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Significato e definizioni del referendum PDF Stampa E-mail
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Domenica 08 Ottobre 2017 08:42
130718 saggeseIl consigliere regionale Antonio Saggese ha diffuso una newsletter che spiega molto bene le ragioni del referendum del prossimo 22 ottobre, oltre a dettagliare alcune espressioni che potrebbero essere poco chiare, e il testo del quesito. Credendo di fare cosa gradita e utile, con il consenso dell’autore, pubblichiamo il testo.
 
“Alle regioni a statuto ordinario, con i conti in ordine, la Costituzione offre l'opportunità di chiedere al Governo centrale dei margini di maggiore autonomia politica e amministrativa. Per una serie di materie come l'istruzione, i trasporti, la previdenza, la ricerca, l'energia, il commercio e la tutela della salute è prevista la possibilità di gestione in autonomia da parte delle regioni.
 
140403 gonfalone lombardiaCiò significa che la Lombardia, con il valore del voto che uscirà dalle urne, vuole chiedere a Roma la gestione in autonomia di queste competenze, ma soprattutto, che restino nel proprio bilancio le risorse necessarie – che oggi paghiamo allo stato centrale e che non ci ritornano in termini di servizi pubblici - per gestirle direttamente sul territorio e fare di tali competenze, oggi precluse, un esempio di efficienza e di eccellenza per i  suoi cittadini come ha già dimostrato di fare con la sanità.
 
Il quesito che troveremo nella scheda reciterà:  "Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato?".  Ho voluto, nel testo del quesito, porre in grassetto alcune parole, perché ritengo meritino un approfondimento.
 
Per la prima parola "specialità", ti rimando all'opuscolo che trovi al seguente link  "Scopri perché la Lombardia è speciale".  In esso possiamo capire perché la Lombardia è "speciale" e perché "SI" meriti l'autonomia. Consiglio la lettura perché permette di conoscere gli elementi che rendono speciale la nostra regione ossia dall'eccessivo residuo fiscale (54mdi di euro), che ogni anno lasciamo allo stato italiano e la cui entità, che non ci ritorna in termini di servizi pubblici, supera ogni limite sia rispetto alle regioni d'Italia che al resto d'Europa (la Catalogna e la Baviera per molto meno, rispettivamente con 8mdi e 1,5mdi di residuo fiscale, chiedono molto di più); al PIL pro capite superiore alla media europea; alla gestione virtuosa che ha determinato il debito pro capite più basso d'Italia; al rating assegnato alla Lombardia superiore a quello dell'Italia e altre informazioni che ci rendono orgogliosi.
 
Per la successiva espressione: "quadro dell'unità nazionale”, è bene soffermarsi su di essa per comprendere che non si chiederà la "secessione" o "l'indipendenza". Si chiederà che, sul nostro territorio, in virtù della maggiore autonomia, restino le tasse che i lombardi pagano. Ad oggi infatti, come recita l'opuscolo sopra linkato, "la Lombardia è la regione che versa più tasse allo stato italiano ricevendo, in cambio, meno trasferimenti in termini di spesa pubblica".
 
Con il "SI" al referendum potremo conservare nel nostro Bilancio parte dei 54 mdi di euro che ogni anno lasciamo allo Stato Italiano per i suoi sprechi.  C'è chi vede in tale azione un atteggiamento che mina la solidarietà nazionale. Ma siamo così convinti che lasciare i nostri soldi alle funzioni centrali del paese voglia dire mostrare solidarietà alle altre regioni alle quali i nostri soldi vengono trasferiti? E' per caso solidarietà sapere che con i nostri soldi c'è chi provvede all'irragionevole assunzione di forestali o all'acquisto di siringhe, per il comparto sanitario, ad un costo superiore 10 volte a quello lombardo? Con il "SI" al referendum non si taglia la solidarietà, si tagliano gli spechi, si indirizza l'assetto istituzionale del nostro paese e la gestione amministrativa delle altre regioni a competere, ad essere più efficienti, ad abbandonare l'idea di un'organizzazione statale di natura assistenzialista lontana dal concetto della produttività e dall'assistenza per chi necessita veramente.   
 
"SI", il prossimo 22 ottobre, abbiamo un appuntamento importantissimo per il nostro futuro, sarà l'occasione per chiedere alle funzioni centrali del paese, che prima dei suoi sprechi, viene il nostro territorio e la nostra gente.
L'aspetto principale del referendum è quello di ottenere un sostegno chiaro da parte degli elettori lombardi affinché il Governo non ci possa ignorare nel momento in cui la Lombardia chiederà formalmente l'apertura di una trattativa che ad oggi non è mai stata concessa. Se il referendum non sarà vincolante, vincolante sarà il messaggio che uscirà dalle urne la sera del 22 ottobre, dinanzi al quale qualunque Governo sarebbe costretto a prestarvi ascolto. Un esempio eclatante, è quello sulla Brexit, che ancorché non sia stato vincolante, di fatto lo è diventato, rispettando così la volontà del popolo.
 
La Lombardia merita l’autonomia: non cogliere l'importante occasione che ci verrà data dal referendum del prossimo 22 ottobre vorrà dire perdere l'occasione per assicurare ancora più efficienza alla regione più virtuosa d'Italia ed evitare che, dalla spinta centralistica, che nel corso degli anni avanza, si faccia correre al nostro territorio il rischio di sprofondare.  Per questo motivo sarà importante andare a votare recandosi semplicemente presso il solito seggio elettorale, sarà altrettanto importante parlarne con chiunque e invitare tutti ad esprimere il proprio "SI".
 
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L' Editoriale

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».
 

Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso?

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(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi ed anche 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.