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Brianza: meno disoccupazione giovanile nel 2016 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 24 Marzo 2017 20:00
Al dato non corrisponde più occupazione per i giovani. La Camera di commercio Monza e Brianza con Formaper lancia il corso Esperto in marketing digitale. 10 giovani che hanno partecipato alla scorsa edizione si sono collocati nel mondo del lavoro.
Giovani in cerca di lavoro: stando agli ultimi dati disponibili riferiti al 2016, il tasso di occupazione degli under 30 a Monza e Brianza si attesta al 28,8%, in flessione rispetto al 2015 (32,9%). Se 1 giovane su 3 è occupato, per le donne si scende a 1 su 4. Il tasso di disoccupazione dei giovani fino a 29 anni in Brianza è del 19,5%, penalizzante in questo caso ancora per le giovani donne per le quali il dato sale al 22,8%. Scende il tasso di occupazione e anche quello di disoccupazione (nel 2015 si attestava al 23,5%), dati che fanno supporre un aumento dei giovani NEET, non impegnati nello studio, né nel lavoro né nella formazione, che in Lombardia sono poco meno di 240 mila under 30. Emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat.  
Inserimento lavorativo dei giovani La Camera di commercio di Monza e Brianza con Formaper, operatore accreditato di Regione Lombardia, nell’ambito del programma Garanzia Giovani, realizza percorsi formativi gratuiti finalizzati all’inserimento lavorativo per giovani con non più di 29 anni che non studiano e non lavorano. Il corso “Esperto in marketing digitale” mira alla qualificazione e aggiornamento dei partecipanti attraverso l’approfondimento di competenze tecnico-professionali, spesso integrative a quelle già possedute, ma immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. La scorsa edizione del corso ha visto 10 giovani su 15 trovare un’occupazione. Info 039-2807446, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Scadenza per invio domande 7 aprile.

Esperto in marketing digitale: Il percorso formativo ha come obiettivo far comprendere la rivoluzione digitale in atto e far conoscere ed apprendere i nuovi strumenti interattivi, i modelli e le nuove frontiere del marketing e della comunicazione. Un percorso mirato e innovativo in grado di rispondere alle nuove esigenze di professionalità specifiche nell’ambito dei nuovi media e del digitale da parte delle imprese. Partendo da una visione organica dell’attuale scenario, e trattando i vari temi in maniera pratica ed interattiva, si forniranno gli strumenti per: approfondire strategie e strumenti idonei a sviluppare il business aziendale con l’utilizzo dei social network, i blog, il search engine marketing, la search engine optimization e gli strumenti del mobile marketing; considerare le diverse strategie multichannel per cogliere al meglio le opportunità offerte dal web, in un'ottica di off e on-line; analizzare i cambiamenti avvenuti nelle leve del marketing tradizionale e dei comportamenti d'acquisto dei consumatori, sempre più fruitori del web; pianificare delle strategie di web marketing, al fine di individuare il giusto marketing mix, attraverso la conoscenza di tecniche di SEO, SEM, E-mail marketing, social media marketing e story telling; diffondere la conoscenza degli strumenti di monitoraggio e di misurazione dei ritorni di comunicazione, valutare il loro possibile impatto sul traffico verso il sito aziendale e quindi sulle strategie di visibilità e sulle scelte di comunicazione.

“I giovani sono il nostro futuro - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza.- Ogni nuova impresa di giovani che nasce è un segno di speranza, ogni nuovo giovane assunto è motivo di fiducia. Come Camera di Commercio di Monza e Brianza abbiamo sempre messo al centro della nostra agenda l’impegno nel sostenere i giovani nel lavoro, nel mettersi in proprio, nell’investire sull’acquisizione di nuove competenze attraverso la formazione e l’alternanza scuola - lavoro. Un ruolo di avvicinamento fra mondo della formazione e impresa che intendiamo portare avanti in maniera ancora più forte anche alla luce del rafforzamento di tale competenza nella nuova riforma delle Camere di commercio.”
 
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L' Editoriale

L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

Gli animali intraprendono battaglie, però, non hanno mai fatto le guerre. Probabilmente perché non conoscono la politica e l'economia, le ideologie. Difficile pensare a tigri asiatiche che dichiarano guerra a ghepardi africani, lupi americani che preparano l'invasione agli orsi canadesi, pesci del pacifico che aizzano quelli dell'atlantico, eccetera.

Noi invece, noi che siamo uomini e a differenza degli animali abbiamo l'uso della ragione, beh... quando la vogliamo mettere in moto! Puntiamo con scelte mirate “il nemico”, ce lo scegliamo come si sceglie il migliore piatto di un ristorante magari consigliati da amici o dai giornali.

Noi, gli umani, alimentiamo lo scontro, e solo se in difficoltà di fronte agli altri invochiamo l'aiuto del branco, altrimenti colpiamo alle spalle.

Ciò che conta, per noi, non è tanto la guerra quanto quello che sta in mezzo.

Tutto quello che ci separa e ci intrattiene dall'inizio alla fine della guerra, ovvero gli elementi psicologici, come l'invidia e la frustrazione, quelli verbali, ovvero l'uso malvagio e animoso delle parole, eccetera.

È questo che distingue un litigio da una guerra, la litigiosità dalla belligeranza.

Noi, gli umani, vogliamo “il sangue”. Non per difendere qualcosa o qualcuno, ma soltanto per il semplice gusto di essere contro.

Perché a noi umani piace litigare. Punto. E ci piace soprattutto vederlo fare, in televisione, alla radio, sui social. Se la rete era nata con l’intento di unire le persone di un Campus universitario oggi di fatto le divide, crea fazioni o le coalizza, dipende dai punti di vista sempre di più. Nell'era degli algortmi è questo il nuovo Colosseo: un'arena globale del disprezzo a buon mercato, nella quale il pollice verso - spesso, solo per imitazione - lo usano milioni, miliardi di autoproclamatisi imperatori, censori o pseudo Catoni odierni.

Ed è lontano quel tempo in cui anche gli imperatori ed i sovrani erano per lo meno obbligati a studiare.

 

Salvate il Soldato M49

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orso(laura G. D'Orso). M49 non si trova e … per fortuna. Ad oggi non ci sono sondaggi disponibili tra i sostenitori dell’orso M49 e i favorevoli all’abbattimento ma l’orso trentino in fuga, con sentenza di possibile condanna a morte, negli italiani suscita decisamente più simpatia che paura. L’ipotesi di abbattimento che pende sul capo di M49 come una spada di Damocle è sbagliata.

“È pericoloso” dicono lassù nelle valli, eppure non ha mai attaccato l’uomo. È un animale “problematico” e “potenzialmente” aggressivo, scrive l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ma non è un buon motivo per farlo fuori se si avvicina ai centri abitati. Se poi ha scavalcato una recinzione con sette fili a 6mila volt non significa certo che rappresenti una minaccia per l’uomo, come sostiene la Provincia di Trento. Ma nella visone omocentrica moderna che vuole l’uomo empiricamente al centro dell’universo si è mancato di sottolineare che l’orso in questione altro non è che a “casa” propria, sulle sue montagne. Se gli esseri umani si sono spinti oltre i confini infiniti di un orso maschio che in un giorno percorre migliaia di chilometri, l’errore non è dell’orso ma nell’uomo che non ha ancora capito che nulla può contro la Natura. E’ come cercare di uccidere uno squalo perché i surfisti possano divertirsi fra le onde, o mettere sotto chiave tutte le vipere in modo che i cercatori di funghi non vengano morsi quando tentassero di coglierli.

“Cammina alla velocità di un uomo, se è scappato in piena notte non sarà lontanissimo, ma senza radiocollare non sarà facile trovarlo”. Se spareranno? E’ presto per parlarne, dipenderà dalla situazione”.

In contatto ci sono il Presidente della Provincia, la Protezione civile, pattuglie della forestale e gli agenti (anche quelli della cinofila) che stanno cercando in una vasta area M49, l’orso catturato la scorsa notte in val Rendena dopo l’ordinanza firmata dalla Provincia. Neanche Igor il Russo causò così tanto allarmismo!

Come l’animale sia riuscito realmente a scappare è un mistero, qualcosa di “davvero inusuale”. Quella gabbia doveva essere sicura, in dodici anni nessun orso era mai scappato. “E’ un sistema comprovato da Ispra e ministero dell’Ambiente, per cui è davvero inusuale che sia potuto succedere”. Si difendono. Un recinto con pareti di quattro metri e una serie di fili elettrificati da 7.000 volt.

Ma questo è un … signor orso, non levi la libertà a chi nasce libero di muoversi per chilometri e scalare dirupi o alberi centenari trentini.

Una diffida, affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49 è stata inviata dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro Costa – Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte.” Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento.”

L’orso di 3 anni è considerato responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati ed era stato al centro delle polemiche proprio ai piani alti del ministero dell’Ambiente.

Il braccio di ferro per la cattura di M49, durato diverse settimane, aveva chiamato in causa anche l’Enpa, che il 29 giugno ha lanciato l’hashtag #salvinisalvalorso per un appello con oltre 35mila adesioni. Solo il ministro dell’Interno sarebbe potuto intervenire per bloccare la cattura dell’orso sul quale ormai pende l’ordine di sparare a vista.

Insieme ad altre associazioni ambientaliste, come la Lac (Lega Abolizione Caccia) era stata lanciata una petizione per evitare la sua cattura. Ora invece sui social è stato lanciato l’hashtag #fugaperlalibertà da coloro che fanno il tifo per la vita dell’animale.

L’hanno rinchiuso e lui, a dispetto delle misure a dire dei responsabili più restrittive del carcere bis dei capi mafiosi se ne è fatto un baffo e solo dopo tre giorni è amabilmente evaso, fuggito. Dovremmo forse preoccuparci di più dell’incompetenza e della poca abilità di chi non ha saputo valutare i giusti accorgimenti per allestire un recinto sicuro. Non serve un ingegnere, ma una normale competenza zoologica.

In ogni caso l’evasione della “primula rossa” con tanto di delibera sull’abbattimento di M49 non è necessario perché si può aggirare l’ostacolo.

             Uno: organizzando un recinto idoneo.

             Due: catturando il parente di Yoghi e Bubu e spostandolo lontano, per esempio con la vicina Slovenia che dispone di un territorio meno antropizzato, dal quale era arrivato per ripopolare le vallate italiane del Trentino. (l’orso, unico “immigrato che scappato da una struttura protetta senza aver ucciso nessuno viene dichiarato passibile della pena di morte!). Così fanno in Usa e Canada collaborando per il trasbordo di animali fra uno stato all’altro.

             Tre: con gli orsi bisogna predisporre strategie di gestione controllate. Con l’emotività non si gestisce un bel nulla. Se in Abruzzo i montanari convivono da centinaia di anni con gli orsi e i lupi significa che una strada possibile esiste. Certo, non si tratta di teneri leprotti e quindi nella convivenza, vanno messi in conto anche problemi, che nel caso dei plantigradi prevedono mosse preventive.

Sappiate inoltre che nelle città italiane si rischia di più nell’incontro di certi cani feroci e male gestiti dai proprietari. L’orso, non considera l’uomo una preda e il più delle volte scappa e probabilmente anche M49 farebbe lo stesso se non lo spaventassero.

Se un orso attacca è perché ha la percezione di doversi difendere o, se madre, difendere la prole.. Può succedere che abbia i piccoli. Infine la contabilità: in montagna uccidono di più l’impreparazione, l’ineguatezza delle attrezzature, i pericoli sottovalutati. E … i funghi: ogni anno muoiono 35 fungaioli, dispersi o in un burrone.

Perciò spero in una lunga vita a M49. #fugaperlalibertà