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Cascina del Sole PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Giugno 2015 09:31
Deve probabilmente il suo nome alla sua collocazione, a sud-est dei Giardini Reali, dai quali è separata dalla recinzione, oppure lo riprende da numerose costruzioni rustiche della campagna milanese, che spesso portavano in facciata un sole raggiato, simile a quello che è stato disegnato in facciata in tempi recenti.
Preesistente alla costituzione del Parco, la Cascina fu riprogettata e ampliata dall’architetto Giacomo Tazzini a partire dal 1839-1840. Il progetto prevedeva un corpo a T con un apparato decorativo misto, dove accanto a motivi della tradizione classica, come il timpano appiattito sl prospetto principale, si affiancano inserti neoromantici applicati all’edilizia colonica. Dopo vari rimaneggiamenti, la Cascina è ora priva della originaria decorazione esterna che prevedeva marcapiani e cornici alle imposte, bicromie e materiali compositivi differenti, a sottolineare il cambiamento volumetrico sui prospetti laterali.
Nell’ottocento l’edificio accoglieva abitazioni e varie attività agricole. Nel 1920 la cascina segue la retrocessione dei Beni della Corona al Demanio e, dal 1934, passa in uso ai Comuni di Milano e Monza per trasformarsi nella metà degli anni ‘70, dopo vari affittuari e un lungo periodo di abbandono, in residenza (al primo piano) e luogo di ristoro per i visitatori del Parco (al piano terra).
 
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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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