Contenuto Principale

via Buonarroti scatta operazione di sostituzione delle fognature

E’ in fase di decollo il rifacimento delle fognature di via Buonarroti, deteriorate dalle infiltra...

Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia

(Paolo Mariani) - Pur senza negare la correttezza dei numeri comunicati dai mezzi di informazione ...

CENTRI ESTIVI COMUNALI ESTATE 2020 _ ORGANIZZAZIONE

  Il Settore Istruzione organizza i Centri ricreativi estivi, con l’obiettivo di offrire a bambini ...

Annullamento delle giornate internazionali della European Academy of Religion 2020

Rimandata la conferenza per 1500 studiosi Bologna, 7 aprile 2020 - A causa dell'emergenza sanitar...

IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

 La situazione emergenziale determinata dall’epidemia di “coronavirus” ha messo a dura prova il Co...

  • via Buonarroti scatta operazione di sostituzione delle fognature

    Martedì 10 Marzo 2020 10:57
  • Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia

    Lunedì 16 Marzo 2020 07:20
  • CENTRI ESTIVI COMUNALI ESTATE 2020 _ ORGANIZZAZIONE

    Sabato 04 Aprile 2020 07:02
  • Annullamento delle giornate internazionali della European Academy of Religion 2020

    Martedì 07 Aprile 2020 08:12
  • IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

    Martedì 14 Aprile 2020 13:11

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Macbeth al Teatro Fraschini di Pavia PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Lunedì 04 Novembre 2019 19:38
MACBETH PAVIA 2019Macbeth di Giuseppe Verdi dal Teatro Fraschini di Pavia in tournée per i teatri di tradizione della Lombardia
 
Si dice che l'umiltà sia dei grandi. Ed è con grande umiltà che il maestro Gianluigi Gelmetti rispondeva a chi lo ringraziava per la sua superlativa interpretazione del verdiano Macbeth, proposto, nella versione del 1865, al Teatro Fraschini di Pavia. (Foto: Mario Mainino - Concertodautunno.it)
(Vittoria Lìcari) Partendo da un’accurata e approfondita analisi della partitura e di diverse fonti epistolari coeve alla composizione della prima versione dell'opera (1847), Gelmetti ha raccolto una serie di osservazioni programmatico-esplicative che, riportate sul programma di sala, hanno consentito al pubblico di ammirare la sua grandissima coerenza interpretativa.
Prima di tutto, e giustamente, il maestro si è soffermato sulla vocalità richiesta da Verdi ai due protagonisti (in questo caso, infatti, non è il solo ruolo eponimo a meritare tale qualifica, in quanto la figura di Lady è assolutamente complementare a quella di Macbeth, di cui costituisce sostanzialmente l'alter ego), muovendo dalle osservazioni che il compositore fece a proposito del soprano Eugenia Tadolini, che gli veniva suggerita come prima interprete: «[...] la Tadolini canta alla perfezione, e io vorrei che Lady non cantasse [...]; La Tadolini ha una voce chiara, limpida, potente, e io vorrei in Lady una voce aspra, soffocata, cupa [...]; La Tadolini ha dell'angelico, la voce di Lady dovrebbe avere del diabolico [...]».
Queste parole spiegano alcune precise indicazioni della partitura riferite proprio ai due principali personaggi: «[...] (i ruoli) non si devono assolutamente cantare; bisogna agirli, e declamarli con una voce ben cupa e velata [...]»; o anche «Macbeth parlando [...] con voce muta [...], sempre più piano «[...], cantando con espansione [...], piano con forza [...]»; «[...] Lady e Macbeth [...] con voce repressa [...]; «Lady con voce pianissima un po' oscillante[...]».
Potendosi avvalere di due cantanti-attori di altissimo livello quali Silvia Dalla Benetta e Angelo Veccia, Gelmetti ha offerto quanto di più aderente si possa immaginare al dettato verdiano. Così, per esempio, nel ritornello della cabaletta del primo atto le variazioni prescritte dalla prassi esecutiva dell'epoca si sono concentrate sul timbro, per l’appunto "cupo e velato", che la Dalla Benetta ha reso con formidabile drammaticità. E così, mano a mano che, con il procedere della vicenda, l'animo di Macbeth veniva progressivamente appesantito dai delitti compiuti e dal terrore di perdere il potere così malamente conquistato, la voce di Veccia si faceva sempre più "muta": sembrava, cioè, perdere ogni valenza melodica - che in quelle circostanze sarebbe stata del tutto fuori luogo - mantenendo però la musicalità timbrica e l'espressività dell'accento richiesti dallo stato psicologico del personaggio.  
 
Possiamo ben immaginare quanta fatica e quanto impegno siano stati necessari da parte dei due interpreti per raggiungere un risultato tanto eccellente sul piano drammaturgico, e va reso ancor maggiore onore alla loro intelligenza interpretativa per essere stati in grado di accantonare la preoccupazione per la bellezza dell'emissione a favore della potenza dell'agire vocale.
Occorre inoltre ricordare che una ulteriore difficoltà nel ruolo vocale di Lady è costituita dalle agilità espressive, che Silvia Dalla Benetta, forte della sua solida formazione belcantistica, ha affrontato con grande sicurezza, oseremmo dire con una sana spavalderia, piegando la propria voce a ogni più riposto significato drammatico.
Di alto profilo è stata la prestazione del basso Alexey Birkus, la cui nobile vocalità è perfetta per il personaggio di Banco.
Negli altri ruoli hanno cantato Giuseppe Distefano (Macduff), Alessandro Fantoni (Malcolm), Katarzyna Medlarska (dama di Lady Macbeth) e Alberto Comes nelle triplici vesti di medico, domestico e sicario.
L'importanza che in quest'opera riveste il coro, e il ruolo di "terzo protagonista" che Verdi attribuiva al gruppo delle streghe, ha permesso di apprezzare in modo particolare l'interpretazione - perché così merita di essere chiamata - del coro OperaLombardia diretto da Diego Maccagnola. Ottima l'orchestra "I pomeriggi musicali di Milano".
 
L'allestimento, originariamente realizzato per il Teatro Nacional de Sao Carlos di Lisbona, si avvaleva della regia di Elena Barbalich, con scene e costumi di Tommaso Lagattolla, coreografie di Danilo Rubeca e luci di Giuseppe Ruggiero. Il punto di vista registico è quello del protagonista, che si muove, secondo quanto afferma la regista stessa, in «[...] uno spazio indefinito, lo spazio interiore dell'incubo, che in alcuni momenti non si coglie per intero, ma si percepisce come un luogo del sentire, dove le figure emergono o appaiono improvvisamente dal buio, generate dalla mente del protagonista. Tutto è avvolto in un'atmosfera lugubremente onirica, nella quale rivive un medioevo barbarico, irrituale - omaggio a Orson Welles - nel quale dominano superstizione e paura. [...] L'universo indecifrabile da lui prodotto [...] è dominato dalla figura emblematica di un cerchio di specchio che, trasformandosi, acquisisce diverse valenze nei vari momenti della vicenda drammatica». Un'idea scenica che, unitamente all'uso simbolico dei colori e alla transizione dall'uno all'altro seguendo e commentando il procedere drammatico degli eventi, si è rivelata vincente per coerenza con il piano musicale.
 
Particolarmente curato dalla regia è il ritmo delle azioni. Così, durante la scena del banchetto, i movimenti frenetici di Macbeth alla vista dell'ombra di Banco si contrappongono alla lentezza delle movenze del coro, che appare così alla mente alterata del protagonista come un insieme di larve. Sia Macbeth, sia Lady, si muovono peraltro sempre in modo concitato, pressati dalla contingenza del loro agire volto a conseguire nel più breve tempo possibile il massimo potere su un mondo che, continuando invece a muoversi con il ritmo di sempre, li travolgerà per mezzo della pazienza e dell'intelligenza delle azioni di coloro che essi volevano sopraffare.
Particolarmente toccante per la perfetta sincronia con la musica si è rivelata la pantomima della battaglia finale, con il duello fra Macduff e Macbeth che si chiude con il ripiegarsi su sé stesso di quest'ultimo in una sequenza "al rallentatore" magistralmente realizzata da Angelo Veccia.
Uno spettacolo di altissimo livello che fino a metà novembre verrà ospitato da altri teatri lombardi di tradizione: il Sociale di Como, il Grande di Brescia, il Ponchielli di Cremona. E, soprattutto, un esempio di vera esecuzione filologica per il quale, ancora una volta, diciamo grazie a Gianluigi Gelmetti.
 
 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

 

Leggi tutto...