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Sabato 8 giugno, con il Corteo storico, inizia la seconda edizione del «Summer Monza 2019», il gra...

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MonzaOggi
La lezione del professore Sgarbi PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 05 Giugno 2019 07:59

sgarbiGiovedì 20 giugno - ore 21 - Piazza Roma - Portici Arengario

Torna a Monza il professor Vittorio Sgarbi, critico d’arte ed esteta, per una delle sue lectio magistralis. L’appuntamento con il pubblico - a metà tra uno spettacolo e una vera e propria conferenza – sarà dedicato alle bellezze e al patrimonio monumentale e architettonico della nostra città, spaziando tra storia, arte e letteratura. Le sue riflessioni partiranno dai monumenti più rappresentativi della Lombardia e, in particolare, di Monza fino all’esame di alcune opere custodite nei Musei Civici: un appuntamento da non perdere per scoprire o riscoprire alcuni degli aspetti inediti del nostro patrimonio artistico.

 
Tratto via Manzoni: asfalto e marciapiedi nuovi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Giugno 2019 07:39
lavori via manzoniUn lavoro atteso da decenni, in una delle vie più trafficate della città. Dopo aver riasfaltato il primo tratto - da largo Mazzini all’incrocio di via Cavallotti nell’estate del 2018 da dove è passato Il Giro d’Italia di Ciclismo ora è la volta di arrivare fino all’incrocio con via Zucchi.
I lavori, per un investimento complessivo di 350.000 euro, partiranno lunedì 17 giugno, per concludersi l’ultima settimana di agosto: durante queste settimane il tratto stradale sarà completamente riasfaltato, con il rifacimento del sottofondo e la stesura del tappetino. Previsto il rifacimento anche di entrambi i marciapiedi in porfido. Per completare i lavori entro il mese di agosto si rende necessario chiudere interamente il tratto stradale.
Le ripercussioni sul traffico cittadino saranno significative, pertanto è fondamentale la collaborazione di ciascuno nella scelta dei percorsi alternativi. I tecnici del Comune installeranno l’apposita segnaletica già dalla prossima settimana, mentre mappe e percorsi alternativi saranno consultabili online sul sito del Comune di Monza Le novità più significative riguarderanno l’istituzione del senso unico di via San Gottardo da via Villoresi/Torneamento a via Cavallotti, in direzione di quest'ultima e l’inversione del senso unico lungo via Parravicini, da via Cavallotti a via Prina.
Mentre la circolazione in via Manzoni tra via Cavallotti e via Missori sarà interdetta, resterà possibile percorrere l’ultimo tratto tra via Missori e via Zucchi, che resterà chiuso solo le notti necessarie per la posa del tappetino d'usura in carreggiata. Sarà consentito l’accesso ai passi carrai per i residenti.
 
Il cosiddetto “bonus verde” PDF Stampa E-mail
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Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
bonus verdeNella Legge di Bilancio 2018/16, le nuove norme indicate all’art. 1, commi 12-15, della L. n. 205/2017, prevedono, limitatamente all’anno 2018, e senza alcun legame con gli interventi di ristrutturazione degli immobili, una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese documentate, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 5.000,00 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, ripartite in 10 quote annuali di pari importo a partire dall’anno di sostenimento delle spese.
La detrazione IRPEF massima fruibile risulterà pari a 1.800,00 euro che, suddivisa in dieci rate annuali di pari importo, comporterà un risparmio di imposta di 180,00 euro all’anno. Il limite massimo di detrazione per il bonus verde di € 5.000,00 per singola unità abitativa (art.1, c. 12-15, Legge 205/2017) risulta essere in aggiunta alle spese di ristrutturazione che potranno essere effettuate nello stesso periodo sullo stesso immobile con il tetto massimo di € 96.000,00 (art. 16-bis del TUIR).
Ne consegue che il contribuente potrà usufruire della detrazione calcolata sul totale di 101.000. Coloro che potranno beneficiare della nuova detrazione denominata “bonus verde” sono: possessori di unità immobiliare di natura abitativa sulla quale sono eseguiti gli interventi, in base ai seguenti titoli: piena proprietà; nuda proprietà; altri diritti reali, quali l’uso, l’usufrutto, l’abitazione o il diritto di superficie; coloro che detengono l’unità immobiliare sulla quale sono eseguiti gli interventi sulla base di un idoneo titolo, quali per esempio il contratto di locazione o di comodato.
La detrazione spetta ai soggetti che abbiano sostenuto le spese.
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Il ritorno “green” del pluridecorato campione del mondo: Gianni Bugno PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Maggio 2019 10:35

Giro EMentre ha già preso il via la quinta giornata del Giro d’Italia 2019, un mix fra tappe a cronometro e tappe di montagna in cui sembrano dominare fatica e salite, all’attenzione dei media si è spostata su alcune squadre “speciale”: il Giro d’Italia E - elettrico.

Sei produttori di bici, 10 team, 18 tappe, 60 ciclisti, 1.829 chilometri, 43.546 metri di dislivello positivo. Tutto in un evento: il Giro E, la cui prima edizione è iniziata domenica 12 maggio, per concludersi sabato 1 giugno, a Croce d’Aune. Dalla piana della Val Bisenzio a una delle salite che hanno fatto la storia del ciclismo. È tra questi opposti il cuore del Giro E, un evento che non è una corsa ma ne ha tutti i requisiti, che passa da zero a 2.623 metri, dal mare alle vette.

Sì proprio così. Ai margini delle 23 tappe si sta svolgendo il giro E = elettrico. Gianni Bugno, il pluridecorato campione del mondo su pista e su strada e indimenticata maglia rosa per tutto il giro d’Italia del 1990, Giro d’Italia del 1991 e 1992, un Giro delle Fiandre, due volte campione del Mondo è tornato alla veneranda età di 52 anni a prendere parte al Giro 2019 con una sua squadra. Le tappe che vedranno affiancare alle biciclette da competizione tradizionale quelle “E”, saranno altre e tutte particolari. Quella assegnata nella prima tappa inaugurale, è stata vinta proprio da Team BiKe for Dream poi ci sarà quella di Orbetello.

Non esiste Giro in cui non si assegni una maglia al vincitore e così è anche per l’E-Giro d’Italia. In questo caso Viola, relativa alla classifica generale è andata al Team BiKe for Dream, di cui Bugno fa parte, poi c’è quella arancio per la prova di regolarità, conquistata dalla Toyota Team, quella rossa per gli sprintisti conquistata dalla Team E-powers factory  e quella verde per la squadra più giovane, in questo caso la Kilocal-Selle.

I partecipanti sono 60 e ci sono i grandissimi del ciclismo: Bugno, Edit Pucinskaite (tre Mondiali, tre giri d’Italia una Milano-Sanremo, una Parigi Roubaix., Max Lelli, uno che si faceva la Tirreno Adriatica  a 22 anni come fosse una passeggiata, 9° ai Mondiali di Ciclismo in Giappone, terzo al Giro del ’91 dopo Chiappucci, Daniele Colli.

Non è solo una nuova sfida, è una nuova visione per rendere più sostenibile la mobilità. Infatti tra gli sponsor quest’anno al Giro c’è anche l’Automobile Club che sta promuovendo in tutto il mondo il campionato Mondiale di Formula E denominato ABBFormula E. pensando ad un futuro forse più ecocompatibile.

 
Modello 730 e Modello Redditi Persone Fisiche PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Maggio 2019 07:24
Potranno utilizzare il modello 730/2019 coloro che sono pensionati o lavoratori dipendenti e assimilati o che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente, i restanti contribuenti dovranno avvalersi della dichiarazione dei redditi Persone Fisiche.
A partire dal 15 Aprile 2019, il modello 730 precompilato è messo a disposizione del contribuente, in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it . E’ opportuno iniziare la raccolta dei dati e dei documenti, al fine di provvedere per tempo e nel miglior modo possibile alla predisposizione del modello e dei relativi versamenti.
Si ricorda che tutta la documentazione dovrà essere consegnata in sede di appuntamento in fotocopia o in formato pdf. 
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Teatro alla Scala. Plácido Domingo baritono nella Traviata PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Maggio 2019 17:00
(Vittoria Lìcari) La presenza di Plácido Domingo nei panni baritonali di Giorgio Germont costituisce indubbiamente la ragione di gran parte della curiosità e dell'interesse che hanno circondato le tre rappresentazioni di marzo della Traviata al Teatro alla Scala, prova ne siano gli scroscianti applausi che accoglievano il grande cantante non appena faceva il suo ingresso in scena.
 
Al di là di questa naturale e giustificata attesa, queste ultime recite del capolavoro verdiano – che facevano seguito a quelle di gennaio e febbraio, dirette da Myung-Whun Chung, con Marina Rebeka protagonista e Leo Nucci nei panni di papà Germont – suscitavano  interesse anche per la presenza del soprano statunitense Angel Blue, già nota al pubblico della Scala come Musetta nella Bohème e Clara in Porgy and Bess, che per la prima volta affrontava a Milano un ruolo tanto più impegnativo rispetto ai precedenti.
 
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L' Editoriale

L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

Gli animali intraprendono battaglie, però, non hanno mai fatto le guerre. Probabilmente perché non conoscono la politica e l'economia, le ideologie. Difficile pensare a tigri asiatiche che dichiarano guerra a ghepardi africani, lupi americani che preparano l'invasione agli orsi canadesi, pesci del pacifico che aizzano quelli dell'atlantico, eccetera.

Noi invece, noi che siamo uomini e a differenza degli animali abbiamo l'uso della ragione, beh... quando la vogliamo mettere in moto! Puntiamo con scelte mirate “il nemico”, ce lo scegliamo come si sceglie il migliore piatto di un ristorante magari consigliati da amici o dai giornali.

Noi, gli umani, alimentiamo lo scontro, e solo se in difficoltà di fronte agli altri invochiamo l'aiuto del branco, altrimenti colpiamo alle spalle.

Ciò che conta, per noi, non è tanto la guerra quanto quello che sta in mezzo.

Tutto quello che ci separa e ci intrattiene dall'inizio alla fine della guerra, ovvero gli elementi psicologici, come l'invidia e la frustrazione, quelli verbali, ovvero l'uso malvagio e animoso delle parole, eccetera.

È questo che distingue un litigio da una guerra, la litigiosità dalla belligeranza.

Noi, gli umani, vogliamo “il sangue”. Non per difendere qualcosa o qualcuno, ma soltanto per il semplice gusto di essere contro.

Perché a noi umani piace litigare. Punto. E ci piace soprattutto vederlo fare, in televisione, alla radio, sui social. Se la rete era nata con l’intento di unire le persone di un Campus universitario oggi di fatto le divide, crea fazioni o le coalizza, dipende dai punti di vista sempre di più. Nell'era degli algortmi è questo il nuovo Colosseo: un'arena globale del disprezzo a buon mercato, nella quale il pollice verso - spesso, solo per imitazione - lo usano milioni, miliardi di autoproclamatisi imperatori, censori o pseudo Catoni odierni.

Ed è lontano quel tempo in cui anche gli imperatori ed i sovrani erano per lo meno obbligati a studiare.

 

Salvate il Soldato M49

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orso(laura G. D'Orso). M49 non si trova e … per fortuna. Ad oggi non ci sono sondaggi disponibili tra i sostenitori dell’orso M49 e i favorevoli all’abbattimento ma l’orso trentino in fuga, con sentenza di possibile condanna a morte, negli italiani suscita decisamente più simpatia che paura. L’ipotesi di abbattimento che pende sul capo di M49 come una spada di Damocle è sbagliata.

“È pericoloso” dicono lassù nelle valli, eppure non ha mai attaccato l’uomo. È un animale “problematico” e “potenzialmente” aggressivo, scrive l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ma non è un buon motivo per farlo fuori se si avvicina ai centri abitati. Se poi ha scavalcato una recinzione con sette fili a 6mila volt non significa certo che rappresenti una minaccia per l’uomo, come sostiene la Provincia di Trento. Ma nella visone omocentrica moderna che vuole l’uomo empiricamente al centro dell’universo si è mancato di sottolineare che l’orso in questione altro non è che a “casa” propria, sulle sue montagne. Se gli esseri umani si sono spinti oltre i confini infiniti di un orso maschio che in un giorno percorre migliaia di chilometri, l’errore non è dell’orso ma nell’uomo che non ha ancora capito che nulla può contro la Natura. E’ come cercare di uccidere uno squalo perché i surfisti possano divertirsi fra le onde, o mettere sotto chiave tutte le vipere in modo che i cercatori di funghi non vengano morsi quando tentassero di coglierli.

“Cammina alla velocità di un uomo, se è scappato in piena notte non sarà lontanissimo, ma senza radiocollare non sarà facile trovarlo”. Se spareranno? E’ presto per parlarne, dipenderà dalla situazione”.

In contatto ci sono il Presidente della Provincia, la Protezione civile, pattuglie della forestale e gli agenti (anche quelli della cinofila) che stanno cercando in una vasta area M49, l’orso catturato la scorsa notte in val Rendena dopo l’ordinanza firmata dalla Provincia. Neanche Igor il Russo causò così tanto allarmismo!

Come l’animale sia riuscito realmente a scappare è un mistero, qualcosa di “davvero inusuale”. Quella gabbia doveva essere sicura, in dodici anni nessun orso era mai scappato. “E’ un sistema comprovato da Ispra e ministero dell’Ambiente, per cui è davvero inusuale che sia potuto succedere”. Si difendono. Un recinto con pareti di quattro metri e una serie di fili elettrificati da 7.000 volt.

Ma questo è un … signor orso, non levi la libertà a chi nasce libero di muoversi per chilometri e scalare dirupi o alberi centenari trentini.

Una diffida, affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49 è stata inviata dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro Costa – Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte.” Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento.”

L’orso di 3 anni è considerato responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati ed era stato al centro delle polemiche proprio ai piani alti del ministero dell’Ambiente.

Il braccio di ferro per la cattura di M49, durato diverse settimane, aveva chiamato in causa anche l’Enpa, che il 29 giugno ha lanciato l’hashtag #salvinisalvalorso per un appello con oltre 35mila adesioni. Solo il ministro dell’Interno sarebbe potuto intervenire per bloccare la cattura dell’orso sul quale ormai pende l’ordine di sparare a vista.

Insieme ad altre associazioni ambientaliste, come la Lac (Lega Abolizione Caccia) era stata lanciata una petizione per evitare la sua cattura. Ora invece sui social è stato lanciato l’hashtag #fugaperlalibertà da coloro che fanno il tifo per la vita dell’animale.

L’hanno rinchiuso e lui, a dispetto delle misure a dire dei responsabili più restrittive del carcere bis dei capi mafiosi se ne è fatto un baffo e solo dopo tre giorni è amabilmente evaso, fuggito. Dovremmo forse preoccuparci di più dell’incompetenza e della poca abilità di chi non ha saputo valutare i giusti accorgimenti per allestire un recinto sicuro. Non serve un ingegnere, ma una normale competenza zoologica.

In ogni caso l’evasione della “primula rossa” con tanto di delibera sull’abbattimento di M49 non è necessario perché si può aggirare l’ostacolo.

             Uno: organizzando un recinto idoneo.

             Due: catturando il parente di Yoghi e Bubu e spostandolo lontano, per esempio con la vicina Slovenia che dispone di un territorio meno antropizzato, dal quale era arrivato per ripopolare le vallate italiane del Trentino. (l’orso, unico “immigrato che scappato da una struttura protetta senza aver ucciso nessuno viene dichiarato passibile della pena di morte!). Così fanno in Usa e Canada collaborando per il trasbordo di animali fra uno stato all’altro.

             Tre: con gli orsi bisogna predisporre strategie di gestione controllate. Con l’emotività non si gestisce un bel nulla. Se in Abruzzo i montanari convivono da centinaia di anni con gli orsi e i lupi significa che una strada possibile esiste. Certo, non si tratta di teneri leprotti e quindi nella convivenza, vanno messi in conto anche problemi, che nel caso dei plantigradi prevedono mosse preventive.

Sappiate inoltre che nelle città italiane si rischia di più nell’incontro di certi cani feroci e male gestiti dai proprietari. L’orso, non considera l’uomo una preda e il più delle volte scappa e probabilmente anche M49 farebbe lo stesso se non lo spaventassero.

Se un orso attacca è perché ha la percezione di doversi difendere o, se madre, difendere la prole.. Può succedere che abbia i piccoli. Infine la contabilità: in montagna uccidono di più l’impreparazione, l’ineguatezza delle attrezzature, i pericoli sottovalutati. E … i funghi: ogni anno muoiono 35 fungaioli, dispersi o in un burrone.

Perciò spero in una lunga vita a M49. #fugaperlalibertà