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Ultima settimana del concorso "SOCIALVALSABILITY", PDF Stampa E-mail
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Domenica 29 Ottobre 2017 06:24
In gara anche 2 progetti proposti da associazioni della provincia di Monza e Brianza
Sta giungendo alle battute finali Socialvalsability, l'iniziativa ideata e organizzata da Banca Valsabbina per fornire un aiuto alle associazioni che operano nelle province dove è presente almeno una filiale della banca. Ha preso infatti il via l'ultima settimana utile per esprimere il proprio voto a favore di uno dei progetti in concorso.
 
Il 31 ottobre alle 23:59 si concluderà la fase di votazione per questo è importante che le associazioni in concorso si attivino per far conoscere e far votare i propri progetti, in modo da avere maggiori possibilità di aggiudicarsi uno dei premi in palio.
 
Complessivamente hanno aderito all'iniziativa associazioni attive nelle provincie di Brescia, Verona, Monza e Brianza, Trento, Bergamo e Milano per un totale di 57 progetti in gara.
Nello specifico, il progetto "Un ponte intorno al mondo" presentato dall'associazione Gruppo Solidarietà Africa Onlus di Seregno (Link: http://www.socialvalsability.it/progetti/un-ponte-intorno-al-mondo/) si propone di coinvolgere gruppi di giovani studenti in un piano di formazione avente l'obiettivo di trasmettere conoscenze relative alla cooperazione internazionale. Mentre il "Progetto di continuità delle cure 2017" promosso dall'associazione Luce e Vita di Monza (Link: http://www.socialvalsability.it/progetti/cure_2017/) mira a fornire cura e assistenza specialistica a domicilio per pazienti ematologici nelle diverse fasi della malattia.
 
Come votare - Sul sito internet www.socialvalsability.it è presente la pagina "Progetti", contenente una gallery che consente di visualizzare i progetti candidati ed effettuare la votazione. I progetti riceveranno un punteggio determinato dalla somma dei voti ricevuti dagli utenti.
 
Votare è semplice: cliccando sul tasto "vota", presente al termine della descrizione di ogni progetto, compare un modulo opt-in dove, collegandosi tramite il proprio account Facebook o inserendo i propri dati, è possibile esprimere la propria preferenza. Il sistema registra i dati del votante, la data e l'ora del voto. Ogni utente può votare un solo progetto. I voti raccolti contribuiranno alla generazione di una classifica memorizzata in automatico attraverso apposito software non manomettibile dall'esterno. I dati raccolti saranno conservati su un server italiano tramite procedura di "mirroring", come previsto dalla legge sulla privacy.
Una volta conclusa la fase di votazione, i vincitori saranno contattati entro il 10 novembre e verranno inoltre segnalati sul sito internet e sulla pagina Facebook dedicati all'iniziativa. La conclusione della fase di votazione è prevista per martedì 31 ottobre alle 23:59, mentre i vincitori saranno premiati nel corso di un evento che si terrà a novembre a Brescia.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.