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Caravaggio oltre la tela PDF Stampa E-mail
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Domenica 07 Ottobre 2018 20:50
MondoMostreSkira, dopo lo straordinario successo della mostra Dentro Caravaggio, presenta al Museo della Permanente a Milano, dal 6 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019, Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva, una straordinaria esperienza multimediale originale e inedita che vuole essere una sorta di racconto complementare della grande esposizione che l’ha preceduta, ripercorrendo, con la consulenza scientifica di Rossella Vodret e il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, le tappe della vita e dell’opera dell’artista.
“Due sono le direttrici che ci hanno guidato in questo nuovo progetto – afferma Rossella Vodret -  una maggiore conoscenza dell'uomo Caravaggio, e un approfondimento su alcuni suoi capolavori che non è stato possibile esporre in Dentro Caravaggio. Due aspetti indagati e mostrati al pubblico attraverso una precisa chiave di lettura: il "Caravaggio nascosto", sia attraverso episodi inediti o poco noti che appartengono alla sfera intima e privata della sua travagliata esistenza, sia grazie a una particolare visione dei capolavori del grande genio lombardo.
 
Il progetto Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva nasce infatti dall’oggettiva impossibilità di mostrare dal vivo capolavori inamovibili ma indispensabili per capire realmente il genio del Merisi. Opere fondamentali come i quadri della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi o della Cappella Cerasi a Santa Maria del Popolo, così come le opere del Louvre, estremamente fragili, come la scandalosa Morte della Vergine - dipinta per essere posizionata sull’altare di Santa Maria della Scala a Roma e rifiutata dai committenti – e ancora il dipinto murale del Gabinetto Alchemico del casino Ludovisi o la gigantesca tela con la Decollazione del Battista conservata nella Concattedrale de La Valletta a Malta, che valse a Caravaggio la Croce di Malta, o la Medusa conservata agli Uffizi e tanti altri ancora.
 
Grazie all’utilizzo del video mapping, tali opere verranno presentate nella loro integralità   architettonica dando la possibilità al visitatore di fruirle così come inizialmente concepite dall’artista. La mostra, attraverso l’utilizzo di nuove e sofisticate tecnologie, accompagna il visitatore in un percorso immersivo cinematografico che, pur basato su informazioni scientifiche, emoziona e coinvolge il visitatore rendendolo parte integrante della storia umana ed artistica nella quale è egli stesso immerso. Il percorso della durata di 45 minuti è accompagnato da una narrazione che utilizza la tecnologia binaurale – tutti i visitatori saranno dotati di cuffie speciali - ed è composto da una alternanza di immagini girate appositamente per la mostra, ispirate alla storia personale dell’artista, di effetti speciali, di capolavori. Una narrazione intensa e coinvolgente che dalla gioventù milanese - segnata dal flagello della peste - porterà Caravaggio a morire, solo, sulla spiaggia della Feniglia dopo aver attraversato la straordinaria Roma del primo Seicento, protetto da potenti nobili e porporati, ed essere fuggito a Napoli, poi a Malta, in Sicilia, nuovamente a Napoli.
 
Il percorso della mostra è fedele alla cronologia e come in una narrazione teatrale è suddiviso in quattro atti e illustra oltre quaranta opere di Caravaggio.
Nella prima parte, dedicata alla gioventù e formazione si vede il giovane Michelangelo diventare apprendista a Milano nello studio di Simone Peterzano e successivamente a Roma: una città in profonda trasformazione ma anche la capitale artistica dell’Europa con centinaia di artisti all’opera. Qui inizia faticosamente la sua carriera: dipingerà opere straordinarie quali Riposo nella fuga in Egitto, la Buona Ventura e I Bari.
Il secondo atto e è dedicato agli anni del trionfo: viene “scoperto” dal potente Cardinal del Monte che lo prende a dimora, e proiettato in un mondo di ricchezza e cultura. Nel 1600, la svolta, con la commissione della Cappella Contarelli a San Luigi dei Francesi: un enorme successo. Dipingerà poi il Gabinetto Alchemico e la Cappella Cerasi, la sua fama giunge a Firenze con la Medusa commissionata dal Cardinal del Monte per Federico I de’ Medici.
Il terzo atto  guarda però ad un’altra Roma, quella dei bassifondi di Caravaggio: continua a bazzicare le taverne, a giocare, a frequentare prostitute. Smette di vivere dai potenti Cardinali e affitta uno studio dove vive con Cecco del Caravaggio, forse il suo amante. Dipingerà capolavori come Giuditta e Oloferne, Amore Vincitore, la criticata Madonna dei Pellegrini, la Madonna dei Palafrenieri, la Morte della Vergine che viene rifiutata dai Carmelitani Scalzi. Di lì a poco ucciderà in una rissa Ranuccio Tomassoni e fuggirà: viene sentenziato a morte in absentia.
L’ultimo atto  è dedicato agli anni della fuga. Prima a Napoli dove dipinge la Flagellazione e le Sette Opere di Misericordia, poi a Malta con capolavori come il Ritratto del Gran Maestro Alof de Wignacourt, o la Decollazione. Ma anche da Malta, dopo una lite, deve scappare in Sicilia dove lascerà opere straordinarie come il Seppellimento di Santa Lucia o la Resurrezione di Lazzaro. Rientra a Napoli, ospite di Costanza Colonna e spera nell’intercessione del Cardinal Gonzaga presso il Papa Paolo V affinché ottenga la grazia papale. Dipingerà il Martirio di Santo’Orsola, suo ultimo quadro e si imbarcherà per tornare verso Roma. Morirà il 18 luglio 1610 a Porto Ercole senza aver compiuto quarant’anni.
 
Non solo grazie a un sofisticato sistema di multi-proiezione a grandissime dimensioni, Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva vuole entrare nelle opere inamovibili con analisi forensi fatte anche a seguito della campagna diagnostica della mostra milanese, per scoprire cosa si nasconde dentro le più famose opere di Caravaggio. Come nel Martirio di San Matteo della Cappella Contarelli dove scopriamo due redazioni diverse, una sopra l’altra, sulla stessa tela: Caravaggio realizza una prima versione compiuta, non solo un abbozzo, ispirandosi ai maestri del passato. Ma poi, insoddisfatto, copre l’opera e ricomincia da capo. O nella Giuditta che taglia la testa a Oloferne dove Caravaggio allontana i margini della ferita e cambia posizione a tutta la testa, in origine più attaccata al corpo: forse per fedeltà ai testi sacri che riportano come Oloferne venga colpito due volte prima di essere decapitato. Giuditta ha scagliato il primo colpo e sta per scagliare il secondo, quello decisivo necessario per il completo distacco della testa.
 
Caravaggio. Oltre la tela: La mostra immersiva ripercorre i capolavori di Caravaggio utilizzando un approccio contemporaneo all’opera d’arte. Un percorso coinvolgente, emozionante, a tratti anche sorprendente ed onirico, che tesse un racconto dell’uomo e dell’artista, in continua sovrapposizione, del contesto storico e sociale nel quale operava.
La mostra, prodotta da NSPRD per Experience Exhibitions ha coinvolto un team di giovani sceneggiatori, cineasti, video artisti, scenografi, doppiatori che con la consulenza scientifica di Rossella Vodret,  hanno elaborato  un nuovo formato di mostra immersiva, che non si limita alla semplice presentazione delle opere in alta risoluzione e dei loro dettagli, ma che mira a sfruttare al massimo le ultime tecnologie per una divulgazione scientifica di ultima generazione. Con l’ausilio di sedici videoproiettori, effetti sorprendenti, immagini uniche, il visitatore potrà scoprire il Caravaggio oltre la tela.
 
Una esperienza unica per conoscere il pittore che, grazie alla sua spietata rappresentazione della realtà,  ha rivoluzionato in pochi intensi anni la storia dell’arte in Italia e in Europa.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».