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Nell’anno di Leonardo torna a Milano la Madonna Litta PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 23 Ottobre 2019 12:26
Dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020 il Museo Poldi Pezzoli di Milano ospiterà, a trent’anni dalla sua ultima trasferta milanese, la Madonna Litta, uno dei massimi capolavori del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, che sarà il perno intorno al quale ruoterà la mostra Leonardo e la Madonna Litta, organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner, cui si affiancano Regione Lombardia e Comune di Milano.
191023 Hermitage Madonna LittaLa mostra, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, è stata inclusa fra le celebrazioni nazionali  dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Insieme alla Madonna Litta verrà presentato un nucleo selezionatissimo di opere – una ventina tra dipinti e disegni di raffinata qualità, provenienti da collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, eseguiti da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, Francesco Napoletano, nonché l’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano presso la corte di Ludovico il Moro.
 
La Madonna Litta è strettamente legata alla città di Milano: dipinta nel capoluogo lombardo nel 1490 circa, mostra notevoli affinità stilistiche con la seconda versione della Vergine delle rocce conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato milanese il dipinto conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Nell’Ottocento, inoltre, era l’opera più rinomata di una delle più importanti collezioni di opere d’arte milanesi, quella dei duchi Litta (da cui deriva il soprannome con cui è conosciuta in tutto il mondo) ed era conservata nel loro palazzo di Corso Magenta; l’Ermitage l’acquistò nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese (1819-1866).
 
La Madonna Litta sarà affiancata in mostra a un altro capolavoro nato da una raffinata composizione di Leonardo, la Madonna con il Bambino dello stesso Museo Poldi Pezzoli: il dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio – il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano – con ogni probabilità sulla base di studi preparatori messi a punto dal maestro, dal punto di vista stilistico è accostabile alla prima versione della Vergine delle rocce del Louvre. Nella prima metà dell’Ottocento anche la Madonna con il Bambino apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864): sarà quindi una importante occasione poter riunire nuovamente a Milano, dopo oltre un secolo e mezzo, questi due affascinanti dipinti.
 
Un altro quadro del Poldi Pezzoli presente in mostra è la Madonna allattante: riferito a un anonimo artista lombardo attivo nel primo decennio del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute. Si potranno inoltre ammirare altri dipinti raffiguranti la Madonna e il Bambino - opera di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca - che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci (che spesso lavoravano sulla base di progetti e composizioni del maestro) abbiano affrontato dal punto di vista compositivo, in maniera sempre nuova e originale, questo diffusissimo soggetto.
 
Fra i disegni in mostra un bellissimo studio riferibile con sicurezza alla mano di Leonardo, eseguito a punta metallica: custodito alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, raffigura un profilo femminile e un occhio dalla palpebra nettamente delineata, che si confronta molto bene con gli occhi della Vergine nel dipinto dell’Ermitage. Si potranno inoltre ammirare alcuni splendidi studi di Boltraffio che si legano alla testa del Bambino e ai panneggi della Madonna Litta e della Madonna con il Bambino del Poldi Pezzoli (conservati rispettivamente a Parigi, Fondation Custodia, Collection Frits Lugt; a Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett; a Oxford, Christ Church College).
Grazie al sostegno di Fondazione Bracco, da sempre impegnata nella valorizzazione del rapporto tra scienza e arte, è stata anche eseguita un’articolata campagna di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l'Università di Milano e l'Università di Milano-Bicocca. Le analisi (radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore…), eseguite secondo un protocollo comune, hanno dato vita a interessanti e costruttivi confronti, permettendo di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto, dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.
 
La straordinaria occasione offerta dalla presenza della Madonna Litta a Milano, accanto e a diretto confronto con altre opere eseguite dagli allievi di Leonardo negli stessi anni, consentirà di illustrare al pubblico, in modo estremamente semplice e didattico, come nasce e come si modifica nel tempo l’attribuzione di un’opera d’arte. Ai visitatori verrà illustrato in che modo l’esame dei documenti di archivio, delle informazioni sulla provenienza collezionistica e sulla fortuna critica, delle analisi diagnostiche e infine lo studio degli elementi formali e stilistici – attività specifica del conoscitore storico dell’arte, che si occupa in particolare di formulare le attribuzioni delle opere – abbiano consentito agli studiosi di avanzare ipotesi spesso divergenti sulla loro paternità utilizzando, per dimostrare le rispettive proposte, vari elementi –  oggi arricchitisi di nuovi strumenti scientifici – che verranno presentati contestualmente ai dipinti stessi.
 
I dati acquisiti dalle analisi scientifiche condotte sulle opere esposte saranno presenti in mostra grazie a un apparato multimediale di supporto, nonché pubblicati e consultabili, con libero accesso da parte di tutti gli utenti, anche sul sito internet del Museo Poldi Pezzoli e di Fondazione Bracco. Sarà inoltre organizzata una giornata di studi aperta al pubblico, alla quale interverranno i maggiori specialisti degli argomenti affrontati all’interno della mostra.
 
Per tutta la durata dell’esposizione verranno inoltre organizzate diverse attività didattiche collaterali: visite guidate su prenotazione per il pubblico, itinerari didattici per le scuole e per i bambini, un ciclo di conferenze sui temi della mostra affidate a specialisti e un ciclo di laboratori dedicati al disegno e alle arti decorative, in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.
Le attività organizzate per la mostra faranno parte della rete milanese dedicata al genio di Leonardo predisposta dal Comune di Milano per suggerire ai visitatori itinerari e collegamenti con tutte le istituzioni milanesi coinvolte nelle celebrazioni leonardesche.
Il catalogo è edito da Skira
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L' Editoriale

Per aiutarci a comprendere le conseguenze mentali del virus

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MONZA: Una “GRANDE ONDA VERDE” PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE 2020

Ombrelli verdi focus 1(Laura G. D'Orso). In vista della Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre #WorldMentalHealthday, la società Lundback Italia promuove una campagna nazionale di sensibilizzazione sui temi della prevenzione e cura della salute mentale, per vincere barriere e pregiudizi.

Covid19 e salute mentale

Il progetto Insieme per la salute Mentale – realizzato in collaborazione con la Società Italia di Psichiatria e di Neuro Psico Farmacologia – si concentra quest’anno sui recentissimi studi relativi alla salute mentale nell’epoca della pandemia, per aiutarci a comprendere le conseguenze del virus anche per questi delicati aspetti, sia dal punto di vista pratico (servizi, assistenza, territorio, ospedale) sia sociale (discriminazioni, stigma, esclusione).

I contenuti scientifici di queste ricerche saranno illustrati venerdì 25 settembre a Milano nel corso di una conferenza stampa nella quale saranno presentate anche le iniziative di sensibilizzazione: tra questi l’evento Ombrelli Verdi che prevede la copertura con 400 ombrelli verdi di una via del centro storico di due città particolarmente suggestive, una al Nord e una al Sud del Paese: per questa edizione sono state scelte Monza e Bari, mentre al termine della manifestazione gli ombrelli saranno donati ad alcune ONLUS del territorio.

La consapevolezzadei traumi psicologici tra bambini, adolescenti, anziani ed anche persone più "fragili" è stato forte e di grande impatto. nessuno di noi può dire di non esserne uscito cambiato!

“Abbiamo aderito con entusiasmo a questa iniziativa – spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alle Politiche Sociali Desiree Merlini – consapevoli dell’importanza crescente di far maturare una coscienza diffusa sul benessere psichico, capace di superare i tanti stigmi sociali che ancora caratterizzano queste patologie”.

Anche per questi motivi la città di Monza, fin dall’inizio dell’emergenza Covid, ha voluto istituire un supporto psicologico per coloro che erano stati colpiti dal virus e per quanti più soffrivano gli effetti del lockdown grazie al servizio telefonico ‘Noi ci siamo’: una scelta che si è rivelata particolarmente utile e apprezzata dalle persone sole.

#insiemeperlasalutementale