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Autunno tiepido per la manifatturiera brianzola... PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 16 Novembre 2016 07:14
...ma la domanda estera scalda gli industriali
Le aspettative degli industriali sono positive per i prossimi tre mesi, con la domanda estera che traina il comparto: +10% su base annua e +2,5% rispetto al II trimestre. Più incerta la situazione sul fronte degli ordini interni. Rallentano anche produzione e fatturato rispetto alla performance degli scorsi mesi e torna negativo il saldo occupazionale che scende a -0,4%.
Un autunno tiepido per la manifattura brianzola che non raffredda però le speranze degli industriali. Nel III trimestre 2016 si assiste, infatti, a una decelerazione dei principali indicatori economici rispetto ai mesi scorsi, ad eccezione della domanda estera che registra una buona performance.

Gli ordini nel complesso crescono sia rispetto allo scorso trimestre sia rispetto allo stesso periodo di un anno fa. La domanda estera spinge e registra, su base annua, una variazione pari a +10% e a livello congiunturale, vale a dire rispetto al II trimestre 2016, a +2,5%. Per quanto riguarda la domanda interna, gli ordini restano stabili a livello congiunturale e si attestano a -0,1% su base tendenziale.

Sul fronte della produzione, la variazione si attesta a +0,1% rispetto allo scorso trimestre mentre quella tendenziale è in aumento del +0,3%. Guardando ai singoli settori della manifattura, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si registrano miglioramenti nel comparto del legno mobile, mentre si assiste a un rallentamento della meccanica.

Come per la produzione, anche l’andamento del fatturato decelera, sia a livello congiunturale che tendenziale, con una variazione che si attesta rispettivamente a +0,1% e a +0,2%.

Il saldo occupazionale torna negativo, dopo tre trimestri di segno positivo, scendendo a -0,4%, risultato della differenza tra un tasso di ingresso pari a 1,1% e un tasso di uscita di 1,5%. Migliora invece la situazione sul fronte della cassa integrazione guadagni: la quota di imprese che ne fanno ricorso passa da 11,5% a 8,2% e la percentuale sul monte ore trimestrale scende da 0,6% a 0,5%.

Eppure gli imprenditori brianzoli si mostrano fiduciosi per il prossimo trimestre, soprattutto per quanto riguarda la produzione e la domanda estera. Tornano, infatti, in terreno positivo le aspettative sull’andamento dei livelli produttivi nel quarto trimestre e migliora anche il sentiment sulla domanda interna, a cui si aggiunge un aumento della percentuale di ottimisti sul trend degli ordini esteri. Resta negativo, seppure in miglioramento, il saldo tra chi si aspetta miglioramenti e chi peggioramenti per i livelli occupazionali.
Sono alcuni dati che emergono dalla Analisi congiunturale trimestrale dell’industria manifatturiera della Brianza, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

“I dati della congiuntura della manifattura brianzola relativi al terzo trimestre rallentano l’andamento positivo che si era registrato nei primi sei mesi dell’anno - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza -. “Tuttavia questi risultati non sono sufficienti a scoraggiare gli industriali della Brianza, che, anzi, grazie alle performance dell’export, mostrano fiducia per i risultati del prossimo trimestre. La crescita della domanda estera testimonia quanto sia importante proseguire nella promozione del nostro Made in Brianza nel mondo, supportando le imprese a conoscere e ad aprirsi a nuovi mercati. Questo, tuttavia, non ci deve far dimenticare che per una crescita robusta occorra dare solidità anche al mercato interno, dal momento che in questo periodo i mercati internazionali sono sensibili a evidenti trasformazioni, non gestibili dalle imprese”.

Le variabili dell’evoluzione congiunturale: produzione, fatturato, ordinativi (III trimestre 2016)

PRODUZIONE INDUSTRIALE

In linea con le previsioni degli imprenditori, rallenta la produzione industriale manifatturiera in Brianza, sia a livello congiunturale che tendenziale, facendo registrare nel trimestre in esame una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente del +0,3% e una variazione rispetto allo scorso trimestre di +0,1%, che lascia quasi invariato il valore dell’indice della produzione (costruito con base 2005=100, media mobile a 4 termini), che si attesta a quota 100,3. Il quadro più incerto è confermato dal sia pur lieve calo del numero delle imprese con una crescita robusta (e cioè superiore al 5%), che sono passate dal 38% al 35,1% e dal contemporaneo aumento di quelle in crisi (cioè che perdono oltre il 5%), passate dal 20,7% al 24,6%.

L’osservazione dei dati grezzi, a livello tendenziale, evidenzia che, nel trimestre in esame, il segno positivo della variazione della produzione industriale non coinvolge tutte le classi dimensionali, ma riguarda solo le piccole imprese (10-49 addetti), mentre per quelle di medie e grandi dimensioni la variazione è negativa.

Dal punto di vista settoriale, sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la dinamica della produzione risulta essere differenziata: passano da uno a tre i settori con segni negativi (alla chimica si aggiungono quello dei mezzi di trasporto e il tessile), mentre per tutti gli altri si registrano trend positivi, tra i quali si segnalano il miglioramento del comparto del legno-mobile e il rallentamento di quello della meccanica. In questo quadro, il tasso di utilizzo degli impianti, che esprime l’impiego dei macchinari in relazione alla quantità massima producibile, nel 3° trimestre 2016, si attesta a quota 67,8% (dato grezzo); salgono i giorni di produzione assicurata che passano da 52,5 a 61,3.

FATTURATO

Come per la produzione, nel terzo trimestre 2016, l’indicatore del fatturato totale a prezzi correnti, frena la sua crescita, sia a livello tendenziale che congiunturale, scendendo rispettivamente a +0,2% e a +0,1%. Queste dinamiche hanno mantenuto pressoché invariato il valore dell’indice del fatturato (costruito con base 2005=100, media mobile a 4 termini), che si attesta a quota 113,4. La quota dell’export sul fatturato, pur presentando un lieve calo rispetto al trimestre precedente, (passa da 36,9% a 35,7%), conferma che le esportazioni rimangono una componente fondamentale per il recupero dei livelli produttivi.

ORDINI

Come noto, l’andamento degli ordini rappresenta un utile indicatore da cui è possibile intuire la dinamica futura della produzione e del fatturato. Nel terzo trimestre 2016, sia da un punto di vista tendenziale che congiunturale, gli ordini nel complesso crescono, grazie al positivo contributo di quelli esteri che continuano la loro espansione, facendo addirittura registrare su base annua un incremento del 10%. Situazione ancora fragile e instabile invece sul fronte della domanda interna, con gli ordini che registrano una leggera flessione tendenziale pari a -0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e un dato stazionario a livello congiunturale, a fronte di una variazione in aumento per gli ordini esteri del +2,5% rispetto al trimestre precedente (espresse come media mobile a 4 termini).

OCCUPAZIONE

Si presenta incerta la situazione sul fronte dell’andamento del mercato del lavoro. Da un lato, si registra un sia pur lieve peggioramento dei dati di flusso che, per il terzo trimestre 2016, mostrano un saldo negativo, frutto di un lieve aumento delle uscite (il relativo tasso passa da +1,2% a +1,5%) accompagnato da un lieve calo delle entrate (il relativo tasso scende da +1,4% a +1,1%). Dall’altro, migliora la situazione sul fronte della cassa integrazione guadagni: diminuisce la percentuale di imprese che ne fanno ricorso (passa da 11,5% a 8,2%), così come la quota percentuale sul monte ore trimestrale che passa da 0,6% a 0,5%.

ASPETTATIVE

Si mostrano fiduciosi gli imprenditori della Brianza sull’andamento dell’ultimo trimestre dell’anno, soprattutto per quanto riguarda la produzione e la domanda estera. Passano infatti in terreno positivo le aspettative degli imprenditori sull’andamento nel quarto trimestre della produzione, grazie ad un aumento della percentuale di imprenditori che si aspetta una crescita (passano da 15,8% a 27,1%) e ad una diminuzione di quelli che la prevedono in calo (da 22,5% a 14,3%). Sul fronte della domanda estera si rafforza il saldo positivo che passa da 11,4% a 20,5%, grazie ad un aumento degli imprenditori ottimisti e ad una diminuzione di quelli pessimisti. Migliora il saldo della domanda interna, con una uguale percentuale di imprenditori che la prevedono in aumento e in diminuzione, a cui si affianca una quota di imprenditori pari al 61,8% che non ne prevede variazioni per il prossimo trimestre. Resta invece negativo ma migliora il saldo dell’occupazione. Per tutte le variabili appena citate, supera il 50% la quota di imprenditori con aspettative stabili, che nel caso dell’occupazione raggiunge il 79,5%.

Elaborazione Ufficio Studi Camera di Commercio di Monza e Brianza (novembre 2016)

 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!