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Monza dice stop all'invasione? PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 12 Ottobre 2016 05:59
Riceviamo e pubblicahiamo.
(Comunicato Stampa) Sabato 15 ottobre, dalle ore 14, si terrà un presidio di protesta organizzato dalla Lega Nord e da La Destra per chiedere alla prefettura e alle istituzioni cittadine di risolvere le assurde situazioni che si sono create in città, a partire dal caso di via Asiago, e per chiedere con forza di fermare i nuovi arrivi.
Al presidio prenderanno parte numerosi cittadini esasperati dalla mala gestio dell'accoglienza di centinaia di richiedenti asilo; oltre alla cittadinanza e ai rappresentanti cittadini dei partiti saranno presenti anche il segretario federale della Lega, Matteo Salvini e il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace con l'intento di spendersi in prima persona per risolvere situazioni ormai drammatiche

"Siamo fortemente preoccupati per quello che sta accadendo in città – dichiara il segretario cittadino della Lega Nord Federico Arena- la situazione è già grave e ingestibile ad oggi, nonostante ciò si fanno sempre più insistenti le voci che danno per certi nuovi arrivi in diverse zone della città. La Lega, insieme a tutti quanti vorranno collaborare con noi, non si fermerà fino a quando non si arriverà a soluzioni di buon senso. È inconcepibile pensare che la nostra gente si trovi a dover essere prigioniera in casa propria, case acquistate con fatica e con mutui trentennali, oggi svalutate e danneggiate per via di istituzioni incapaci che hanno portato ad una situazione fuori controllo. Uno stato che tutela gli ultimi arrivati e non i suoi cittadini è uno stato fallito, noi non ci stiamo!"

"La Destra - dichiara Massimiliano Meloni, coordinatore provinciale de "La Destra"- è in contatto e in supporto da mesi con i cittadini di via Asiago, raccogliendo quotidianamente, tramite il segretario cittadino Francesca Giarmoleo, le istanze dei Residenti e promuovendo quando possibile gli incontri con le istituzioni, che però sembrano sorde e cieche di fronte ad una situazione che se lasciata allo stato attuale potrebbe presto sfociare in proteste plateali e disordini. Sappiamo che Via XX settembre e il quartiere San Biagio saranno le prossime destinazioni allestite per "questo business"... al Sindaco e al Prefetto dico solo che così stanno istigando i cittadini alla guerra civile. Come promesso faremo sentire la voce dei cittadini e succederà sabato 15 ottobre."

Ufficio stampa

Lega Nord Sezione di Monza
 
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L' Editoriale

Il mio Presepe

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Quest’anno ho deciso di fare due Presepi, uno in casa ed uno in ufficio. E ho deciso intenzionalmente di farlo perché è un simbolo, il mio simbolo, il simbolo della mia casa. In un paese dove sembra che costruire un Presepe sia quasi un’offesa verso le altre culture io non lo credo. In quel Presepe ci sono io, c’è la mia cultura, c’è il mio passato ed il mio presente e vorrei ci fosse il mio futuro. Ci sono i miei valori, c’è la mia civiltà e tutto questo ….. è nel mio Paese. Non offende un bambino in una mangiatoia che scappa con la famiglia da Erode, non offende un bambino che nasce in una grotta osannato da angeli ed umili pastori. Suvvia, non può offendere nessuno! Il mio Presepe è particolare. Mi è stato portato tanto tempo fa da Betlemme, da un prete al seguito del cardinale Carlo Maria Martini. Piccolo, di porcellana, fragile ed indifeso in quel viaggio aereo come lo è quella piccola famiglia che rappresenta. Quel Bambino non chiede regali costosi, non vuole omaggi adulatori, non ama il consumismo e regali costosi, non pasteggia con pranzi prelibati, con onerose pietanze per la cena.
Anzi, resta stretto nel tepore delle braccia di Sua Madre.
Poi con il tempo il mio piccolo Presepe si è arricchito di altri due piccoli Gesù che maestre molto capaci ed intelligenti dei miei figli hanno fatto plasmare da mani infantili con il Das, quella pasta per modellare che forse oggi non si usa neanche più. E così il Presepe è diventato suo malgrado Uno e Trino. Un solo Dio e tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto racchiuso in venti centimetri quadrati: la mia cultura, la mia Fede, la mia religione, la mia vita.

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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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