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Sicurezza stradale a rischio con la "manovrina" PDF Stampa E-mail
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Lunedì 19 Giugno 2017 21:08
Il Portavoce di BastaUnAttimo, Carmelo Lentino, ha inviato la seguente lettera al Presidente del Senato della Repubblica, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed al Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato della Repubblica.
Nella sua nota, Lentino, a nome della campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera promossa da AssoGiovani e Forum Nazionale dei Giovani, denuncia la mancata attuazione - in particolare da parte degli enti locali - di quanto previsto dall’articolo 208 del Codice della Strada ed il fatto che, attraverso un emendamento alla “manovrina”, si intenderebbe eliminare l’obbligo previsto di utilizzare il 50% dei proventi derivanti delle sanzioni amministrative solo per la sicurezza stradale.
Il testo:
“Nel 2016 i proventi da infrazioni al codice della strada, secondo i dati diffusi dall'ACI, hanno fatto registrare un + 45,6%, rispetto all'anno precedente, per un importo complessivo pari a 1,7 miliardi di euro. Su 100 multe, 84 sono state elevate dalle polizia locali, in particolare per "eccesso di velocità", tanto che, perfino l'European transport safety Council ha rilevato che fra il 2010 e il 2015 L'Italia ha registrato il maggior incremento di multe per eccesso di velocità, pari al 15%.
Anche dalla sola lettura dei dati sopra riportati, risulta evidente come, in molti casi, sia prevalente per gli enti locali il raggiungimento immediato del pareggio di bilancio piuttosto che il perseguimento di politiche più lungimiranti, volte al contrasto all'incidentalità stradale e alla sicurezza.
Ebbene, da oltre 15 anni, invece, il nostro ordinamento - attraverso il Codice della strada (Art. 208 del D.Lgs. 285 /1992) - disciplina il riparto dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie, definendone nel dettaglio l'obbligo di impiego, con l'obiettivo di perseguire sicurezza stradale e adeguamento delle infrastrutture.
Purtroppo, tuttavia, alcune previsioni in esso previste non hanno ancora trovato piena attuazione. Mi riferisco in particolare alla norma di cui al comma 4 della predetta disposizione, relativa all'obbligo per gli Enti locali di impiegare il 50% dei proventi derivanti delle sanzioni amministrative solo per la sicurezza stradale e non anche per altre finalità.
Orbene, notizie di stampa hanno rilevato, che nel corso dell'esame in Senato della c.d. "manovrina", sarebbe stato presentato un emendamento che eliminerebbe tale obbligo. Notizie che, qualora fondate, metterebbero a serio rischio i risultati delle numerose attività poste in essere per il contrasto all'incidentalità stradale e, conseguentemente, i risultati nel tempo faticosamente conseguiti.
Si rende, per questo, indispensabile un Suo autorevole intervento, al fine di evitare una modifica in peius della suddetta norma e di garantire il pieno rispetto di quanto attualmente previsto dal Codice della strada”.
—
Ufficio Stampa
BastaUnAttimo
campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera
 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!
 
 
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