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Bergamo capitale delle arti manuali PDF Stampa E-mail
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Domenica 07 Ottobre 2018 20:16
Bergamo capitale delle arti manuali a CREATTIVA in 68 mila da tutta italia e dall’estero
La 21a edizione di Bergamo Creattiva conclusasi domenica sera consolida ulteriormente la kermesse di Promoberg dedicata alla filiera delle arti manuali quale appuntamento di riferimento per il settore a livello nazionale.  
 
Durante le quattro giornate gli stand allestiti su 17mila metri quadrati al coperto della Fiera di Bergamo da 292 imprese (22 delle quali provenienti da 12 paesi stranieri) sono stati presi d’assalto da 68mila appassionate giunte da tutta Italia e anche dall’estero.
L’originale format che affianca all’area espositiva ricca come mai di proposte e novità di ogni genere un calendario di eventi collaterali (oltre un migliaio, tra laboratori, corsi, work shop, convegni e dimostrazioni), non smette di stupire e conquista sempre nuove fans.
La manifestazione ha avuto il sostegno dei Main sponsor Ubi Banca e Credito Bergamasco Banco BPM e dallo storico Partner Camera di Commercio di Bergamo.
 
“Da almeno un paio d’anni Creattiva è le kermesse di riferimento in Italia per gli operatori e le appassionate di arti manuali – commenta Stefano Cristini, Direttore di Ente Fiera Promoberg -, al punto che, oltre ai due appuntamenti in primavera e in autunno a Bergamo, anche l’edizione esportata da alcuni anni alla Mostra d’Oltremare di Napoli continua a registrare incrementi positivi in termini di pubblico e imprese. Si tratta di risultati certamente importanti per il nostro ente, ma anche per la nostra città, date le ricadute molto positive che la manifestazione apporta ad alcuni settori economici (accoglienza e mobilità in particolare) e alla promozione in chiave turistica di Bergamo e del territorio in generale. Merito di una qualità sempre più elevata – prosegue Cristini -, di un costante aggiornamento tra gli stand e degli eventi collaterali e il rafforzamento degli appuntamenti più significativi già apprezzati da anni. In questo senso cito per tutti il grande successo ottenuto da Master Quilt, novità a cura dell’omonima società, che ha portato a Bergamo due autentiche guest star del settore, le statunitensi Marti Michell e Cherry Guidry, e da Fashion Half Marathon (FHM), importante contest nazionale di moda dedicato ai giovani stilisti, che, giunto alla terza edizione, è già diventato uno tra gli appuntamenti nazionali più seguiti e apprezzati dalla filiera della moda”.
 
FHM, con la direzione artistica e la supervisione dei concorrenti di Luisa Scivales, dell’omonima scuola di moda di Bergamo, è una grande opportunità data a 21 giovani stilisti provenienti da tutta Italia, all’interno di un settore in cui non è facile poter far emergere il proprio talento. Con FHM, ai quali si aggiungono altri eventi su tematiche specifiche, Creattiva si conferma un contenitore di nuove tendenze e proposte.
Main Sponsor e promotore dell’evento fashion è JUKY ITALIA SPA (Juki è il brand top player a livello mondiale nella produzione di macchine ed impianti per il cucito industriale) rappresentato dall’Amministratore delegato Dario Belloli;, ai quali si aggiungono i partners: NAOMOTO (fornitura macchine per stiro); GUTERMANN (fornitura dei filati); TESSUTI LUCIANO di Mozzo. Il make up  e l’ hair stylist  delle modelle è stato curato da Daniela Rosa e Eros Martinelli di LOUNGE e SAGA BEAUTY.   
Anche quest’anno il tema su cui si sono confrontati gli stilisti è stato molto intrigante: “Like a movie”, ovvero gli abiti più iconici delle pellicole di tutti i tempi.
Dopo tre giornate a colpi di taglio e cucito, durante i quali ogni concorrente ha avuto a disposizione una postazione di lavoro identica,  la giuria composta da    Raffaella Castagnini, Responsabile Servizio Internazionalizzazione e Promozione Camera di Commercio Bergamo; Diego Pedrali,  imprenditore settore moda,  Presidente di FederModa Bergamo e membro di
Giunta di FederModa Italia; Ippolita Scandolera, Responsabile Stile Donna Albini Group; Debora Secchi, in rappresentanza di Juky Italia; Raffaella Naggi, Direttore Rivista Burda; Stefania Arnaldi, Direttore Rivista La Mia Boutique, ha deciso che il lavoro più bello era quello di Francesca Toto, stilista emergente arrivata da Campobasso,  che ha rivisitato l'abito indossato da Audrey Hepburn  nel film My Fair Lady.
 
Grande successo anche per la prima edizione di Natale in Galleria, la multicolorata e fantasiosa rassegna di alberi di Natale addobbati in galleria centrale da 24 espositori. Migliaia le appassionate che, dopo aver scattato foto e fatto selfie tra la piccola quanto fantasiosa foresta di alberi abbelliti in modo originale e anche inconsueto, hanno espresso il loro parere. Al primo posto si è classificato l’albero n. 17 addobbato da “Le idee di Giusy by Freedom” con 728 voti. Al secondo posto l’albero delle “Officine creative” (647), terzo posto per l’addobbo di Luciana Bettoni (557), quarto per “Le pigottine di Vanda” (549 voti).
 
Grande successo anche per Creattiwood, che vede protagonisti artigiani, maestri d’ascia, artisti e aziende che lavorano il legno, e per le altre novità dell’edizione autunnale: “CreAttivi a scuola”, convegno dedicato ai docenti in occasione della Giornata mondiale degli insegnanti istituita dall’Unesco (venerdì 5 ottobre); l’Eccellenza nel cucito, seminario tecnico promosso da Juki; lo spettacolo dal vivo Cascailmondo, che ha tradotto le fiabe e i disegni realizzati dai bambini ricoverati al Papa Giovanni.
 
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L' Editoriale

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».
 

Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso?

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(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi ed anche 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.