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Ville Aperte in Brianza a Palazzo Arese Borromeo: i numeri di un successo PDF Stampa E-mail
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Sabato 06 Ottobre 2018 15:42
Ville Aperte in Brianza: a Cesano le visite aumentate di oltre il 50% - Sono stati quasi 1400 gli ospiti che nei tre week end di Ville Aperte in Brianza hanno visitato Palazzo Arese Borromeo.  Un successo che incrementa  quello dello scorso anno, quando i visitatori sfiorarono gli 800.
Come per l'edizione 2017, il Palazzo cesanese è al terzo posto per numero di visitatori nella Provincia di Monza e Brianza, dopo  Villa Reale di Monza e i Palazzi di Vimercate.
 
Una crescita costante  - Soddisfazione è stata espressa dall'assessorato alla Cultura per questo successo di presenze e partecipazione che vede Palazzo Arese Borromeo tra i beni più visitati della provincia grazie anche al progetto Aperti per Voi che coinvolge i volontari del TCI e che permette un'ampia possibilità di visita durante tutti i weekend dell'anno.
Il merito del successo di questa sedicesima edizione di Ville Aperte va  anche ai numerosi eventi che vi vengono proposti dalle associazioni del territorio,  i cui membri svolgono le visite guidate.
 
Il ringraziamento dell'Assessore alla Cultura -- "Il ringraziamento di tutta l'Amministrazione Comunale - ha dichiarato con soddisfazione l'Assessore alla Cultura e Valorizzazione del Patrimonio Artistico e Monumentale Silvia Boldrini -- va agli uffici che con impegno e passione si dedicano alla promozione di Palazzo Arese Borromeo e a tutti i volontari che da anni prestano il loro tempo alla valorizzazione del complesso cesanese.
Un immenso ringraziamento, infine, va a tutti coloro che, nelle tre settimane di Ville Aperte 2018, hanno deciso di dedicare un po' del loro tempo alla bellezza dell'arte e della storia del nostro Palazzo."
 
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L' Editoriale

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».
 

Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso?

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(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi ed anche 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.