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CERCANDO DI ESSERE IMPARZIALI O ALMENO PROVANDOCI: PER ME E’ NO PDF Stampa E-mail
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Venerdì 18 Settembre 2020 10:06

scheda(Laura Giulia D’Orso). Io voterò NO, è la prima volta che politicamente non tengo la mia scelta privata, ma dopo tentennamenti ed esitazioni io suggerisco: No.

Meglio essere netti e chiari in un Paese che di nettezza e chiarezza certamente non brilla quasi mai!

Le ragioni del mio No, del mio voto, ANDRANNO OLTRE QUELLE SENTITE, non sono quelle che ho letto o visto raccontare da più parti.

Non riguarda il fatto che, riducendo il numero dei Parlamentari, diminuirà la rappresentatività (il rapporto parlamentari/100.000 abitanti è oggi intorno al 1.0 circa come in Francia e Germania. Vincesse il sì l’Italia passerebbe a 0.7)

Non riguarda neppure il risparmio di qualche “milione” di euro, all’interno dell’immenso carrozzone della politica e degli Enti pubblici e della Pubblica Amministrazione. Quisquiglie direbbe Totò.

Non riguarda neppure la contrapposizione fra il populismo pentastellato e neppure riguarda il fatto che questo Referendum sia una scelta governativa contratta fra 5 stelle o Lega o FI che alla fine ha inglobato anche il PD, che ha deciso di tenerseli buoni i 5Stelle.

Nulla di tutto ciò.

La ragione del mio NO sta nel fatto che ogni volta che si discute di successive riforme del Parlamento (della Costituzione) nessuno spiega come funziona il Parlamento ed una Costituzione, quanto meno la nostra.

NESSUNO DICE QUANTI PARLAMENTARI SERVONO PER FARE “COSA”, per occuparsi di che, per risolvere problemi o quali guai, per dare prospettive e direttive al Paese Italia e alle Persone (e lo scrivo in maiuscolo, giusto per farmi dare della Sovranista).

Nei discorsi di tutti i politici non c’è stato un solo cenno a ragioni di efficienza del sistema!

Riduzione del numero dei Deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Ma chi ha fatto i conti e in base a quali parametri?

Mi chiedo … perché 400 e non 391 o anziché 200 non 149?!

Sembrano numeri dati veramente a “caso”, con formazione a farfalla dell’allenatore Dino Banfi. Non c’è nulla di tutto questo. O forse sì?

La ragione del mio NO risiede nel fatto che ogni volta che si sente discutere di riforme del Parlamento guardando fisso le telecamere per essere convincenti non si percepisce forse la capacità di far comprendere come questi Signori vedranno l’Italia, la nostra Italia ma anche quella dei nostri figli fra, 5, 10, 20 anni.

Manca completamente uno studio responsabile ed approfondito sul “come” funziona il Parlamento. Certo, i Padri Costituenti, che allora erano le menti più brillanti del Paese, dopo la guerra avevano costituito un sistema di un certo tipo, con certi perché e lo avevano fatto con certe ragioni.

Condivisibili o meno che fossero quelle ragioni e quelle riflessioni (leggete per conoscenza gli Atti dell’Assemblea Costituente, articolo per articolo perché si capiva l’intento che ne stava dietro) avevano un ragionamento.

I nuovi “forse pretesi” costituenti chiedono a noi di esprimerci su ciò che loro dovrebbero conoscere molto meglio stando seduti su poltrone. E spieghino esattamente dopo cosa avrebbero deciso … se il bicameralismo perfetto con l’elezione diretta del capo dello Stato o il ritorno al proporzionale alla tedesca con soglia al … per cento. Perché come aggiungono tutti sottovoce, quasi gettato lì, “qualche aggiustino lo si dovrà fare alla Costituzione”.

Beh! da chi ha gestito e fatto funzionare l’Italia solamente a colpi di DCPM c’era da aspettarselo. La nostra non è la Costituzione "più bella del mondo" come si è d’uopo dire e ne sono cosciente ma se dovessi ritoccarla sceglierei altrove le nuove menti eccelse per metterci mano! … con tutto il rispetto.

 
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L' Editoriale

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

Ed ecco che ci troviamo, noi lettori, in un post fake! Senza saperlo. Più precisamente in un doppio fake!

Non esiste infatti una singola fonte, un singolo libro, un singolo discorso che confermi questa citazione come frase di Goebbels, eppure tutti sono convinti che sia sua.

Inoltre, al contrario, non esiste prova di nessun autore di questa massima; non era Goethe sicuramente ma neppure Goebbels. (che era un gerarca nazista, giusto per conoscenza).

Nella bibliografia di Goebbels, non c’è traccia anche se leggendo diversi siti di aforismi si trova costantemente la massima attribuitagli: dunque ognuno si convince della paternità della frase.

Peccato, fino a un certo punto, perché questo è l’esempio perfetto di come una bugia ripetuta mille volte diventi la verità.

E qui voglio arrivare! In campo politico per esempio.

La stessa bugia ripetuta mille volte diventa realtà, possiamo vederla nelle dichiarazioni dei politici del nostro Paese che dicono tutto e poi … forse anche no!. Abbiamo per esempio un partito che fa campagna elettorale parlando di vitalizi e pensioni, tagli, …forse ottimo cibo per “puri di cuore”!

Basta leggere certi giornali e media per accorgersi che sono pochissimi i giornalisti che spiegano l’inghippo, l’oltre, il prima ed il dopo. Non è interessante farlo, molto più facile riportare le dichiarazioni tali e quali e lasciare che il lettore ci si culli dentro.

Lo stesso avviene quando si parla di medicina in questi tempi di pandemia.

Siamo un Paese in cui conta più la visibilità mediatica di chi parla che le sue competenze mediche sul campo, o che si candida per dare un aiuto … “tecnicamente politico”!.

Abbiamo avuto un Ministro che citava una coppia di famosi novax, ringraziandoli per il loro impegno sul fronte medico, Sottosegretari che si contraddicevano sulla geografia, sui numeri dei decessi, sui tempi verbali, sui “cementificare rispetto al cementare amicizie” e potrei continuare…

Proprio di questi giorni una nota soubrette ops “economista” ha pontificato:” … e allora chi lo paga il PIL?!!!!!” Non rispondo perché non sono una economista, ricordo però che PIL è l’acronimo di Prodotto Interno Lordo perciò se produci … aumenta il pil!

Lascio la parola ad uno più esperto di me.

“Se tu paghi la gente che non lavora e tassi quando lavora non puoi essere sorpreso se si produce disoccupazione” Milton Friedman, premio Nobel per l’economia Brooklyn 31 luglio 1912 – San Francisco 2006. (The role of Monetary Policy, vol. 58).

Cerchiamo perciò noi giornalisti tutti il coraggio di tornare a fare informazione.

di Laura Giulia D’Orso

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  - il ruolo delle fake news

 

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

Ed ecco che ci troviamo, noi lettori, in un post fake! Senza saperlo. Più precisamente in un doppio fake!

Non esiste infatti una singola fonte, un singolo libro, un singolo discorso che confermi questa citazione come frase di Goebbels, eppure tutti sono convinti che sia sua.

Inoltre, al contrario, non esiste prova di nessun autore di questa massima; non era Goethe sicuramente ma neppure Goebbels. (che era un gerarca nazista, giusto per conoscenza).

Nella bibliografia di Goebbels, non c’è traccia anche se leggendo diversi siti di aforismi si trova costantemente la massima attribuitagli: dunque ognuno si convince della paternità della frase.

Peccato, fino a un certo punto, perché questo è l’esempio perfetto di come una bugia ripetuta mille volte diventi la verità.

E qui voglio arrivare! In campo politico per esempio.

La stessa bugia ripetuta mille volte diventa realtà, possiamo vederla nelle dichiarazioni dei politici del nostro Paese che dicono tutto e poi … forse anche no!. Abbiamo per esempio un partito che fa campagna elettorale parlando di vitalizi e pensioni, tagli, …forse ottimo cibo per “puri di cuore”!

Basta leggere certi giornali e media per accorgersi che sono pochissimi i giornalisti che spiegano l’inghippo, l’oltre, il prima ed il dopo. Non è interessante farlo, molto più facile riportare le dichiarazioni tali e quali e lasciare che il lettore ci si culli dentro.

Lo stesso avviene quando si parla di medicina in questi tempi di pandemia.

Siamo un Paese in cui conta più la visibilità mediatica di chi parla che le sue competenze mediche sul campo, o che si candida per dare un aiuto … “tecnicamente politico”!.

Abbiamo avuto un Ministro che citava una coppia di famosi novax, ringraziandoli per il loro impegno sul fronte medico, Sottosegretari che si contraddicevano sulla geografia, sui numeri dei decessi, sui tempi verbali, sui “cementificare rispetto al cementare amicizie” e potrei continuare…

Proprio di questi giorni una nota soubrette ops “economista” ha pontificato:” … e allora chi lo paga il PIL?!!!!!” Non rispondo perché non sono una economista, ricordo però che PIL è l’acronimo di Prodotto Interno Lordo perciò se produci … aumenta il pil!

Lascio la parola ad uno più esperto di me.

“Se tu paghi la gente che non lavora e tassi quando lavora non puoi essere sorpreso se si produce disoccupazione” Milton Friedman, premio Nobel per l’economia Brooklyn 31 luglio 1912 – San Francisco 2006. (The role of Monetary Policy, vol. 58).

Cerchiamo perciò noi giornalisti tutti il coraggio di tornare a fare informazione.