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Deserta la gara per la concessione dello stadio Brianteo PDF Stampa E-mail
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Sabato 05 Novembre 2016 07:29
130916 monza stemmaSul bando per la concessione dello stadio Brianteo e del centro sportivo Monzello, che si è chiuso ad ottobre e al quale nessun soggetto si è presentato, il consigliere incaricato allo Sport, Silvano Appiani afferma che si è trattato "di una grande occasione sprecata ma che il Codice degli appalti non impedisce a nessuno di presentare un progetto, corredato della prevista documentazione: la risposta dell'Amministrazione sarà, come sempre, trasparente ed ossequiosa della disciplina del Codice, cioè una deliberazione della Giunta Comunale con cui verrà dichiarata l'esistenza o l'assenza di un pubblico interesse sul progetto".
Il bando pubblicato dal Comune, ricorda Appiani, "rispecchiava analoghe soluzioni trovate in comuni vicini, con una struttura di estrema semplicità ed apertura, testimoniata dai pieni margini di intervento lasciati al futuro concessionario e da una selezione molto efficace, basata solo su canone e durata".

Nei giorni scorsi il presidente del Monza Calcio con dichiarazioni rilasciate alla stampa, ha sollevato critiche al bando, obiettando che gli eventuali interventi del potenziale concessionario fossero subordinati ad autorizzazione del Comune. "Ma il bando – sottolinea Appiani - precisa che tali autorizzazioni non sono arbitrarie ma riferite alla coerenza con i fini della concessione (gli impianti non vengono acquistati ma rimangono di proprietà esclusiva e  con finalità pubbliche) e con le norme di governo del territorio (a cui si dovrebbe comunque adeguare anche un eventuale proprietario privato)".

"Fino ad oggi – dice ancora il Consigliere - l'Amministrazione Comunale ha dimostrato grande apertura nei confronti delle proposte avanzate ma il mancato passaggio dalle proposte ai fatti ci ha indotto a bandire la gara. Monza Calcio ha dei progetti pronti? Non deve attendere la disponibilità del Comune, che già c'è ma presentare formalmente il proprio progetto".
 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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