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Cascina Costa Bassa PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Giugno 2015 09:29
(Percorsi di Conoscenza a cura del Centro Documentazione Residenze Reali Lombarde) La cascina, collocata nel settore più settentrionale del recinto in prossimità dell’abitato di Biassono, è stata realizzata con ogni probabilità dopo il 1827 - in quanto non compare nella mappa topografica disegnata da Federico Lose per l’almanacco di quell’anno –, ma è citata da Giovanni Antonio Mezzotti nella sua descrizione del Parco pubblicata nel 1830.
Progettato da Giacomo Tazzini, l’edificio era destinato a svolgere le funzioni di luogo di sosta e “ospedale dei cavalli”, dotato di un’ampia scuderia con colonne monolitiche in granito rosa capace di ospitare fino a dodici cavalli e gli alloggi per il personale di servizio.
Colpisce l’osservatore l’insolita veste classicheggiante del fabbricato, in contrasto con le funzioni rurali, ma perfettamente in linea con gli edifici realizzati nel Parco in questi stessi anni nei quali vengono abbandonati i rimandi neogotici che avevano caratterizzato alcuni precedenti progetti del Canonica. La cascina ha uno sviluppo monumentale, con volumi nitidamente accostati e articolati nello spazio; un profondo pronao colonnato dorico con trabeazione ricorda un tempio classico.
Significativo appare, inoltre, l’accostamento di materiali diversi in una costante ricerca di effetti cromatici ed ornamentali ottenuti senza l’inserimento di elementi decorativi aggiunti, ma con la valorizzazione della consistenza architettonica dell’edificio entro il contorno del paesaggio boscoso circostante.
Entrata a far parte negli anni ‘20 dell’insieme di edifici subaffittati alla SIAS, oggi la cascina ristrutturata è sede di un centro diurno per anziani.
 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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