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Blocco veicoli inquinanti dal 1 ottobre

Per migliorare la qualità dell’aria Regione Lombardia mette in atto dei provvedimenti per ridurre le...

Motivi leonardeschi nelle stampe dei Musei Civici

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BOOKCITY MILANO 2019 13-17 novembre

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BIENNALE MONZA 2019: Accademia delle Belle Arti

La Biennale delle Accademie: 27 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020, Orangerie della Reggia di Monza in ...

Manovra e bonus casa: un passo indietro sarebbe molto grave

Non è ancora chiaro se ci sarà o meno una proroga del bonus mobili, la misura fiscale che permette...

  • Blocco veicoli inquinanti dal 1 ottobre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Motivi leonardeschi nelle stampe dei Musei Civici

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  • BOOKCITY MILANO 2019 13-17 novembre

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MonzaOggi
Monza: Salone dello Studente Campus Orienta PDF Stampa E-mail
Sabato 30 Marzo 2019 06:26
Torna a Monza il Salone dello Studente Campus Orienta il 3 e 4 aprile all’Autodromo di Monza
 
Focus 2019: JOB&FUTURE
Una bussola per capire come si evolverà il lavoro nel prossimo futuro


Il Salone dello Studente Campus Orienta, torna il 3 e 4 aprile a Monza per la tredicesima edizione che si terrà dalle 9.00 alle 13.30, nella Palazzina Ospitalità dell’Autodromo. Decine di stand di università, scuole e accademie, accoglieranno centinaia di ragazzi in cerca di una bussola per il proprio futuro.
Nato nel 1990 da un’idea di Class Editori, il Salone è rivolto ai ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori e ai loro docenti e, con 13 tappe in tutta Italia, rappresenta la più articolata e completa manifestazione fieristica dedicata all’orientamento universitario e post diploma.
 
Tre i temi caldi che saranno affrontati in questa edizione:
 
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“CERTE DONNE BRILLANO”…. io credo tutte, caro Ligabue PDF Stampa E-mail
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Giovedì 28 Marzo 2019 08:49
seaLa ragazza del Mare e quella lettera mai ritrovata

(LGD). Una lettera di carta rosa, sbiadita e sigillata da un dolore che è arrivato quando ho dovuto riconsegnare questo momento al passato. Perché la vita, in tutta la sua prepotente urgenza, alla fine, è sempre più forte di qualunque fantasma.La prima volta che mi hai visto. In quel ventoso pomeriggio di tramontana ero avvolta in una sciarpina di lino che riempiva la distanza sospesa tra te e tutto il resto. L’ultimo tavolo  accostato al muro ed alla vetrata … ho sempre avuto bisogno di certezze!

C’era un’aria opprimente fuori, nell’ampio locale ricolmo di piante verdi, aria condizionata. All’ingresso divanetti e tanti bagagli pesanti, come se l’afa aspettasse solo di essere inalata per diventare bollente e ustionare il respiro. Amavo la rarefazione dell’estate, ma quel giorno mi arrivava insopportabile. Quel giorno era pronta a riversarsi all’esterno, svuotandomi la gola.

Assurdo. Non riesco a ricordare il perché delle visioni sbiadite, il motivo di tanto malessere. Non riesco a mettere a fuoco niente prima dell’attimo in cui hai sollevato lo sguardo dai fogli e lo hai riempito di me. Sono nata in quel momento. Nel viaggio che la luce ha compiuto attraverso il vetro del bar, penetrando la cavità socchiusa dell’iride.

Il mio primo ricordo in questa vita di verità interrotte e poi riprese che affioravano sul bordo di ceramica di una piscina azzurra al tocco distratto della mano. Tra i fumi dell’acqua che, fra le dita, senza accorgersene tracciavano quel confine fra la fragilità dell’armonia e la durezza dell’universo. Ero assente, impalpabile. Attendevo immobile. Eppure, in quel non- gesto hai ascoltato il racconto dei miei giorni lontani, il rispetto del mare, l’intimità di una conchiglia, le risa di una bambina lungo il viale alberato di ghiaia.

Tutto splende; colori da una foto sbadita che non hai più ritrovato, che non ho più provato, persa fra le onde di un gran mare in tempesta di maestrale o di una tramontana che spazza allegria, sorrisi e risate. Solo i tuoi occhi ragionavano in infinite sfumature, e sentivo che qualcosa era cambiato. Qualcosa era accaduto.

Si è cresciuti, è cresciuto il mondo, sono cresciuti i problemi … la vita ha ripreso a camminare veloce. Dodici anni e poi sedici e ancora sento il rumore sordo del cuore mentre riattacco la cornetta di un telefono.

 

C’era la musica in salotto. Il sole carico di primavera filtrato dalle persiane dischiuse sul giardino. L’odore pungente dell’aria gonfia di vita… E quella canzone… Non sono più riuscita ad ascoltarla. Se non fosse stata così gettonata, forse con il tempo sarei stata in grado di dimenticare. Ho bruciato tutte le lettere rosa. Fino ad oggi neppure una lacrima. Nemmeno una lacrima. Forte e risoluta. Non c’è posto.  Non c’era più posto per ciò. Te lo dicevo sempre, in continuazione, io sono forte … Sono stata una stupida, ero io quella da proteggere, non tu. Ma mi hai camminato a fianco.
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Incendio a Monza PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Marzo 2019 21:59
In serata è scoppiato un incendio, dalle cause ancora ignote, a Monza in un edificio nei pressi della rotatoria di Viale Lombardia. Sono accorsi i pompieri, ma il vento non aiuta. Al momento di pubblicare questa notizia le operazioni di spegnimento sono ancora in corso e le fiamme con una densa nube di fumo sono visibili a distanza. Finora non si hanno notizie di feriti.
 Ringraziamo il cittadino che dalla finestra della sua abitazione ha filmato l'accaduto e ci permette di condividere le immagini.
 
 
 
 
Blocco veicoli inquinanti dal 1 ottobre PDF Stampa E-mail
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Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
trasporto Per migliorare la qualità dell’aria Regione Lombardia mette in atto dei provvedimenti per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera, che limitano anche la circolazione dei mezzi inquinanti. Tornano in vigore da martedì 1 ottobre 2019, infatti, le misure antinquinamento sia permanenti sia temporanee. Le misure permanenti riguardano il divieto di circolazione da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 19.30 per: autoveicoli benzina Euro 0, diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2 e Euro 3 diesel. Sempre da ottobre 2019 verrà introdotto anche »MOVE-IN (MOnitoraggio dei VEicoli INquinanti), il progetto sperimentale di Regione Lombardia che permette ai proprietari di questi veicoli di circolare senza blocchi orari o giornalieri rispettando un tetto massimo di percorrenza chilometrica annuale. motocicli e ciclomotori a due tempi di classe Euro 1. Le misure temporanee di primo o secondo livello, invece, saranno applicate rispettivamente dopo quattro o dieci giorni consecutivi di superamento del valore limite giornaliero, 50 microgrammi per metro cubo, del PM10.
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Il sogno Monza 2020 nel tennis brianzolo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Marzo 2019 13:27

E la voglia di rivalsa del tennis italiano, in particolare milanese, non si ferma certo qui. Infatti, quest’anno Monza ha lanciato la propria candidatura per un nuovo possibile torneo internazionale. Si potrebbe chiamare Monza 250. L’idea è quella di inserire un torneo ATP  , a partire dal 2020, nella cornice incantevole dell’autodromo di Monza. Allestire 6 campi da tennis in  erba naturale e poi utilizzare le già presenti infrastrutture delle tribune e dei parcheggi per portare il grande tennis giovanile a Monza. È questa l’idea dell’ex arbitro Giorgio Tarantola, ideatore del progetto.

Monza 250 potrebbe collocarsi verso la fine di giugno nel calendario ATP.  Poco prima del grande Slam di Wimbledon. Il progetto a breve verrà presentato agli sponsor e alla stessa FIT degli ATP. Poi tutto potrebbe partire e verrebbe realizzato dalla Mito Group di Roma.

Dopo gli Internazionali di tennis a Roma,l’Italia potrebbe trovarsi presto in casa un nuovo grande palcoscenico.

 
Ricordati di Vittorio Brambilla quando arrivi a Monza PDF Stampa E-mail
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Domenica 10 Marzo 2019 17:55
(Mattia Mauri, blogger esperto automobilismo). Mattia Mauri in libertà 
Mercoledì sera la sala stampa dell’Autodromo Nazionale di Monza pullulava di appassionati ed addetti ai lavori: qualcuno è addirittura rimasto in piedi. Quella sala stampa, che ha accolto nella lunga storia dell’autodromo le più svariate star mondiali del panorama motoristico, trasudava, in occasione della presentazione del libro di Walter Consonni ed Enzo Mauri “Vittorio Brambilla – il mago della pioggia”, un orgoglio tutto brianzolo: l’orgoglio di un popolo visto spesso quale un gruppo di cinici lavoratori, demattiaditi alla “fabbrichetta”, che ha mostrato, nel ricordo di Vittorio Brambilla, una vena di sana e genuina passione motoristica, piena di aneddoti impregnati di benzina e velocità.
Non mancava nessuno a ricordare e celebrare un pilota che, per quanto probabilmente poco conosciuto ai più giovani, è uno di quei monzesi di cui tutti dovremmo andare fieri. Una storia monzese, nata in via Cimarosa, dove Ernesto (conosciuto ai più come “Tino”) e Vittorio (il “Mago della pioggia”) respirano l’aria dei motori sin da piccoli nell’officina gestita da papà Carletto. Si sa, respirare aria buona fa bene ai bambini: ai Brambilla fa benissimo, diventando entrambi piloti di Formula 1. Tino, come ogni buon fratello maggiore, sprona e consiglia Vittorio, conscio che è “un gran manico, ul mè fradèl ”. I risultati non tardano ad arrivare: Vittorio si dimostra un pilota versatile, come in voga ai tempi, affermandosi dapprima nelle corse motociclistiche, per poi scalare la piramide delle corse automobilistiche. Dato che correre in macchina è da sempre una disciplina (anche) economicamente impegnativa, la famiglia Brambilla, già impegnata a sostenere la carriera di pilota di Tino, non può garantire risorse a sufficienza per il secondogenito, che deve accontentarsi di un kart per iniziare ad affinare le proprie capacità di pilota di motociclette trapiantato nelle quattro ruote. Cominciando con un kart col telaio prodotto direttamente in officina dai Brambilla, Vittorio arriva ad affermarsi Campione del Mondo nella classe 200 cc nel 1962. La carriera automobilistica sta sbocciando, non serve far altro che continuare a coltivarla: il tanto agognato sedile di Formula 3, visto quale traguardo naturale per una campione di kart, deve aspettare ancora qualche tempo per poter fare da appoggio alle terga di Vittorio. Ci sarà ancora qualche anno di palestra nella Formula 4, fino al 1968, l’anno della svolta in casa Brambilla. Tino ottiene infatti il sedile di una Formula 2, per cui si libera lo spazio per il fatidico esordio di Vittorio in Formula 3. Il talento di Vittorio spicca anche in Formula 3: nel 1972, infatti, raggiunge la vetta del campionato italiano. Il trionfo di Vittorio in Formula 3 è la prova più evidente del fil rouge che percorre questa storia: l’orgoglio brianzolo del successo di un pilota nato a Monza, alla guida di una monoposto perfezionata in un’officina monzese (quella dei Brambilla), con un telaio omologato da una Casa kartistica lissonese (quella fondata da Guido Sala, Birel), sponsorizzata da un’azienda di utensili sovicese (la Beta).
Quello che succede dopo è storia: l’approdo in Formula 1, quella Formula 1 magica ed ormai scomparsa, dove i piloti arrivavano in moto al circuito, facevano la coda con i tifosi per entrare e passavano i momenti in cui non si correva al fianco di meccanici privi di laptop ma con enorme manualità ed arte dell’arrangiarsi. Culmine dell’epopea in Formula 1 di Vittorio Brambilla è il grande successo del 17 agosto 1975 sul circuito di Zeltweg, Austria. Una gara corsa sotto l’acqua battente, in un autodromo paragonabile per i più ad “una piscina”, dove fece la differenza la grande sensibilità di Vittorio: una sensibilità che, come lui stesso sottolineò in un’intervista concessa qualche anno dopo alla tv pubblica, derivava anche dalla precedente esperienza di pilota di moto. In quella domenica di pioggia incessante Vittorio portò la sua March 751 davanti a nomi del calibro di James Hunt, Patrick Depailler, Emerson Fittipaldi e Clay Regazzoni. La presentazione del libro su questo grande monzese è stata una bellissima occasione per trovarsi tra brianzoli prestati al mondo dei motori: c’erano i due autori del libro, Walter Consonni ed Enzo Mauri; due giornalisti del calibro di Giorgio Terruzzi, che ha raccontato un paio di retroscena vissuti con Vittorio Brambilla, e Pino Allievi, reporter della Gazzetta dello Sport che ha vissuto da vicino la carriera di entrambi i ​ fratelli Brambilla; tra le autorità, spiccavano il direttore generale dell’Autodromo Pietro Benvenuti, che ha raccontato del proprio entusiasmo di concedere la sala stampa per la presentazione di un libro che aspettava da tanti anni, ed il sindaco di Monza Dario Allevi, che ha svelato come sia proprio Vittorio Brambilla il terzo nell’Olimpo dei suoi piloti preferiti insieme a Gilles Villeneuve ed Ayrton Senna.
È un libro che qualunque brianzolo dovrebbe leggere: il più banale dei motivi potrebbe essere quello di capire quanto è stato grande questo monzese per guadagnarsi l’intitolazione del piazzale antistante l’ingresso di Vedano al Lambro del Parco, quello che conduce direttamente in Autodromo. Dovrebbe comunque leggerlo perché non è la semplice storia del sogno di un meccanico che ha sfidato gli dèi dell’automobilismo: è la storia di uno di noi, di uno che ha passato “più ore in officina dell’orologio appeso alla parete” e, proprio grazie a quella dedizione, ha coronato dei sogni che i mezzi disponibili raffiguravano come utopia. È la storia dell’orgoglio di una terra, che dimostra come questo popolo di dediti lavoratori sappia coniugare la tipica (apparente) pragmaticità con il romanticismo delle storie più intrise di passione, come quella che Vittorio aveva per le gare ed i motori.
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L' Editoriale

Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso)

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L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.

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L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

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Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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