attraverso il documento si chiede a Regione Lombardia di prendere contatto con gli enti locali, anche attraverso le associazioni dei Comuni, al fine di comprendere precisamente quali sono stati gli effetti delle recenti norme di prevenzione e contrasto degli attentati terroristici, sia dal punto di vista amministrativo sia da quello finanziario.
 
“Le direttive ministeriali a cui mi riferisco -precisa Magoni -sono state emanate dopo gli ultimi gravi atti terroristici compiuti con mezzi pesanti sulla folla e dovrebbero aumentare la sicurezza sul territorio in occasione dello svolgimento di manifestazioni pubbliche di ogni genere. Alcuni Comuni si trovano con un agente che da solo non può essere sempre in grado di affrontare ogni situazione. Per questo è giusto sottolineare che la scarsità di risorse e mezzi dei Comuni lombardi è imputabile anche e soprattutto alla lunga serie di tagli dei trasferimenti agli enti locali e alle altre misure finalizzate al contenimento della spesa pubblica, attuate dal Governo negli ultimi anni”.
 
“In Lombardia possiamo vantare un Corpo di Polizia locale efficiente e preparato, che già in diverse zone si è autonomamente attivato per meglio coordinarsi con i volontari e per istruirli al fine di coadiuvare il lavoro degli agenti, oppure stilando vademecum distribuiti a tutti gli operatori di sicurezza pubblica. L'impegno che chiediamo alla Giunta regionale – conclude Magoni - è quello di farsi portavoce presso il Governo centrale della richiesta di un'adeguata copertura finanziaria per gli enti locali coinvolti nell'applicazione delle misure antiterrorismo prevedendo, nell’ambito del piano formativo regionale, corsi utili a preparare gli operatori di polizia locale con funzione ausiliaria di pubblica sicurezza per la collaborazione con le rispettive Prefetture nel corso di grandi eventi”.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».