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Io non rischio: campagna della Protezione Civile per la prevenzione PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Ottobre 2016 21:53
Sono state presentate in questi giorni presso il Comune di Monza le due giornate per la campagna di comunicazione "Io non rischio", organizzata dalla Protezione Civile in accordo con le Regioni e i Comuni interessati. L'iniziativa cui aderisce anche il capoluogo brianzolo si svolgerà nelle giornate del 15 e 16 ottobre, dalle 10.00 alle 19.00, presso piazza Roma - portici dell'Arengario.

La campagna si terrà in 700 piazze italiane, e tratterà di terremoti, maremoti e alluvioni.

Sarà proprio quest'ultimo il tema principale trattato a Monza, dove il Lambro rappresenta un rischio per circa 5000 persone residenti nel territorio, senza contare tutti coloro che si recano qui per motivi di lavoro o studio.

"Una corretta informazione permette ai cittadini di divenire il primo livello di Protezione Civile - ha affermato Mario Stevanin, responsabile della Protezione civile comunale - perché non solo non deve essere soccorso, ma diventa parte attiva per una concreta riduzione del rischio".

Gli stand si divideranno in due sezioni: la prima mostrerà dei reperti storici per raccontare e mostrare le alluvioni che hanno colpito Monza dal 1175 ad oggi, mentre la seconda, più operativa, servirà alla Protezione Civile per mostrare situazioni di pericolo e soluzioni per affrontarle in maniera corretta.

L'assessore alla Sicurezza, Paolo Confalonieri, è intervenuto quindi per ricordare che da fine ottobre inizieranno i lavori per mettere in sicurezza il centro abitato in caso di esondazione del Lambro. "I lavori, che dovrebbero concludersi in circa sei mesi, saranno finanziati da 1 milione di euro che la Regione Lombardia ha stanziato, e che sono stati appaltati da Aipo (autorità di bacino competente). E' stato possibile ottenere il finanziamento grazie alla solerzia del Comune di Monza, che si è attivato prontamente con un progetto definito che soddisfacesse i requisiti della Regione".

Si comincerà con il rinforzo del muro spondale presso il Santuario delle Grazie Vecchie, proseguendo con la costruzione di un sovralzo arginale del muro a valle del Ponte di via Cantore. Sono previsti anche interventi in via Filzi, via Annoni, e a monte del Ponte di San Gerardino, nonché la fornitura di uno strumento di rilevamento idrometrico da collocare lungo il corso del fiume.
 
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L' Editoriale

Il mio Presepe

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Quest’anno ho deciso di fare due Presepi, uno in casa ed uno in ufficio. E ho deciso intenzionalmente di farlo perché è un simbolo, il mio simbolo, il simbolo della mia casa. In un paese dove sembra che costruire un Presepe sia quasi un’offesa verso le altre culture io non lo credo. In quel Presepe ci sono io, c’è la mia cultura, c’è il mio passato ed il mio presente e vorrei ci fosse il mio futuro. Ci sono i miei valori, c’è la mia civiltà e tutto questo ….. è nel mio Paese. Non offende un bambino in una mangiatoia che scappa con la famiglia da Erode, non offende un bambino che nasce in una grotta osannato da angeli ed umili pastori. Suvvia, non può offendere nessuno! Il mio Presepe è particolare. Mi è stato portato tanto tempo fa da Betlemme, da un prete al seguito del cardinale Carlo Maria Martini. Piccolo, di porcellana, fragile ed indifeso in quel viaggio aereo come lo è quella piccola famiglia che rappresenta. Quel Bambino non chiede regali costosi, non vuole omaggi adulatori, non ama il consumismo e regali costosi, non pasteggia con pranzi prelibati, con onerose pietanze per la cena.
Anzi, resta stretto nel tepore delle braccia di Sua Madre.
Poi con il tempo il mio piccolo Presepe si è arricchito di altri due piccoli Gesù che maestre molto capaci ed intelligenti dei miei figli hanno fatto plasmare da mani infantili con il Das, quella pasta per modellare che forse oggi non si usa neanche più. E così il Presepe è diventato suo malgrado Uno e Trino. Un solo Dio e tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto racchiuso in venti centimetri quadrati: la mia cultura, la mia Fede, la mia religione, la mia vita.

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