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Banche Popolari: la Consulta su ricorso di Regione Lombardia contro DL del Governo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 14 Ottobre 2016 06:56
Conto alla rovescia per l'udienza in Corte Costituzionale sul ricorso presentato da Regione Lombardia contro il decreto legge del Governo Renzi in materia di Banche Popolari. Ne dà notizia Antonio Saggese, consigliere regionale e  primo firmatario della mozione che ha promosso il ricorso della Regione alla Consulta.
"Il 19 ottobre ci sarà in Corte Costituzionale l'udienza pubblica per il ricorso – annuncia Saggese –. Tale decreto, convertito in legge, impone entro la fine dell'anno, e non prima, la trasformazione delle Banche Popolari da società cooperative in società per azioni. Penso che la comunità finanziaria sia in attesa di apprendere le battute finali di questo percorso che Regione Lombardia ha voluto intraprendere per tutelare le forme cooperativistiche nel settore bancario che, in virtù del voto capitario, hanno sempre garantito la democrazia nel mondo economico. Lasciare i processi decisionali a migliaia di famiglie, imprese e dipendenti, soci delle cooperative, è stata sin dalla seconda metà dell'Ottocento la soluzione più idonea per evitare la concentrazione del potere nelle mani dei pochi ricchi che, con processi di fusione, si troverebbero a decidere sul risparmio e sui debiti delle imprese e delle famiglie nonché sul lavoro di migliaia di lavoratori".

Per il consigliere "la conservazione del modello cooperativo contribuisce inoltre, nel pieno rispetto dell'art. 102 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea riguardante il divieto di abuso di posizione dominante, a garantire la concorrenza da forme di alterazione e inefficienza del sistema finanziario. Per Regione Lombardia, la presentazione del ricorso ha rappresentato sempre e solo una posizione di stimolo all'intero sistema-Paese affinché ci si potesse indirizzare verso riforme realmente capaci di creare benessere per l'intera collettività. In uno scenario come quello attuale – conclude Antonio Saggese – qualsiasi trasformazione decisa prima della pronuncia della Corte Costituzionale della prossima settimana, sarebbe, per le Banche Popolari della Lombardia, dalla Banca Popolare di Milano alla Banca Popolare di Sondrio, al Credito Valtellinese, una scelta irragionevole e inopportuna in quanto verrebbe assunta, ad occhi chiusi, in un momento in cui ancora non sono stati spazzati via oltre cento anni di storia del nostro Paese".

 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!
 
 
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