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Dantedì - Musei Civici e Biblioteche cittadine da giovedì 25 marzo PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 24 Marzo 2021 10:33

danteDantedì - Musei Civici e Biblioteche cittadine

Anche Monza si prepara a festeggiare il «Dantedì»: giovedì 25 marzo, la data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia.

In questa occasione la città inaugura le celebrazioni della figura di Dante Alighieri, quest’anno reso ancora più importante dalla ricorrenza del 700° anniversario della morte del celebre poeta.

A partire da giovedì 25 marzo quindi, per quattro giovedì consecutivi, sul canale Facebook dei Musei Civici, si potrà fruire di immagini, suoni, suggestioni e forme d’arte, tutte accomunate dalla figura di Dante Alighieri e da tutto ciò che trasversalmente si può ricondurre alla sua poetica.

Il programma:

• giovedì 25 marzo ore 12

Video preview della mostra «Con Dante nel fumetto! Da Topolino a Geppo a Go Nagai», un viaggio a strisce nel mondo di Dante Alighieri, a cura del Comune di Monza in collaborazione con Fondazione «Franco Fossati» e «WOW Spazio Fumetto»;

• da giovedì 1 aprile a giovedì 15 aprile

Video «Scenari ed emozioni da letture dantesche», a cura del «Circolo Arti Figurative» di Monza: tre video-appuntamenti, ognuno dei quali collegato ad una cantica della Divina Commedia. Il filo conduttore di questo lavoro è la creazione di suggestioni che rievocheranno gli scenari e le atmosfere della Divina Commedia. Si tratta di una lettura originale e multidisciplinare degli estratti più significativi del poema dantesco, attraverso lo scorrere di elaborazioni digitali di opere pittoriche, realizzate dagli artisti Tina Badolato, Maria Bonfadini, Alessia Caroli, Mariella Convertini Arosio, Francesca Dalla Torre, Caterina Faletra, Luigi Fusi, Tiziana Incorvaia, Angela Licini, Patrizia Lovati, Mikyart, Leonardo Monguzzi, Maria Porrini, Leonardo Puma, Rossella Riboldi, Pino Razza, Lina Segreto, Gianni Carlo Sioli e Luigi Valietti che si fondono con le interpretazioni di musiche di autore quali Massènet, Schumann, Satie, eseguite al pianoforte da Tiziana Incorvaia.

Il dettaglio dei video:

giovedì 1 aprile ore 12: video pillola «L’Inferno»;

giovedì 8 aprile ore 12: video pillola «Il Purgatorio»;

giovedì 15 aprile ore 12: video pillola «Il Paradiso».

Non appena le disposizioni governative in materia di contenimento del contagio da COVID-19 lo consentiranno, verranno realizzate le seguenti iniziative per celebrare la ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri:

• Apertura della mostra «Con Dante nel fumetto! Da Topolino a Geppo a Go Nagai», un viaggio a fumetti tra la vita del Sommo Poeta, allestita presso la Galleria Civica (Via Camperio, n.1);

• Creazione della «Selva di Dante»: posizionamento di trenta pannelli in Piazza Trento e Trieste con una selezione delle immagini in mostra e di alcune delle terzine più conosciute della Divina Commedia;

• Iniziativa di arte partecipata e di engagement social «Risveglia la chiocciola che c'è in te»: caccia al tesoro di chioccioline in terracotta contenenti versi della Divina Commedia e condivisione social.

Anche le biblioteche del Sistema Bibliotecario Urbano celebrano questa importante giornata del 25 marzo mettendo a disposizione per la consultazione e il prestito, volumi, video e altri materiali.

L’accesso alle biblioteche è consentito su appuntamento ed è attivo un servizio di prenotazione tramite l’app dedicata “C’è Posto” - www.brianzabiblioteche.it

 
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L' Editoriale

LE DONNE & GLI UOMINI E DIO

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(Laura Giulia D'Orso) - Dopo che Adamo ed Eva furono espulsi dal Paradiso, ebbero figli, e figli dei loro figli. Riuniti a tavola una sera, sorse fra loro una discussione. L’avvio lo diede Calmana, che aveva scelto di fare la direttrice d’orchestra, ma che voleva farsi chiamare “direttore”. S’aprirono le cateratte del cielo, coi pareri più discordanti. Deborah redarguì la sorella tirando in ballo la dignità della Donna.
A quel punto, Caino, acquisita coscienza di sé, chiese che la di lui testa non fosse più chiamata al femminile, essendo egli maschio. Abele gli fece osservare che “testo” significava già altro, e che v’era rischio di confusione. Ma Caino, che la giurò proprio quella sera ad Abele, ribatté che allora avrebbe abolito il femminile per la milza, la lingua, la gola. Awan sorrise soddisfatta, e cominciò a contare quante cose di sé avrebbe appellato diversamente: fegato, cuore, rene, polmone. La gamba era già al suo posto, ma osservò che il braccio, l’orecchio e il ginocchio erano transgender, poiché al singolare suonavano maschi, mentre al plurale femmine. Le costole, invece, erano coerentemente femmine sempre e comunque, la qual cosa faceva arrabbiare assai Adamo, andato in crisi di identità sessuale e che ricorse ad uno psicologo, perché non capiva come potesse avere dentro di sé il pezzo fondante di Eva, lui che era maschio. Il piccolo Enos, allora, anima candida, si guardò attorno, e chiese come mai gli alberi avessero pressoché tutti nomi maschili.
La madre Azura gli fece presente che alle volte, da un albero maschio, nascevano frutti femmine: le mele, le pere, le banane, e che comunque parecchi fiori erano femmine, mentre altri maschi, eppur tutti graziosi. Deborah andò allora su tutte le furie, lamentando che il frutto del fico fosse invece rimasto aggrappato alla “Y”, e urlò: “Cielo e mare, perché devono essere maschi?”. ”Beh, se è per questo, perché la terra, le stelle e la luna sono femmine?”, rispose serafico Abele, che a quel punto decretò la sua condanna a morte, giacché Caino avrebbe preferito terro, stelli e luno. Insomma, ne venne fuori un putiferio che mancò solo di anticipare la Torre di Babele: mischiando maschi e femmine, a un certo punto, non si capì più nulla.
Fu a quel punto che spuntò il buon Dio, il quale disse: “Se v’ho fatto maschi e femmine, uomini e donne, avrò avuto le mie buone ragioni. Credo, fra l’altro, che in questo momento abbiate problemi un poco più seri di cui occuparvi. Chiamatevi pure come accidenti volete: l’importante è che non vi manchiate mai di rispetto, mai. Gli uni con gli altri!”.
P.S.: Ma chi l’ha detto che il Covid-19 è maschio? Ecco, apriamo una bella discussione sul fatto che “virus” è ingiusto, perché dovrebbe chiamarsi “vira” (è latino). Rimane il problema che “vira”, in italiano, è un verbo (1^ coniugazione, 3^ persona singolare del presente indicativo, o anche 2^ persona singolare dell’imperativo), o no? Va beh: inutile insistere. Non se ne esce. Forza allora a tutte le Donne. A quelle che sanno chi sono senza necessità di etichette e sostantivi concordanti oltre ogni ragionevolezza, e anche a quelle che di etichette e sostantivi hanno bisogno.