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Cascina Bastia PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Giugno 2015 09:30
(Percorsi di Conoscenza a cura del Centro Documentazione Residenze Reali Lombarde) Deriva forse il suo nome dalle fortificazioni di cui parla Bonincontro Morigia nel Cronichon Modoetiense nel descrivere le lotte interne che sconvolgono Monza nel 1324. Bonincontro riferisce di una fortificazione coinvolta in un’azione dell’assedio e situata nei pressi della chiesa di San Fedele, che ha lasciato posto alla cascina omonima, realizzata dal Canonica.
La Bastia compare nelle mappe settecentesche redatte per Carlo VI e quindi in una carta del Parco non datata, ma ascrivibile al 1810. Conosce numerose proposte di ampliamento, alcune delle quali mai condotte a termine. A partire dal 1825, Giacomo Tazzini ne esegue la ricostruzione con l’aggiunta di un letamaio (nel 1935) e il completamento della corte porticata (nel 1847). Il complesso comprende la cascina a due piani e con un’ampia corte porticata e un rustico adibito nel tempo a magazzino di sementi, falegnameria e, infine, deposito-noleggio di biciclette.
In età asburgica e ancora fino ai primi anni del Regno d’Italia, la Bastia è stata adoperata come scuderia e deposito e ha ospitato il dormitorio e la cucina degli allievi della scuola per giardinieri, mentre la direzione e l’alloggio del direttore e del capo giardiniere erano situati a poca distanza, presso la Cascina del Forno.
Quando, nel 1920, il Parco viene reso al Demanio, la Cascina passa in uso e poi in proprietà ai Comuni di Milano e Monza. In tempi recenti è stata concessa a un Gruppo Micologico e per anni ha ospitato un punto informativo sul Parco.
 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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