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MONZA: CERTIFICATI ANAGRAFICI IN TABACCHERIA

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Il Festival del Parco di Monza. Natura è Cultura

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RISTORAZIONE SCOLASTICA: DAL 13 OTTOBRE AL VIA IL NUOVO MENÙ Partirà il prossimo martedì 13 ottobre

Partirà il prossimo martedì 13 ottobre il nuovo menù nelle mense scolastiche della città che prepara...

IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

 La situazione emergenziale determinata dall’epidemia di “coronavirus” ha messo a dura prova il Co...

  • PROGRAMMA TEATRO MANZONI STAGIONE 2020/2021

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  • MONZA: CERTIFICATI ANAGRAFICI IN TABACCHERIA

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MonzaOggi
Seveso: Primo semaforo per non vedenti della città PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Dicembre 2020 20:41
È stato inaugurato stamattina in Corso Isonzo, all’altezza del civico 96, il primo impianto semaforico pedonale e l’annesso percorso tattile per non vedenti della città di Seveso. La cerimonia è stata ristretta alle massime autorità comunali e alla stampa in ragione dello stato di emergenza in cui si trova il Paese a causa della pandemia di “coronavirus”.
 
L’intervento di abbattimento delle barriere architettoniche, costato 21mila euro, è consistito nell’installazione di un impianto semaforico dotato di pulsanti per chiamata pedonale e dispositivi acustici omologati per ipovedenti, di un radar a microonde per il controllo della velocità, dotato di spia luminosa visibile dal veicolo rilevato, nella formazione di aiuole spartitraffico necessarie alla protezione dei pali e di isole salvagente e nella realizzazione di un percorso tattile LVE (Loges Vet Evolution), l'unico linguaggio riconosciuto e approvato dalle associazioni dei disabili visivi. Il progetto relativo a questo percorso era stato sottoposto all’Ufficio Tecnico dell’Istituto Nazionale per la Mobilità Autonoma di Ciechi ed Ipovedenti, che l’ha ritenuto coerente con la normativa vigente, con le Linee Guida dell’istituto e con le esigenze di mobilità autonoma dei disabili visivi, senza la necessità di apportare modifiche.
 
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Arena di Monza ospiterà la "bolla" della CEV Cup femminile il 26 ed il 27 gennaio 2021 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Dicembre 2020 11:41

vero e saugellaL'Arena di Monza ospiterà la "bolla" della CEV Cup femminile il 26 ed il 27 gennaio 2021

La CEV ha confermato le nuove date della due giorni che vedrà in campo quattro squadre, tra cui le padrone di casa della Saugella Monza, per gli ottavi ed il quarto di finale della CEV Cup 2021.

E' ufficiale. Monza e la sua "Arena" ospiteranno la "bolla" degli ottavi e del quarto di finale della CEV Cup femminile 2021. Dopo il rinvio dell'appuntamento, originariamente previsto l'8 ed il 9 dicembre sempre nell'impianto monzese, la CEV ha infatti comunicato le nuove date della "Bio Bubble", che saranno martedì 26 e mercoledì 27 gennaio 2021.

Le quattro formazioni partecipanti saranno sempre le padrone di casa della Saugella Monza, impegnate contro le ungheresi della Swietelsky Békéscsaba, le serbe della ZOK Ub e le ceche della VK Selmy Brno. Le vincenti dei due confronti si sfideranno nel quarto di finale per un posto alla prossima Final Four della seconda manifestazione europea in ordine di importanza.

 
«FORMULA MONZA», SUPPORTO ALLE IMPRESE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Dicembre 2020 11:36

«Abbiamo il dovere di pensare a come sarà la ripartenza. L’emergenza sanitaria non è finita, il virus non è scomparso, ma ritengo che sia fondamentale essere preparati e non improvvisare». Così, al termine della Giunta di oggi, 2 dicembre, il Sindaco Dario Allevi ha presentato il «fondo ristoro» di oltre un milione di euro destinato alle microimprese della città.

Risorse per il rilancio del sistema produttivo. «Per molte attività – prosegue il Sindaco - sono stati mesi di stop and go, di chiusure e successive riaperture. In questa fase gli Enti pubblici devono «pompare» risorse nel sistema perché le imprese possano resistere a questo maledetto anno e rimettersi in piedi. A loro dobbiamo garantire dialogo e supporto. Per questo abbiamo destinato poco più di un milione di euro al rilancio del sistema produttivo della nostra città. Soldi veri, risorse concrete del nostro bilancio per sostenere il territorio, mantenendo in sicurezza i conti del Comune. Un miracolo finanziario e amministrativo».

«Formula Monza» fa rifornimento al motore economico della città. La Giunta ha messo sul tavolo 1.052.500 euro (1.500 euro provenienti dagli incassi del drive-in in Autodromo di quest’estate) per ristorare le imprese monzesi delle spese sostenute per canoni di locazione e di leasing per i locali adibiti alle diverse attività. Si tratta di un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 2.500 euro che si ipotizza possa garantire un ristoro ad oltre 400 attività economiche. «Lo abbiamo voluto chiamare “Formula Monza” per ricordare l’identità sportiva della nostra città, ma soprattutto perché la velocità e la benzina sono le caratteristiche di questo bando. I negozi, i bar, i ristoranti e le piccole imprese sono i capisaldi della ripresa perché sono l’asse portante dell’economia monzese. Per questo – precisa l’Assessore alle Attività Produttive Massimiliano Longo – chiediamo agli imprenditori di “firmare” l’impegno a proseguire l’attività per almeno un anno dall’ottenimento del contributo, senza licenziare il personale assunto per il medesimo periodo. Ciò perché questi contributi servono a riaccendere i motori, poi le macchine sapranno correre da sole come hanno sempre fatto».

I destinatari. I destinatari della misura sono le attività di ristorazione, somministrazione o vendita diretta al dettaglio di beni o servizi, ad eccezione delle filiere essenziali che – durante il lockdown e le limitazioni conseguenti - non hanno sospeso l’attività ai sensi dei DPCM dello scorso marzo. Si tratta di microimprese che, come previsto dal Regolamento U.E. n. 651/2014, hanno un numero di dipendenti inferiore alle 10 unità e un fatturato annuo non superiore ai 2 milioni di euro.

Le modalità. Il progetto prevede una procedura di assegnazione automatica mediante bando pubblico dopo la verifica dei requisiti e secondo l'ordine di protocollo, fino ad esaurimento risorse con chiusura anticipata del bando previo preavviso di 48 ore

 
SCATOLE DI NATALE A MONZA PDF Stampa E-mail
Mercoledì 09 Dicembre 2020 11:31

scatole natale

Anche il Comune di Monza partecipa alla nuova iniziativa solidale che in pochi giorni ha ricevuto centinaia di adesioni in città: “Scatole di Natale”. L’obiettivo è quello di donare un pacco che contenga pochi ma semplici oggetti:

una cosa calda (sciarpa o guanti o cappello),

un prodotto di bellezza

una cosa golosa

un passatempo (carte o gioco da tavolo)

un biglietto gentile e personalizzato e destinato a chi riceverà il regalo.

Oltre ai tanti volontari che hanno aderito in autonomia all’appello sui social network, anche l’Amministrazione Comunale ha deciso di dare una mano per coordinare la raccolta e la distribuzione delle scatole di Natale in città.

In particolare la Protezione Civile, i responsabili di Monza.CON e la Rete Pane e Rose - in collaborazione con i numerosi volontari che i questi giorni hanno offerto la propria disponibilità - si occuperanno degli aspetti logistici legati alla raccolta, allo stoccaggio e alla distribuzione delle scatole.

I destinatari delle “scatole di Natale” monzesi sono sia le famiglie, sia i bambini e le mamme ospitate nelle strutture seguite dai Servizi Sociali e gli ospiti di Spazio37 e dell’asilo notturno di via Raiberti.

“Per questo Natale così particolare il Comune vuole dare una mano e sostenere i gesti di generosità spontanea ma soprattutto di gentilezza verso chi è più bisognoso – spiegano il Sindaco Dario Allevi, l’Assessore alle Politiche Sociali Désirée Merlini e l’Assessore alla Sicurezza Federico Arena – Così la nostra comunità di Monza cresce e si consolida”.

E’ possibile consegnare le scatole direttamente a:

Sede della Protezione Civile di Monza, via Fossati 23: venerdì 4/12 dalle 16.00 alle 19.30; sabato 5/12 dalle 10.30 alle 12.30; giovedì 10/12 dalle 16 alle 19.30; venerdì 11/12 dalle 16.00 alle 19.30; sabato 12/12 dalle 10.30 alle 12.30; martedì 15/12 dalle 16.00 alle 19.30

Casa del Volontariato, via Correggio 59: da mercoledì 9/12 a martedì 15/12. Orari dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00

 
Comitato 4.0. Il Natale più buio dello sport italiano. Al via la campagna #salviamolosport PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Dicembre 2020 12:42

salviamolosportComitato 4.0. Il Natale più buio dello sport italiano.

Al via la campagna #salviamolosportI 245 club appartenenti alla Lega Pro, alla Lega Basket Serie A, alla Lega Nazionale Pallacanestro, alla Lega Pallavolo Serie A e alla Lege Pallavolo Serie A Femminile vivranno il Natale più buio di sempre se il governo non interverrà con aiuti concreti. Lo sport italiano, lo sport dei territori, le Leghe e i Club che rappresentano il cuore del movimento sono drammaticamente sull’orlo del baratro, non avendo beneficiato di aiuti pubblici, a differenza di quanto accaduto in Germania, Gran Bretagna e Francia. In Europa, infatti, è stato riconosciuto lo stato di sofferenza delle società sportive che, svolgendo un’impareggiabile funzione sociale, stanno portando avanti i propri campionati tra crescenti difficoltà economiche che ne mettono seriamente a rischio ormai la stessa sopravvivenza. In Italia non è accaduto.

Intanto però, tra costi sanitari aggiuntivi per tamponi e “bolle” e mancati ricavi da botteghino a causa della prolungata chiusura di stadi e palazzetti - che a causa della pandemia di Covid-19 potrebbe protrarsi per l’intera stagione - decine di club rischiano di dover chiudere i battenti, mandando in rovina patrimoni sportivi, sociali e territoriali costruiti in decenni di attività.

Il Ministro Spadafora, il Ministro Gualtieri e gli esponenti parlamentari hanno ricevuto un pacchetto di proposte che contiene misure di alleggerimento fiscale, un fondo perduto per far fronte alle spese sanitarie, finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo garantiti a livello centrale per le esigenze di liquidità. I club si appellano al governo perché venga concessa il prima possibile una qualche forma di ristoro.

Finora per queste realtà che non possono fare affidamento su cospicui ricavi televisivi, il governo ha provveduto a varare una legge che riconosce un credito d’imposta del 50% sulle sponsorizzazioni. Ma la mancata approvazione del decreto attuativo, chiamato a risolvere anche alcune incertezze interpretative, ha creato un’impasse che sta depotenziando, se non vanificando, l’efficacia dell’intervento. Nella stagione sportiva 2020/2021 i ricavi da sponsorizzazione si sono ridotti di almeno un terzo rispetto alla precedente.

Il grido di allarme dei club è stato raccolto dal Comitato 4.0 che, tramite una survey alla quale hanno partecipato il 90% delle società, ha evidenziato, da parte del 95% dei rispondenti, la necessità di un aiuto finanziario per completare la stagione sportiva in corso. Per le società sportive si stima un fabbisogno medio pari al 42% dei ricavi della stagione sportiva 18/19, con una media di 623 mila euro a testa. Finora solo un terzo della platea ha ricevuto un sostegno statale per fronteggiare la crisi Covid-19. Ma l’ammontare medio di questi aiuti, per i club che li hanno ricevuti, copre appena il 14% di questo fabbisogno.

Bisogna agire con tempestività. L’urgenza di ricevere aiuti è espressa dalla metà dei club che stima di non poter resistere oltre gennaio con risorse proprie. I sacrifici fin qui compiuti dai proprietari non bastano più e sarebbe ancora più drammatico se si rivelassero in definitiva inutili. Per 8 club su 10 sarebbe utilissimo perciò un finanziamento garantito dallo Stato, un assegno per superare il momento di difficoltà da restituire in un arco di tempo ragionevole e soprattutto a fronte dell’impegno di intraprendere, anche grazie a questo supporto, un virtuoso percorso di ripartenza fondato sulla sostenibilità.

Sono 77 i club, pari ad un terzo della platea, che in assenza di un finanziamento con garanzia dello stato, probabilmente non si iscriveranno alla prossima stagione sportiva.

L’indagine parla chiaro. Non c’è più tempo, servono azioni concrete. I club chiedono che lo sport venga salvato (#salviamolosport): a rischio ci sono migliaia di posti di lavoro tra atleti e componenti dello staff così come il ruolo sociale svolto sul territorio dai club, soprattutto a beneficio dei più giovani. Infine, rischia di venir meno il gettito fiscale di circa 23 milioni di euro generato dalle attività di queste aziende sportive.

 
La Brianza cambia clima: resoconto della conferenza PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Dicembre 2020 21:35
Si è svolta mercoledì mattina 2 dicembre la seconda edizione del convegno La Brianza Cambia Clima – La Transizione Climatica in Azione, organizzato da Fondazione Lombardia per l’Ambiente e Agenzia InnovA21: un appuntamento per fare il punto sull’impegno della Brianza Ovest nell’affrontare l’emergenza climatica mettendo in campo azioni condivise in un’area che, per assetto urbanistico e peculiarità geografiche, subisce ripetuti danni a persone, beni ed ecosistemi a causa degli effetti locali dei cambiamenti climatici quali esondazioni di corsi d’acqua, allagamenti urbani e ondate di calore.
Dopo l’edizione svoltasi nel 2019 in cui sono state gettate le basi per una collaborazione sovracomunale al contrasto ai cambiamenti climatici ponendo l’accento sull’analisi del contesto territoriale e sulle relazioni tra i differenti enti, nel 2020 gli organizzatori hanno dedicato il convegno alla “transizione climatica in azione”, ponendo l’attenzione sulle azioni messe in campo dal territorio nell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il programma è stato fitto di interventi e il convegno è stato seguito on line nella sua interezza da oltre cento persone, confermando l’importanza delle tematiche e l’interesse di amministratori, tecnici e cittadini.  
 
Il primo blocco di interventi è stato riservato al ruolo delle istituzioni pubbliche nella transizione climatica e alle relazioni che possono essere messe in campo nella costruzione a differenti livelli di una strategia comune. Sono stati riuniti i differenti livelli istituzionali a partire dal comune di Cesano Maderno, ospite della conferenza, all'aggregazione volontaria di comuni rappresentato dall'Agenzia InnovA21, Provincia, Regione e FLA come ente di supporto scientifico alle decisioni istituzionali.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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