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Monza al ballottaggio del 25 giugno 2017 PDF Stampa E-mail
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Giovedì 22 Giugno 2017 21:22
(Laura Giulia D’Orso) Giovedì è da sempre giorno di mercato a Monza. Le formelle, posizionate lungo l’antico fontanile davanti al Comune, riproducono gli stemmi dei “mercatari” monzesi riuniti nella società dei mercanti “Communitas Mercatorum Burgi Modoetia” del XIV secolo ed è qui che si gioca il ballottaggio fra il sindaco uscente Roberto Scanagatti (centrosinistra e Sinistra alternativa Monza) e lo sfidante Dario Allevi espressione di FI, Lega Nord con Salvini, Fratelli d’Italia Monza Futura e con apparentamento di Monza con Maffè, e l’appoggio di Il Popolo della famiglia.
L’agorà monzese vede diversi gazebi sparsi dove il monzese medio esiste, vive, passeggia, fa la spesa e chiacchiera di politica. Oggi i “Munschasc”, solitamente schivi e riservati non sono restati in silenzio. I "Munsciasc ", termine dialettale con cui si definiscono i Monzesi, significa letteralmente "favoriti dalla luna" hanno dimostrato che c'è voglia rifondare.
Sono “passati” oggi e, “passeranno” fino a sabato, i “big” della politica, segno che Monza è una città che può fare la differenza per i due schieramenti, anche a livello nazionale.
Visita lampo a Monza del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, per sostenere la candidatura di Roberto Scanagatti. Il ministro ha attaccato la Lega ed il candidato Allevi parlando di deriva xenofoba e fascista e si è speso in elogi sul buon funzionamento della città.
Oggi al mercato, il candidato sindaco Allevi accompagnato da Matteo Salvini e Romeo hanno posto l’accento su legalità, ripristino della sicurezza in Stazione FF, ai Boschetti Reali, nell’area Cambiaghi, in Piazza Indipendenza.
Promettono una viabilità sostenibile, una riqualificazione del Piano Urbanistico con nuovi collegamenti e fermate di mezzi pubblici, interventi di decoro urbani, riqualificazione delle aree dismesse e un rilancio culturale per Monza e la sua storia con il ripristino dell’assessorato alla Cultura e al Turismo.
Domani interverrà anche Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, in piazza San Paolo per snocciolare le ultime priorità dell’agenda del candidato Allevi su “riduzione delle tasse” e “Monza città dello Sport”.
Si ricorda che si voterà per il ballottaggio (secondo turno elettorale) domenica 25 giugno prossimo dalle ore 7 alle ore 23 e potranno votare anche quelle persone che non si sono presentate per esprimersi l’11 giugno, al primo turno delle amministrative.
L'esercizio del voto, sancito dall’art. 48 della Costituzione, rappresenta perciò anche un impegno civico e morale.
 
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L' Editoriale

Il Peso di una Valigia

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(Laura Giulia D'Orso). Passano uomini e donne senza nome né volto. Hanno avuto solamente il permesso di recuperare qualche cosa di personale dalle loro case che probabilmente saranno abbattute. Una vita passata fra quattro mura forse anche comprate con sacrificio, in una zona dove notte e giorno senti il fragore delle auto e dei camion che sembra ti passino in soggiorno. Quattro mura neanche tanto sicure come un tetto sulla testa che adesso non hanno più. Ognuno trascina una valigia piena di “loro”. Difficile scegliere cosa portare e cosa lasciare.

Grazie a Dio, io non sono fra quelle persone, la mia casa sarà ancora là quando tornerò ma mi sono domandata cosa avrei stipato nella mia valigia se fosse capitato a me. Non è stato semplice; ma poi ho compreso: solamente ciò che è stata la mia esistenza, il mio passato. Avrei preso tutti gli album di foto della mia famiglia, un pugno di “preziosi” che ricordano eventi felici, i miei libri del liceo, la trilogia di Dante del Sapegno, quelli con la copertina verde di storia dell’arte dell’Argan, quelli di Italiano del Pazzaglia, la mia vita, la mia conoscenza, le mie origini, ciò che sono. Scriveva Robert M. Edsel in Monumnets Men: “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano.”

E se quel maledetto ponte che conosco molto bene, su cui sono transitata tante volte da bambina, fosse stato sotto il mio controllo, sarei lì a scavare a mani nude, almeno per ridare i corpi di chi non c’è più a familiari che piangono un loro disperso.

 

Ruspadana, tanto rumore per nulla, direi

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(Laura Giulia D’Orso). Quando si parla di videogiochi violenti o che si pensi istighino alla violenza quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi in realtà possano stimolare o aumentare comportamenti violenti nelle persone. E’ di ieri la notizia che la Apple ha ritirato in via precauzionale un giochino dal suo Store digitale creato da tre giovanissimi tra cui un monzese di 26 anni, chiamato Ruspadana. Ovviamente “nomen omen” il giochino, easy nella grafica, tanto da ricordare “Mister Mario” è basato su un tema molto attuale e prende spunto dalle felpe di Matteo Salvini con ruspa stampata. Il gruppo di amici/colleghi che, per inciso, sono fra le menti informatiche più capaci, che hanno superato una difficile selezione per essere presi dalla Apple, in Italia, lo hanno sviluppato a Napoli. Si trovava sull'App Store gratis e consisteva nel "ripulire" la Pianura Padana da omini neri, si immagina immigrati, per potersi poi godere lo spettacolo delle Alpi. Dopo una serie di polemiche il giochino è scomparso dallo Store. Tanto rumore per nulla, direi. Per due motivi ben precisi. Avete mai digitato su google il termine ”spara tutto”?