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Monza Music Week”: musica in città dal 6 al 14 ottobre PDF Stampa E-mail
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Lunedì 17 Settembre 2018 09:10
In occasione della XXV edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Rina Sala Gallo”, che si terrà dal 6 al 13 ottobre al Teatro Manzoni (via Manzoni 23) e che prevede la partecipazione di numerosi giovani pianisti provenienti da diverse parti del mondo, la città di Monza organizza un ricco calendario di iniziative musicali, con l’esibizione di artisti professionisti e non e il coinvolgimento del pubblico: Monza Music Week.

Così l’Amministrazione Comunale, che è uno dei soggetti promotori del Comitato Rina Sala Gallo, intende diffondere le note musicali in città, accogliendo i partecipanti al concorso e i grandi protagonisti della musica e dedicando un’intera settimana, dal 6 al 14 ottobre, al “Monza Music Week”.

“Mille chitarre in piazza” sbarca a Monza. La rassegna si aprirà domenica 7 ottobre in piazza Trento e Trieste con “Mille chitarre in piazza”, un format nazionale di grande successo che prevede un maxi raduno di chitarristi che suoneranno e canteranno insieme brani famosi della tradizione cantautorale italiana. Chiunque potrà partecipare gratuitamente, professionisti e dilettanti, senza limiti di età. Al termine del concerto lo spettacolo musicale continua con “Radio Number One Rock Show anni 70/80/90”.

Gli appuntamenti con la musica. Si proseguirà mercoledì 10 ottobre con una conferenza del critico musicale e giornalista monzese Carla Maria Casanova sul mondo della musica lirica. Attraverso il racconto appassionato dei suoi viaggi, incontri e aneddoti sarà possibile approfondire il genere della lirica attraverso un’originale prospettiva.

Un'altra giornata clou della rassegna sarà sabato 13 ottobre, giorno della finale e della premiazione del Concorso, quando l’intero centro storico sarà animato da una serie di iniziative musicali: una “Maratona pianistica” nel chiostro dei Musei Civici dalle 10 alle 18; gli “Street Pianos”, quattro pianoforti in punti strategici della città a disposizione di chiunque desideri regalare uno o più brani musicali al pubblico di passaggio, dalle ore 10 alle 18 (i luoghi prescelti sono: Piazza San Pietro Martire, via Italia/Santa Maria in strada, Largo Mazzini e Piazza Duomo).

E poi sotto i portici dell’Arengario il Grande Piano, una maxi tastiera di sei metri da suonare con i piedi.

Mercoledì 10 e venerdì 12 ottobre saranno dedicati in particolare ai bambini, con letture sulla musica presso la Biblioteca dei Ragazzi “Al segno della Luna”.

Il gran finale. “Monza Music Week” si concluderà domenica 14 ottobre per le vie del centro storico con i Music Corners, iniziativa sul modello della “Fête de la musique” di Parigi e di “Make Music Milan!”: quattro postazioni a disposizione di musicisti e band - professionisti e non - che potranno esibirsi e suonare qualsiasi genere musicale in Piazza Roma, Piazza San Pietro Martire, Via Italia, Largo Mazzini. Prevista anche l’esibizione della Triuggio Marching Band a partire dalle ore 15.30 per le vie del centro storico.

“Abbiamo voluto regalare alla città di Monza un’intera settimana di musica – commentano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Longo – anche per contaminarla dell’entusiasmo e dell’atmosfera che da sempre si respirano dentro il Teatro Manzoni durante il Concorso, rendendo ancora più consapevole la cittadinanza di un evento internazionale e facendo diventare tutta la città un palcoscenico del concorso stesso. L’impegno è che la rassegna “Monza Music Week” diventi un appuntamento fisso nel palinsesto della programmazione culturale della nostra città.”
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.