Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Il governo usa il carburante per fare cassa Stampa
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Lunedì 12 Maggio 2014 18:24
140324 daniela maroni“Ci risiamo, i nostri cittadini dovranno subire un nuovo prelievo forzoso dalle loro tasche. Il Governo si rende conto che gli italiani non sono un pozzo senza fondo cui attingere ogni qualvolta lo si voglia?”  Daniela Maroni, consigliere regionale lombardo, mostra tutta la sua contrarietà al provvedimento approvato nei giorni scorsi in Senato dalle Commissioni Lavori Pubblici e Ambiente. Si tratta di un emendamento al DL Casa, che in parte ricalibra le coperture alle norme che finanziano per 25 milioni le opere di Expo 2015. 
Il documento emendato riferisce che il capitolo verrà coperto, per una quota parte di 13 milioni, non più dal fondo per le assunzioni nelle amministrazioni pubbliche, ma con un aumento delle accise sui carburanti, che dunque verranno ritoccati ancora una volta verso l’alto.
 
“L’ultimo aumento sulle accise è in vigore dal 1° marzo e già allora mi ero espressa in maniera fortemente critica. Il provvedimento votato a Roma dimostra ancora una volta che le accise sono un comodo strumento per fare cassa, per prelevare denaro dalle tasche dei contribuenti, che di tasse ne pagano già parecchie, anche per finanziare le grandi opere. Non vogliamo essere il Bancomat presso le stazioni di servizio per i delinquenti, tantomeno vogliamo essere il Bancomat per lo Stato”. Daniela Maroni, che ricopre anche l’incarico di Vicepresidente Nazionale dei gestori Figisc Confcommercio, ribadisce il concetto: “una decisione assurda, penso che i commissari potevano individuare benissimo un’alternativa diversa alle accise. E invece si andranno ancora una volta a colpire le famiglie e i lavoratori, che già ora fanno i salti mortali per arrivare alla fine del mese. Lo Stato, in questa difficile contingenza di crisi, dovrebbe venire incontro alla gente, e invece con queste scelte fa proprio il contrario”.