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Centinaia di monzesi in detenzione domiciliare PDF Stampa E-mail
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Domenica 07 Maggio 2017 22:17
(Paolo Mariani) Divieto di sosta dalle ore 06.00 alle ore 21.00 del giorno 7 maggio 2017 per evento mercatale. Segnalazione imprecisa visto che il divieto riguarda solo la sosta sulla pubblica via e non indica che è vietato uscire di casa dal corsello delle autorimesse sottostanti il proprio condominio, stare male o necessitare di mezzi di soccorso.
 170507 ordinanza
 
Questa la situazione che ha accolto i cittadini abitanti nelle vie interessate dal citato evento mercatale di domenica 7 maggio 2017.
Le bancarelle collocate nelle vie XX Settembre, Magenta, Palestro, Gramsci e Cavour hanno giustamente preso posto – si immagina – laddove gli organizzatori avevano previsto e negli spazi concessi. Ciò che non è stato previsto è il blocco delle strade, non ai veicoli di passaggio, ma ai residenti. Costoro, nella fortunata ipotesi che fossero riusciti ad uscire dai cancelli carrai dei propri condomini, non sarebbero in alcun caso potuti viaggiare in quanto le strade erano totalmente bloccate a qualsiasi transito veicolare, stante la mancanza di spazio.
 
Non sono noti motivi per cui tale evento mercatale non sia stato tenuto in Area Cambiaghi, come solitamente accade, ma ben venga il coinvolgimento di altre zone della città (cum grano salis). Ciò non toglie che l’organizzazione non ha brillato per razionalità, ma in fondo ha svolto il suo lavoro negli spazi concessi. A questo punto è da notare che ancora meno ha brillato la mente che ha concesso questi spazi senza tenere conto dei diritti di tutti (ordinanza n, 92, Uff. Viabilità).
 
E se un residente in via XX Settembre o Via Cavour avesse dovuto portare d’urgenza qualcuno al Pronto Soccorso? E se un abitante di Via Magenta avesse necessitato di un ambulanza? O ancora più semplicemente, se un condomino di P.zza Diaz avesse voluto o dovuto uscire in auto dal box? Nessuno di questi monzesi avrebbe avuto vita facile domenica 7 maggio e alcuni non l’hanno avuta la vita facile visto che qualcuno ha dovuto anche rimandare impegni e restare agli arresti domiciliari.
170507 002   170507 004
 
 
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L' Editoriale

Il Peso di una Valigia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso). Passano uomini e donne senza nome né volto. Hanno avuto solamente il permesso di recuperare qualche cosa di personale dalle loro case che probabilmente saranno abbattute. Una vita passata fra quattro mura forse anche comprate con sacrificio, in una zona dove notte e giorno senti il fragore delle auto e dei camion che sembra ti passino in soggiorno. Quattro mura neanche tanto sicure come un tetto sulla testa che adesso non hanno più. Ognuno trascina una valigia piena di “loro”. Difficile scegliere cosa portare e cosa lasciare.

Grazie a Dio, io non sono fra quelle persone, la mia casa sarà ancora là quando tornerò ma mi sono domandata cosa avrei stipato nella mia valigia se fosse capitato a me. Non è stato semplice; ma poi ho compreso: solamente ciò che è stata la mia esistenza, il mio passato. Avrei preso tutti gli album di foto della mia famiglia, un pugno di “preziosi” che ricordano eventi felici, i miei libri del liceo, la trilogia di Dante del Sapegno, quelli con la copertina verde di storia dell’arte dell’Argan, quelli di Italiano del Pazzaglia, la mia vita, la mia conoscenza, le mie origini, ciò che sono. Scriveva Robert M. Edsel in Monumnets Men: “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano.”

E se quel maledetto ponte che conosco molto bene, su cui sono transitata tante volte da bambina, fosse stato sotto il mio controllo, sarei lì a scavare a mani nude, almeno per ridare i corpi di chi non c’è più a familiari che piangono un loro disperso.

 

Ruspadana, tanto rumore per nulla, direi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Quando si parla di videogiochi violenti o che si pensi istighino alla violenza quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi in realtà possano stimolare o aumentare comportamenti violenti nelle persone. E’ di ieri la notizia che la Apple ha ritirato in via precauzionale un giochino dal suo Store digitale creato da tre giovanissimi tra cui un monzese di 26 anni, chiamato Ruspadana. Ovviamente “nomen omen” il giochino, easy nella grafica, tanto da ricordare “Mister Mario” è basato su un tema molto attuale e prende spunto dalle felpe di Matteo Salvini con ruspa stampata. Il gruppo di amici/colleghi che, per inciso, sono fra le menti informatiche più capaci, che hanno superato una difficile selezione per essere presi dalla Apple, in Italia, lo hanno sviluppato a Napoli. Si trovava sull'App Store gratis e consisteva nel "ripulire" la Pianura Padana da omini neri, si immagina immigrati, per potersi poi godere lo spettacolo delle Alpi. Dopo una serie di polemiche il giochino è scomparso dallo Store. Tanto rumore per nulla, direi. Per due motivi ben precisi. Avete mai digitato su google il termine ”spara tutto”?