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Lucca Comics & Games 2018 chiude bene PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Novembre 2018 06:35
Lucca Comics & Games 2018si chiude la festa della cultura pop: oltre 251 mila i biglietti venduti
Cala il sipario sulla 52ª edizione di Lucca Comics & Games, la più grande manifestazione italiana dedicata all’intrattenimento, che nei cinque giorni di kermesse ha registrato oltre 251 mila presenze da ticketing, superando il dato del 2017. Un’edizione che conferma il grande successo a livello nazionale e internazionale della manifestazione, di cui TIM è stata Main Sponsor: oltre 2.000 eventi, più di 700 espositori, 102 location.
 
Tantissimi gli ospiti di caratura internazionale che hanno contribuito a decretare il successo di questa edizione: nome di spicco è sicuramente Leiji Matsumoto, papà di “Capitan Harlock”, Yellow Kid Maestro del Fumetto 2018,  a cui Lucca ha dedicato una mostra di suoi disegni originali e che ha posato le impronte nella Walk of Fame di Lucca Comics & Games; e poi ancora le mostre di Neal Adams, maestro dei supereroi made in Usa, LRNZ, autore dell’innovativo manifesto di questa edizione, Jérémie Moreau, astro nascente della bande dessinée, Sara Colaone, Junji Ito, Benjamin Lacombe e tantissimi altri.
 
Hanno arricchito i cinque giorni personalità di spicco del mondo dell’illustrazione e del fumetto, tra cui: il creatore di “The Walking Dead” Robert Kirkman, l’editor-in-chief CB Cebulsky, James O’Barr, autore de “Il Corvo”, Charles Forsman, autore della graphic novel da cui è tratta la serie Netflix “The End of the Fucking World”, e gli americani Nick Drnaso e Jason Shiga, talenti della nuova scena del fumetto Usa. Si sono dati appuntamento a Lucca anche i grandi nomi del fumetto made in Italy: Zerocalcare, Gipi, Leo Ortolani, Sio, Simone Bianchi, Tuono Pettinato, Tanino Liberatore, Alessandro Baronciani…
Molto amati anche gli spettacoli, che hanno offerto una visione che integra il mondo comics: esperimento assai riuscito lo spettacolo teatrale “Kobane Calling On Stage”, adattamento della popolarissima graphic novel di Zerocalcare. Ma anche il Feltrinelli Comics Show, imperdibile spettacolo che ha visto alternarsi sul palco del Teatro del Giglio gli autori Feltrinelli, oltre all’ormai tradizionale format lucchese delle “Voci di mezzo”. Ottima accoglienza anche per il mondo del gioco da tavolo, di casa al padiglione Carducci, che ha visto appassionati destreggiarsi tra novità e sfide uniche. E poi Luk for Fantasy, l’area dedicata all’arte (con grandissimi maestri del fantasy) e alla narrativa di genere.
 
Ricco di novità il programma dell’Area Movie, a cura di QMI - Stardust. Netflix ha confermato la sua presenza per il secondo anno consecutivo, con la grande anteprima di “Narcos: Messico”, disponibile sulla piattaforma dal 16 novembre. A presentare lo show i protagonisti Michael Peña e Diego Luna. Sempre dal mondo della serialità, TIMVISION, la tv on demand di TIM, è stata protagonista a Lucca con due esclusive anteprime: “Siren” e “Marvel’s Runaways” apprezzatissimi dal pubblico. Molti anche i contenuti targati Sky, e bagno di folla per Sibel Kekilli, l’attrice tedesca nota al pubblico per il ruolo di Shae nella saga “Il Trono di Spade”. La popolare serie HBO, che tornerà nel 2019 su Sky Atlantic, è stata celebrata a Lucca anche con una grande installazione nel Sotterraneo del baluardo San Colombano. Seguitissima anche la masterclass con Marco D’Amore, tra i registi della quarta stagione di “Gomorra – La Serie”, e il panel dedicato a “I delitti del BarLume”. Grande successo anche per l’anteprima di “Overlord”, l’action-horror prodotto da JJ Abrams in sala dall'8 novembre per 20th Century Fox, per “44 Gatti”, la nuova serie prescolare targata Rainbow in onda su Rai Ragazzi dal 12 novembre e per le “serate cinema cult” targate Infinity. Tanti anche gli ospiti dal mondo del cinema nostrano, da Paolo Virzì allo sceneggiatore Nicola Guaglianone passando per Fabio Guaglione. Infine, il calore del pubblico ha accolto anche Nicholas Brendon, attore della serie cult “Buffy l’Ammazzavampiri”, nonché autore dell’omonimo fumetto.
 
I cosplayer sono stati parte vitale e colorata dello spettacolo, con parate, concorsi e raduni spontanei per tutti i 5 giorni, e con la loro energia e il loro entusiasmo hanno riscaldato l’atmosfera come ogni anno: tra i momenti più seguiti, il raduno ufficiale Marvel Cosplay Italia, entrato nel Guinness dei primati superando i 300 cosplayer a tema, ma anche la parata a tema “Animali Fantastici”.
 
A proposito di videogiochi la competizione è stata la grande protagonista. Tanti i tornei organizzati, a partire da quelli di Asphalt 9 presso il TIM Dome, fino ad arrivare alle più accese sfide ospitate dal Samsung Esport Palace e da ESL Cathedral. Importantissimi ospiti internazionali come Cameron Christian (Design Director di Insomniac Games) per “Marvel’s Spider-Man” e Shinji Hashimoto (Executive Producer di Square Enix) per “Kindom Hearts III” hanno reso ancora più magica la kermesse, insieme ad altre importanti realtà del panorama videoludico come Blizzard, Bandai Namco e Nintendo.  
 
Divertimento assicurato anche per i più piccoli nell’area Junior, dove migliaia di bambini hanno potuto conoscere dal vivo i loro personaggi preferiti Panini, ballare assieme alla Winx, e scatenare la loro immaginazione con 150kg di mattoncini LEGO®. La Japan Town, il quartiere del meraviglioso centro storico lucchese dedicato interamente all’arte e alla cultura nipponica, ha ampliato il proprio spazio con un intero padiglione di 400mq dedicato a gadget, action figure e scuole di manga.
Da non dimenticare il programma music con un’offerta di generi diversi che hanno saputo accontentare gusti differenti, dalle sonorità metal dei Lacuna Coil, al pop ironico de Lo Stato Sociale fino all’irriverente Ruggero de I Timidi, per non parlare di Un viaggio d’anime, produzione Made in Lucca sulle grandi colonne sonore del cinema d’animazione.
 
L’appuntamento è per l’edizione 2019.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».