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Referendum lombardo: i cittadini hanno diritto a corretta informazione PDF Stampa E-mail
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Martedì 19 Settembre 2017 05:50
«La Commissione parlamentare di vigilanza ritiene che 15 milioni di cittadini lombardi e veneti non sono un numero sufficiente per meritare un pieno diritto a essere informati dalla Rai sui contenuti del referendum per l’Autonomia, a cui il 22 ottobre prossimo sono chiamati a votare lombardi e veneti. Il presidente Fico si trincera – con un tono burocratese che ben poco si addice allo spirito grillino – dietro un'antica delibera del 2002. Tuttavia, se il Presidente avesse avuto a cuore non tanto il destino di questo referendum, ma il sacrosanto diritto a una piena e corretta informazione, avrebbe fatto valere tutto il suo peso politico, rendendo una pubblica esortazione alla testate regionali Rai di Lombardia e Veneto per invitarle a organizzare spazi informativi dedicati alla sfida referendaria». Lo dichiara Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente- Lombardia In Testa” al Consiglio regionale lombardo e relatore del referendum per l'autonomia della Lombardia.
 
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L' Editoriale

Io sto con la Legge Italiana :#io NON sto con Carola

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso). Sarà che sono stata “tirata su” a pane, studio, sport e disciplina. Sarà che se vìoli le regole dello sport che pratichi sei fuori dai giochi. Sarà che è sempre più facile per chiunque dire sì che opporre un divieto, sarà che in uno Stato di Diritto quale l’Italia è, si presuppone che l’agire dello Stato sia sempre vincolato e conforme alle Leggi vigenti e lo Stato stesso sottopone esso medesimo al rispetto di Codici e di Costituzioni scritte, sarà per questo che #io NON sto con Carola! Si chiamasse pure Paola o Cristina e fosse francese o italiana non farebbe alcune differenza per me.
Trasformata da imbellettati e ricchi esponenti di sinistra in paladina, la signorina in questione ha violato la legge italiana. Intenzionalmente e volutamente. Riprendendo il tormentone della sinistra di qualche tempo fa (ma non gli è bastata la batosta elettorale!?!) del “senza se e senza ma” … in Italia si applica in maniera pragmatica la legalità e non si pretenda perciò di forzare il Codice di diritto del Mare e della Navigazione, il cui codice ho avuto modo di leggerlo già all’epoca dei Marò detenuti illegalmente in India.