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Centinaia di candele illuminano le case popolari di Via Silva PDF Stampa E-mail
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Giovedì 15 Dicembre 2016 12:11
Venerdì 16 dicembre dalle ore 17,30 il complesso residenziale di edilizia pubblica popolare di via Silva 9 sarà illuminato con centinaia di luci natalizie. Per il secondo anno i palazzi del complesso residenziale pubblico saranno illuminati da quasi 200 candele che faranno luce su altrettanti canovacci bianchi con su scritti i pensieri raccolti dagli abitanti del quartiere nelle ultime 2 settimane per promuovere i valori della socialità, della coesione e della solidarietà di vicinato.
L’iniziativa si svolge nell’ambito del progetto KMZero-Crocevia, una sperimentazione condotta da Spazio Giovani Onlus, Comune di Monza e Aler con il sostegno di Regione Lombardia, “per attivare laboratori sociali di quartiere e contrastare la marginalità sociale a partire dalle case a edilizia popolare”, spiega il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Cherubina Bertola. “Il contrasto al disagio e alla fragilità - continua Bertola - può realizzarsi anche promuovendo processi di cittadinanza attiva e di prossimità, perché ciascuno di noi è portatore di bisogni ma anche di risorse. Ci sono anziani aiutati dai figli e dai parenti, persone fragili aiutate dai servizi, anziani che si aiutano fra loro, in via Silva come altrove. Nelle case popolari c'è più luce di quella che ci si immagina, per questo a Natale la illuminiamo”.

In particolare il progetto punta a promuovere la coesione sociale, abbassando i conflitti e accrescendo la solidarietà. I bambini che vivono in via Silva, italiani, indiani, nordafricani, magrebini, da più di un mese stanno decorando candele e scrivendo pensieri augurali su dei teli bianchi che porteranno in ogni famiglia. Chiederanno, a chi vorrà aprirgli, di metterle sul davanzale della loro finestra e di accendere le candele.

 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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