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"Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

Un importante evento espositivo in occasione delle celebrazioni del 500.mo anniversario della mort...

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

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Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

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L’omaggio di Monza al grande Rossini

Il 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del gra...

Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

In occasione della prossima Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019, anche i...

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    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

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MonzaOggi
Il Gatto di Rue Crémieux - una scrittrice monzese racconta PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Febbraio 2019 09:12

gatto di rue crémieux copertinaIl 17 febbraio ricorre la Festa Nazionale del Gatto istituita nel 1990 grazie ad una giornalista Claudia Angeletti che propose un referendum tra i lettori della rivista "Tuttogatto" per stabilire il giorno da dedicare a questi animali. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati: febbraio è il mese del segno zodiacale dell'Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole; tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia; il 17 considerato un numero negativo diventa “1 vita per 7 volte” quante si dicano siano le vite di un gatto.

E’ proprio di una scrittrice monzese, Laura Giulia D’Orso, un bellissimo quanto delicato libro, dedicato al mondo felino, edito da “La memoria del mondo”.

"Il Gatto di rue Crémieux" è un libro che intreccia al fascino di una città magica come la Parigi dei primi del ‘900, storie di amicizia, di resilienza, di fascino discreto. Lo sguardo intimorito di un bellissimo gatto grigio, una stiratrice, una boulangerie che sforna delizie, una anziana insegnante, una bellissima ragazza e l’amicizia unica e segreta con un compositore. L’importanza di esserci, sempre, la pazienza e la comprensione per resistere alla storia, alle vicissitudini quotidiane, alle esperienza della vita.

 
A Cesano la selezione per 7 tirocini formativi PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Febbraio 2019 15:25
'DoteComune': a Cesano la selezione per 7 tirocini formativi. Le domande entro martedi 5 febbraio
Possono presentare domanda i disoccupati dai 18 anni in su  residenti in Regione Lombardia.
L'impegno settimanale, attivabile già da fine febbraio, è di 20 ore circa per il periodo di 12 mesi, a fronte di un contributo mensile di 300 euro.
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Cesano: torna la fotografia a Palazzo Arese Borromeo PDF Stampa E-mail
Martedì 29 Gennaio 2019 07:05
Sono due le mostre fotografiche proposte dall'Assessorato alla Cultura di Silvia Boldrini a Palazzo Arese Borromeo "Quando fotografare era diverso" e "I bianco e nero di Giuseppe Varchetta".
Curate da Corrado Mauri,  le rassegne verranno inaugurate alle 17.00 di sabato 2 febbraio e resteranno quindi aperte fino all'ultima domenica del mese ad ingresso libero: dal mercoledì al venerdì, in orario 15.00 - 18.30, mentre  il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
 
Le conferenze fotografiche - Collegate alle rassegne, saranno due anche i momenti di approfondimento sul tema fotografico, entrambi in Sala Aurora: alle 21.00 di venerdì 8 febbraio, a cura di Corrado Mauri, su "La fotografia in posa, per il bello e opera di qualità", mentre mercoledì 13 febbraio, a cura di Giuseppe Varchetta e di Corrado Mauri, sul tema  "Perché il bianco e nero. Fotografare è oltre l'esitare".
 
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Monza Family: la Città a misura di famiglia PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Gennaio 2019 10:30

L’Assessore Désirée Merlini ha aperto il comune monzaprimo incontro operativo del tavolo «Monza Family» martedì 22 gennaio in Sala Giunta con i soggetti pubblici e privati del terzo settore. oltre al sindaco Dario Allevi, erano presenti i neo direttori generali di «Asst Monza», Mario Alparone, e di «Ats Brianza», Silvano Casazza oltre a Corrado Conforto Galli, vice Prefetto vicario di Monza e Brianza che hanno condiviso metodo e obiettivi del progetto, confermando il loro sostegno al percorso avviato.

Con il progetto «Monza Family» il focus è sul Welfare Community integrando i tradizionali servizi socio assistenziali con innovativi servizi alla persona e con quelli educativi. Siamo solo all’inizio di un cammino che potrà cambiare l’approccio alla cultura del “sociale” in una città che non ha paura di innovare, di anticipare i tempi e di consolidare esperienze in grado di collocarla tra i benchmark.

Compito del Comune è facilitare l’attivazione e il governo di questo processo. Il primo «passo» è l’apertura di un «tavolo» con tutti gli attori del territorio interessati: «un luogo di ascolto, confronto e lavoro condiviso su temi sociali per ottimizzare le risorse verso interventi efficaci a favore dei cittadini», spiega l’Assessore.

Si apriranno le fasi di «co – programmazione» e «co - progettazione», finalizzate ad individuare i bisogni da soddisfare, gli interventi, le modalità di realizzazione degli stessi e le risorse disponibili in tre tematiche: famiglie e minori, anziani e invecchiamento attivo, persone con disabilità, con un focus particolare sull’autismo.

«Monza.con», perché nessuno venga escluso

Nell’ambito di «Monza Family» sono due i progetti già partiti. Il primo «Monza.con», è un progetto di contrasto alla povertà nato con l’obiettivo di aiutare i più fragili, persone gravemente emarginate e senza dimora, ad essere inseriti in un programma ampio di aiuto e sostegno.

Aderiscono alla rete di «Monza.con»: Comune di Monza, Caritas Decanale di Monza, Congregazione Frati Minori - Madonna delle Grazie, San Vincenzo de Paoli, Chiesa Evangelica del Nuovo Giorno, Ordine Francescano Secolare, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, CityAngels Monza, Croce Rossa Italiana, Scout Monza, Associazione Avvocati di Strada, Comunità Nuova, Consorzio Comunità Brianza, Coop. Soc. Colce Lotta contro l’emarginazione, Gruppo Volontari per l’Inclusione Sociale - V.I.S. SPAZIO37 e Rete Pane e Rose.

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Auditorium “Angelo Gironi” Synlab CAM Monza Via Elvezia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Gennaio 2019 12:48

Patologie osteoarticolari: trattamento chirurgico e trattamento riabilitativo

Dal 4 all’8 febbraio 2019 Synlab CAsynM Monza apre la sede a cittadini e medici con una serie di appuntamenti preziosi. I convegni, a partecipazione gratuita, si concluderanno con un rinfresco offerto a tutti i presenti. Per partecipare, è obbligatoria l’iscrizione alla Segreteria Organizzativa: Sig.ra Sara Casati – tel. 039 2397.450 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Synlab CAM Monza ha scelto di inaugurare un nuovo anno di importanti eventi con un’intera settimana dedicata alla fisioterapia, al benessere fisico e al movimento. Convegni e open day si susseguiranno sotto il titolo: “Porte aperte in Fisioterapia: muoversi bene per stare meglio”.

llLunedì 4 febbraio, alle ore 19:30 presso l’Auditorium “Angelo Gironi” di Synlab CAM Monza, si inaugurerà ufficialmente questa collaborazione con la cittadinanza con il convegno dedicato all “Attività fisica e benessere della colonna vertebrale”, che vedrà al tavolo dei relatori Alberto Angelini – Direttore Sanitario Polidiagnostico Synlab CAM Monza, Carlo M. Teruzzi – Presidente OMCeOMB, Andrea Molteni – Coordinatore Fisioterapisti e Responsabile Medical Fitness Fisioterapia Synlab CAM Monza, Alessandro Brambilla – Fisioterapia Synlab CAM Monza, Davide Tornese – Responsabile Unità Operativa Riabilitazione 1 IRCCS – Istituto Ortopedico Galeazzi Milano, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, Specialista in Medicina dello Sport, Synlab CAM Monza, Feliciantonio Di Domenica, Direttore Unità Riabilitazione Ortopedica Clinica Talamoni Lecco, Responsabile del Reparto di Riabilitazione Ortopedica Synlab CAM Monza.

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Lega del filo d'oro: tutti i colori del buio PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Gennaio 2019 07:33
Dalla costruzione del nuovo Centro Nazionale dell’Associazione per assistere e riabilitare un numero sempre maggiore di bambini, giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, alla realizzazione del Centro Socio-Sanitario di Lesmo, attivo dal 2004, per le persone sordocieche e pluriminorate della Lombardia. È quanto la Lega del Filo d’Oro ha realizzato grazie ai testamenti solidali di tanti italiani che hanno scelto di ricordare la “Lega” nelle ultime volontà.  
 
Può ospitare 42 utenti a tempo pieno, il Centro Socio Sanitario di Lesmo, attivo dal 2004 e sorto su un terreno donato alla Lega del Filo d’Oro dall’industriale lombardo Danilo Fossati, è stato progettato in funzione dei bisogni degli ospiti sordociechi, che qui vengono accolti in un ambiente confortevole e attrezzato, comprendete sei edifici diversi, ciascuno con una sua funzione. Eppure, senza anche il contributo fondamentale dei lasciti testamentari non sarebbe stato possibile realizzarlo e sostenere la sua attività. Il Centro Socio-Sanitario di Lesmo è l’esempio concreto di come la Lega del Filo d’Oro ha destinato i fondi raccolti attraverso le ultime volontà di tanti italiani generosi che hanno ricordato la “Lega” nel testamento al Centro Residenziale di Lesmo. Infatti, il Centro è nato quasi quindici anni fa per offrire un importante punto di riferimento per l’assistenza, l’educazione e la riabilitazione delle persone sordocieche e pluriminorate residenti in Lombardia. Inoltre, la Lega del Filo d’Oro grazie ai fondi raccolti da lasciti testamentari può continuare a garantire quotidianamente, tramite i Servizi Territoriali annessi al Centro Residenziale di Lesmo, servizi non solo per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, ma anche alle loro famiglie che spesso si ritrovano da sole nella gestione quotidiana delle gravi disabilità dei loro cari.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.