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I parassiti delle urne PDF Stampa E-mail
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Domenica 02 Luglio 2017 19:50
(Paolo Mariani) A circa una settimana dal ballottaggio che ha visto Dario Allevi diventare sindaco di Monza, con le menti raffreddate e maggiore lucidità possiamo fare qualche considerazione. Non serve analizzare in modo socio-demagogico il voto, le fasce di età o il calendario per sapere che anche nell’impegno civile esistono i parassiti.
130916 monza stemmaSi tratta degli astenuti per menefreghismo, quelli che si lamentano sempre e invocano il cambiamento, plaudono all’impegno di chi si mette in gioco, chiedono informazioni sui programmi, segnalano problemi a non finire e alla fine... alla fine si scopre che hanno beatamente pensato ai fatti propri, alcuni dimenticandosi del voto, altri incerti fino all’ultimo sulla data (hanno sentito dire che si votava, giusto così per caso) e chiedono conferma fino alla sera prima della fatidica domenica per poi dedicarsi ad altro.
Questi sono gli astenuti, quelli che non votano per protesta o per menefreghismo o per stoltezza: un esercito di parassiti sulle spalle di chi un senso civico ancora ce l’ha. Hanno assillato i candidati con problemi noti e meno noti: la mancanza di carta igienica nelle scuole, le strade dissestate, l’illuminazione mancante in alcuni tratti di strada, traffico, viabilità, trasporti. Tutte istanze che qualsiasi candidato ha ascoltato, dando le spiegazioni del caso, illustrando le proposte di soluzione e miglioramento per scoprire alla fine che il querulo cittadino è stato a casa a dormire, è andato al mare, si è dimenticato, non trovava la scheda e non è andato a votare per il cambiamento tanto invocato o, al massimo per conservare la situazione esistente, se l’avesse ritenuta accettabile.
Non si tratta di colore politico. I problemi sono trasversali a qualsiasi credo. Al massimo cambia l’atteggiamento con cui affrontarli e cercare le soluzioni. Questo è l’impegno del candidato. Si tratta, invece, di scarso senso civico e visione limitata al proprio micro-universo quello dell’astenuto.
Non sempre l’astensionismo è degno di rispetto perché gli astenuti che si comportano come descritto non portano rispetto ai loro concittadini. Se i nuovi amministratori della città opereranno in modo positivo, i risultati di un’azione positiva saranno un beneficio per tutti, compresi gli astenuti.
 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!