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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Monza capitale dell'Acquarello PDF Stampa E-mail
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Martedì 23 Aprile 2019 10:25

monza in acquarello3-4-5 maggio 2019 - Centro storico -Festival Internazionale dell'Acquarello

"La Bellezza dell'Acqua in mostra"

Mostre, workshop, conferenze, pittura en plein air.

“Monza in Acquarello” intende trasmettere emozioni fatte di colori e immagini modulate dai maggiori Maestri dell’acquarello, provenienti da tutto il mondo che dipingeranno en plein air nelle vie del centro storico ricercando l’angolo più incantevole da ritrarre.

Programma:

VENERDI' 3 MAGGIO

PORTICO DELL'ARENGARIO ore 11.00, 13.00, 15.00 -  Esibizione ore 17.30 - Inaugurazione

PIAZZA DUOMO

Diario di viaggio

SALA MADDALENA dalle ore 14 alle 17 - Demo (posti a sedere)

MUSEI CIVICI Conferenze in pillole e Workshop (posti a sedere)

ROSETO dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 14 alle 16 - Workshop e Plein air

LICEO ZUCCHI ore 10, 14, 16 - Esibizioni nel chiostro

CENTRO STORICO Plein Air

GALLERIA CIVICA Punto Social (posti a sedere)

SABATO 4 MAGGIO

PORTICO DELL'ARENGARIO dalle ore 10 alle 19 - Info Point ore 11, 15, 17 - Esibizione

PIAZZA DUOMO Diario di Viaggio

SALA MADDALENA dalle ore 9 alle 18 - Demo (posti a sedere)

MUSEI CIVICI Conferenze in pillole e Workshop (posti a sedere)

ROSETO dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 14 alle 16 - Workshop e Plein air

ore 10,12 - Esibizioni nel chiostro

CENTRO STORICO Plein air

GALLERIA CIVICA Punto Social (posti a sedere)

DOMENICA 5 MAGGIO

PORTICO DELL'ARENGARIO dalle ore 10 alle 19 - Info Point ore 11, 13, 15 - Esibizione

PIAZZA DUOMO Diario di Viaggio

SALA MADDALENA dalle ore 9 alle 17 - Demo (posti a sedere)

MUSEI CIVICI Conferenze in pillole e Workshop (posti a sedere)

ROSETO dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 14 alle 16 - Workshop e Plein air

LICEO ZUCCHI ore 10, 12 - Esibizioni in esterna

CENTRO STORICO Plein air

GALLERIA CIVICA Punto Social (posti a sedere)

LE MOSTRE

Arengario - Piazza Roma venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Musei Civici - Casa degli Umiliati - Via Teodolinda, 4 venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Galleria Civica - Via Camperio, 1 venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Evento gratuito

 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.