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Il Gatto di Rue Crémieux - una scrittrice monzese racconta PDF Stampa E-mail
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Venerdì 08 Febbraio 2019 09:12

gatto di rue crémieux copertinaIl 17 febbraio ricorre la Festa Nazionale del Gatto istituita nel 1990 grazie ad una giornalista Claudia Angeletti che propose un referendum tra i lettori della rivista "Tuttogatto" per stabilire il giorno da dedicare a questi animali. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col che motivò la sua idea nel proporre questa data che racchiude molteplici significati: febbraio è il mese del segno zodiacale dell'Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole; tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo gatti e magia; il 17 considerato un numero negativo diventa “1 vita per 7 volte” quante si dicano siano le vite di un gatto.

E’ proprio di una scrittrice monzese, Laura Giulia D’Orso, un bellissimo quanto delicato libro, dedicato al mondo felino, edito da “La memoria del mondo”.

"Il Gatto di rue Crémieux" è un libro che intreccia al fascino di una città magica come la Parigi dei primi del ‘900, storie di amicizia, di resilienza, di fascino discreto. Lo sguardo intimorito di un bellissimo gatto grigio, una stiratrice, una boulangerie che sforna delizie, una anziana insegnante, una bellissima ragazza e l’amicizia unica e segreta con un compositore. L’importanza di esserci, sempre, la pazienza e la comprensione per resistere alla storia, alle vicissitudini quotidiane, alle esperienza della vita.

 
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L' Editoriale

Io sto con la Legge Italiana :#io NON sto con Carola

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso). Sarà che sono stata “tirata su” a pane, studio, sport e disciplina. Sarà che se vìoli le regole dello sport che pratichi sei fuori dai giochi. Sarà che è sempre più facile per chiunque dire sì che opporre un divieto, sarà che in uno Stato di Diritto quale l’Italia è, si presuppone che l’agire dello Stato sia sempre vincolato e conforme alle Leggi vigenti e lo Stato stesso sottopone esso medesimo al rispetto di Codici e di Costituzioni scritte, sarà per questo che #io NON sto con Carola! Si chiamasse pure Paola o Cristina e fosse francese o italiana non farebbe alcune differenza per me.
Trasformata da imbellettati e ricchi esponenti di sinistra in paladina, la signorina in questione ha violato la legge italiana. Intenzionalmente e volutamente. Riprendendo il tormentone della sinistra di qualche tempo fa (ma non gli è bastata la batosta elettorale!?!) del “senza se e senza ma” … in Italia si applica in maniera pragmatica la legalità e non si pretenda perciò di forzare il Codice di diritto del Mare e della Navigazione, il cui codice ho avuto modo di leggerlo già all’epoca dei Marò detenuti illegalmente in India.