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Cascina San Fedele PDF Stampa E-mail
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Giovedì 18 Giugno 2015 09:25
(Percorsi di Conoscenza a cura del Centro Documentazione Residenze Reali Lombarde, Marina Rosa - Lucia Tenconi) Il primo progetto di Luigi Canonica per la cascina, elaborato tra il 1809 e il 1810, prevedeva la trasformazione dell’antica chiesa di San Fedele, attraverso l’abbattimento dell’abside per realizzare un ampio pozzo e la sopraelevazione del tetto per creare delle abitazioni rurali. In seguito però l’architetto decise di demolire l’edificio religioso e il suo ospizio, nonostante fossero stati lo scenario dell’assedio di Monza nel 1324 e un luogo di ricovero per molti pellegrini.
Il nuovo complesso, sorto tra il 1820 e il 1824, consisteva in un impianto cruciforme, in cui al piano terra si trovavano una cucina e un grande forno, il lavatoio, il pozzo, le stalle, il pollaio e al piano primo le camere per i massari e i fienili.
La trasformazione della cascina in istituto scolastico nel 1921 ha comportato la realizzazione nel dopoguerra di un nuovo volume in cemento, che ha snaturato l’impostazione simmetrica dell’edificio ottocentesco, ma ne ha conservato i fronti neogotici. La cascina infatti era stata impreziosita dal Canonica con portali ad arco ogivale e bifore scolpite, provenienti dalla chiesa di Santa Maria in Brera a Milano demolita nel 1809. Gli innesti marmorei sui prospetti richiamano la torre dei Giardini Reali: secondo le intenzioni del progettista la cascina era stata costruita su una collina naturale del Parco e orientata in modo da creare un dialogo visivo tra l’edificio rurale e il belvedere, sollecitando il dibattito sulla ripresa del gotico nell’architettura di metà ottocento.
 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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