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Centinaia di candele illuminano le case popolari di Via Silva PDF Stampa E-mail
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Giovedì 15 Dicembre 2016 12:11
Venerdì 16 dicembre dalle ore 17,30 il complesso residenziale di edilizia pubblica popolare di via Silva 9 sarà illuminato con centinaia di luci natalizie. Per il secondo anno i palazzi del complesso residenziale pubblico saranno illuminati da quasi 200 candele che faranno luce su altrettanti canovacci bianchi con su scritti i pensieri raccolti dagli abitanti del quartiere nelle ultime 2 settimane per promuovere i valori della socialità, della coesione e della solidarietà di vicinato.
L’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto KMZero-Crocevia, una sperimentazione condotta da Spazio Giovani Onlus, Comune di Monza e Aler con il sostegno di Regione Lombardia, “per attivare laboratori sociali di quartiere e contrastare la marginalità sociale a partire dalle case a edilizia popolare”, spiega il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Cherubina Bertola. “Il contrasto al disagio e alla fragilità - continua Bertola - può realizzarsi anche promuovendo processi di cittadinanza attiva e di prossimità, perché ciascuno di noi è portatore di bisogni ma anche di risorse. Ci sono anziani aiutati dai figli e dai parenti, persone fragili aiutate dai servizi, anziani che si aiutano fra loro, in via Silva come altrove. Nelle case popolari c'è più luce di quella che ci si immagina, per questo a Natale la illuminiamo”.

In particolare il progetto punta a promuovere la coesione sociale, abbassando i conflitti e accrescendo la solidarietà. I bambini che vivono in via Silva, italiani, indiani, nordafricani, magrebini, da più di un mese stanno decorando candele e scrivendo pensieri augurali su dei teli bianchi che porteranno in ogni famiglia. Chiederanno, a chi vorrà aprirgli, di metterle sul davanzale della loro finestra e di accendere le candele.

 
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L' Editoriale

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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Grazie a tutti: la F1 come lezione di vita

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(di Mattia Mauri). Ci sono tre parole che, più delle altre, ho sentito in questi tre giorni passati a Monza in Autodromo a vivere il weekend della formula 1, bellissimo nonostante il sogno del venerdì e del sabato si sia bruscamente interrotto trasformandosi nell’incubo domenicale di un’altra occasione mondiale sprecata da Seb Vettel.

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