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Futurismo al Museo del Novecento di Milano PDF Stampa E-mail
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Domenica 11 Novembre 2018 19:22
Martedì 13 novembre 2018 - ore 17:00
Museo del Novecento
ingresso libero fino a esaurimento posti
Proiezione di alcuni brani dall’Aviatore Dro di Francesco Balilla Pratella analizzati da Luisa Curinga.
 
Testimonianze futuriste dell’Archivio Storico Ricordi a cura di Maria Pia Ferraris.
 
Proiezione del video interpretato da Mimmo Rotella e Tullio De Piscopo, regia di Tiziano Sossi, durata 18’, 1994.
 
Francesco Balilla Pratella
(Lugo, 1 febbraio 1880 – Ravenna, 17 maggio1955) è stato un compositore e musicologo italiano.
Fu, con Luigi Russolo, uno dei padri della musica futurista. Studia e si diploma in composizione al Conservatorio di Pesaro con Mascagni.
L’11 gennaio 1910 Pratella pubblica il Manifesto dei musicisti futuristi, che sarà seguito dal Manifesto tecnico della musica futurista (11 marzo 1911) e dalla Distruzione della quadratura (18 luglio 1912).
Nel 1920 finisce di comporre L’aviatore Dro (iniziata prima della Grande guerra), la sua seconda opera futurista (in tre atti), nella quale introduce un’orchestra mista di strumenti tradizionali e di intonarumori
e la porta in scena il 4 settembre 1920 al Teatro Rossini di Lugo. Rimarrà la sua opera più celebre.
L’opera è stata ripresa nel 1996 proprio a Lugo, nel medesimo teatro, in una messa in scena importante, con Gianandrea Gavazzeni direttore musicale e Sylvano Bussotti regista, costumista
e scenografo.
 
Luisa Curinga
Flautista e musicologa, è Dottore di ricerca in Storia, Scienze e Tecniche della Musica. Come musicologa, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, in Italia e all’estero, e partecipa regolarmente
a convegni nazionali e internazionali.
Dal 2009 al 2015 è stata membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Musicologia (www.sidm.it).
È titolare della cattedra di flauto traverso presso il Conservatorio di Fermo. Dal 2010 è inoltre docente a contratto di Educazione Musicale presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Macerata.
Sia come musicologa che come flautista il suo ambito privilegiato di ricerca è la musica del XX e XXI secolo, dai punti di vista storico, analitico, didattico e interpretativo, con particolare attenzione alla musica francese della prima metà del Novecento. È autrice, tra l’altro, di una monografia su André Jolivet. Recentemente si sta occupando anche di letteratura flautistica del XVIII secolo.
 
Maria Pia Ferraris
Laureatasi all’Università degli Studi di Milano, in Storia dell’Arte Medievale e Moderna, con una tesi sulla figura di Adolf Hohenstein, cartellonista, scenografo e pittore, ha collaborato a ricerche storico-iconografiche con diverse Istituzioni pubbliche e private fra cui il Museo Teatrale alla Scala, l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, con pubblicazioni e mostre legate all’ambito musicale e teatrale. Entrata definitivamente nel 1989 presso la Casa musicale Ricordi, con cui collaborava già da alcuni anni, assume presto il ruolo di responsabile dell’Archivio Storico, di cui si occupa ancora oggi, seguendo mostre, ricerche, catalogazione, rapporti con studiosi, case editrici ed enti musicali.
 
Tiziano Sossi
Nato nel 1962 a Monza, dove ha cominciato come regista e conduttore radiofonico di Radio Studio Monza e recitato nella Compagnia Stabile Monzese. Ha pubblicato nel 1985 il suo primo libro, una raccolta di poesie per la Ibiskos di Empoli. Ha scritto articoli per il fan club degli U2 “Fire” e per Il Giorno e Filmcronache per cui collabora tutt’ora. È stato responsabile Cinema e TV Movie alle reti Finivest fino al 1995. Tra il 1991 e il 2002 e’ stato coautore del Dizionario dei Film ideato da Pino Farinotti. Ha fatto l’assistente volontario sui set di Pupi Avati e Dario Argento. Nel 2000 è uscito per Gremese Editore Il Dizionario delle registe - L’altra meta’ del cinema. Dal 2006 dopo anni di videomaking ha iniziato a realizzare molti documentari in forma di conversazione che sono stati proiettati negli anni un po’ in tutta Italia. Tra i personaggi il regista Tinto Brass, il tenore Salvatore Licitra, l’attore americano Edward Asner e i cantanti Ivan Cattaneo e Edoardo De Angelis. Ha tenuto lezioni di cinema al Columbia College di Chicago e altre conferenze di cinema a Brera, Milano e a Sant’Ana all’Art Institute of California.
Il 25 ottobre è uscito il suo documentario Milano, la città dei libri scritto da Pino Farinotti, capitolo 9 della serie “Giants in Milan”.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.