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    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
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Campagna informativa su HIV in Lombardia PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 11 Gennaio 2017 07:34
“Riteniamo importante attivare campagne informative ancora più capillari mirate a fornire ai cittadini tutte le indicazioni per accedere agli screening, nonché offrire la possibilità, per chi non se la sente di rivolgersi alle strutture preposte, di acquistare presso le farmacie il nuovo test per l’autodiagnosi dell’HIV, che ha un costo di 20 euro e non necessita di alcuna ricetta medica”: così Antonio Saggese, consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente”, ha motivato nel suo intervento in Aula il voto favorevole del Gruppo a una mozione, presentata dalle opposizioni e approvata dall’Aula, per promuovere campagne informative e di sensibilizzazione sull’infezione da HIV.
 “Benché i progressi terapeutici raggiunti negli ultimi anni consentano attualmente di tenere la malattia sotto controllo e di migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da HIV, si rileva un pericoloso calo di attenzione sui temi legati alla prevenzione della malattia e sui suoi rischi di trasmissione – ha rimarcato Saggese –. La credenza popolare è che non si muore più di Aids ma questo non è vero. È vero che si muore molto meno, ma ci sono molti decessi dovuti alle conseguenze delle lunghe terapie, che vengono magari annoverati come morti di tumore o di altre malattie, mentre la causa primaria è proprio l’HIV. La gente non fa i test, né i medici di base suggeriscono di farli. Così ci ritroviamo con dati davvero preoccupanti: solo in Lombardia, tra il 30 e il 50% del totale dei pazienti positivi all’HIV non sa di esserlo”.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.