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Regione Lombardia aiuta i padri separati a non restare senza casa PDF Stampa E-mail
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Venerdì 20 Ottobre 2017 06:11
"La notizia di Marco della Noce, che  oggi vive in auto dopo che è finito sul lastrico in seguito alla separazione dalla moglie, ci porta a ricordare che in Lombardia si registra il più alto numero di separazioni e quindi di fragilità in capo ai componenti della famiglia, soprattutto ai padri che si ritrovano a dover pagare un assegno di mantenimento e con la privazione della casa coniugale.
In  questa legislatura Regione Lombardia oltre ad aver stanziato 14 milioni di euro per sussidi a favore dei genitori separati , in particolare con figli minori, ha provveduto a modificare il regolamento per l'assegnazione delle case popolari riservando un punteggio al padre, che generalmente è colui che perde l'utilizzo della casa, pari a quello che viene riconosciuto alle famiglie sfrattate. E' stato infatti equiparata la sentenza di separazione a quelle riguardanti lo sfratto esecutivo oltre ad aver individuato una quota in deroga alle graduatorie per permettere ai sindaci di poter assegnare immediatamente un alloggio pubblico". Lo ricorda il consigliere regionale Antonio Saggese.  "Sono molti gli uomini che restano senza casa e che negli anni non hanno mai ricevuto alcun tipo di assistenza e che con i recenti provvedimenti di Regione Lombardia sono rientrati nelle politiche di solidarietà regionale, con l'obiettivo - conclude Saggese - di permettere loro di continuare a vivere e a frequentare i propri figli in ambienti più confortevoli di quanto sia una auto". 
 
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L' Editoriale

Io sto con la Legge Italiana :#io NON sto con Carola

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(Laura Giulia D'Orso). Sarà che sono stata “tirata su” a pane, studio, sport e disciplina. Sarà che se vìoli le regole dello sport che pratichi sei fuori dai giochi. Sarà che è sempre più facile per chiunque dire sì che opporre un divieto, sarà che in uno Stato di Diritto quale l’Italia è, si presuppone che l’agire dello Stato sia sempre vincolato e conforme alle Leggi vigenti e lo Stato stesso sottopone esso medesimo al rispetto di Codici e di Costituzioni scritte, sarà per questo che #io NON sto con Carola! Si chiamasse pure Paola o Cristina e fosse francese o italiana non farebbe alcune differenza per me.
Trasformata da imbellettati e ricchi esponenti di sinistra in paladina, la signorina in questione ha violato la legge italiana. Intenzionalmente e volutamente. Riprendendo il tormentone della sinistra di qualche tempo fa (ma non gli è bastata la batosta elettorale!?!) del “senza se e senza ma” … in Italia si applica in maniera pragmatica la legalità e non si pretenda perciò di forzare il Codice di diritto del Mare e della Navigazione, il cui codice ho avuto modo di leggerlo già all’epoca dei Marò detenuti illegalmente in India.