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Villa Reale: un dialogo tra artisti nel tempo PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 22 Novembre 2017 21:34
La Reggia di Monza, diretto da Piero Addis, riapre la Cappella Reale con la mostra, patrocinata e sostenuta da Regione Lombardia e Comune di Monza, Il miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo alla Villa Reale di Monza, un punto di vista privilegiato da cui osservare e ammirare tre opere d'arte che mettono in contatto il visitatore con un dipinto seicentesco del pittore caravaggesco marchigiano Giovanni Francesco Guerrieri e l'installazione ambientale dell'artista contemporaneo Gianluca Quaglia.
 
La mostra, curata da Antonio D'Amico e organizzata da Opera d'Arte, ha l'obiettivo di raccogliere fondi per restaurare alcuni dipinti danneggiati dal terremoto che ha colpito il centro Italia e in particolare Fossombrone, città natale di Guerrieri.
 
Due artisti lontani nel tempo, uno vissuto nel Seicento e l'altro contemporaneo, dialogano su un tema che ha attraversato la storia dell'arte e su cui tutti gli artisti si sono da sempre interrogati e misurati: la capacità e la possibilità di guardare al di là del proprio punto di vista, al di là del visibile. Guerrieri fornisce una risposta figurativa, consona al suo tempo, devozionale e piena di pathos, Quaglia s'interroga sul divino mostrando una visione cosmica, legata alla sacralità laica dell'universo.
 
La mostra propone una riflessione sul sacro e sulle sue svariate possibilità di interpretazione e lettura che oggi possono emergere. L'invito è quello di entrare in uno spazio architettonico lasciandosi coinvolgere dal miglior posto, ossia un punto di vista preciso, pensato e organizzato appositamente per facilitare l'osservazione. Il visitatore entrando nella chiesa potrà sopraelevarsi fisicamente e guardarsi intorno per vedere la delicata apparizione frontale che emerge dal buio della notte in cui Maria, insieme a sant'Anna, scruta il figlio che dorme nella culla, un'immagine del divino che per Guerrieri è l'accoglimento di un credo, di una conferma alle proprie domande. Sugli altari laterali, invece, Gianluca Quaglia attiva una riflessione che si aggrappa a codici laici, interpretativi, al di là di certezze fideistiche.
 
La Vergine con il Bambino e sant'Anna è una tela che Guerrieri realizza per la famiglia Brollini di Fossombrone nel 1627, di ritorno da Roma e dopo aver fatto l'esperienza dell'arte di Caravaggio, tanto che molti dettagli del quadro riconducono al maestro lombardo. Collocata in un altare laterale della Cattedrale di Fossombrone, oggi chiusa precauzionalmente dopo le scosse dello scorso anno, la tela porta con sé storie lontane e segrete che giungono fino a noi grazie alla lettura delle immagini, offrendoci la possibilità di ripensare al sacro come una fonte a cui attingere. Con un approccio che tenta di scrutare l'imperscrutabile, anche i cosmi ridisegnati da Gianluca Quaglia rappresentano il tentativo di attingere al sacro o, quantomeno, di osservarlo da lontano, soffermandosi a guardare l'universo e con esso le stelle, immaginando l'infinito.
Ripensando dunque lo spazio architettonico sacro, il visitatore potrà trovarsi immerso in uno scenario che accoglie un palcoscenico sul quale si è invitati a salire per osservare tre diverse "pale d'altare", ossia tre riflessioni evocative.
 
Il miglior posto. Un dialogo tra artisti nel tempo alla Villa Reale di Monza è un invito a lasciarsi coinvolgere dall'arte antica e contemporanea su un tema trasversalmente affrontato, offrendo al visitatore chiavi di lettura che favoriscono una possibile relazione con qualcosa di infinitamente grande ma lontano che l'uomo tende e ricerca da secoli.
 
L'obiettivo della mostra è quello di favorire il restauro di opere d'arte danneggiate dal terremoto e custodite nella città di Fossombrone, grazie alla vendita del catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale che si presenta come un interessante volume in cui sono raccolte le fotografie della mostra e i contributi di studiosi italiani quali Stefano Papetti, Michela Gianfranceschi, Renzo Savelli, Marco Luzi, Giancarlo Lacchin, Lorenzo Madaro e Antonio D'Amico.
 
Giovanni Francesco Guerrieri
Gianluca Quaglia

IL MIGLIOR POSTO
Un dialogo tra artisti nel tempo
alla Villa Reale di Monza
 
A cura di Antonio D'Amico
 
29 novembre 2017 - 14 gennaio 2018
Monza, Cappella della Villa Reale
 
INAUGURAZIONE 28 NOVEMBRE ORE 17:30
 
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L' Editoriale

Ruspadana, tanto rumore per nulla, direi

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(Laura Giulia D’Orso). Quando si parla di videogiochi violenti o che si pensi istighino alla violenza quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi in realtà possano stimolare o aumentare comportamenti violenti nelle persone. E’ di ieri la notizia che la Apple ha ritirato in via precauzionale un giochino dal suo Store digitale creato da tre giovanissimi tra cui un monzese di 26 anni, chiamato Ruspadana. Ovviamente “nomen omen” il giochino, easy nella grafica, tanto da ricordare “Mister Mario” è basato su un tema molto attuale e prende spunto dalle felpe di Matteo Salvini con ruspa stampata. Il gruppo di amici/colleghi che, per inciso, sono fra le menti informatiche più capaci, che hanno superato una difficile selezione per essere presi dalla Apple, in Italia, lo hanno sviluppato a Napoli. Si trovava sull'App Store gratis e consisteva nel "ripulire" la Pianura Padana da omini neri, si immagina immigrati, per potersi poi godere lo spettacolo delle Alpi. Dopo una serie di polemiche il giochino è scomparso dallo Store. Tanto rumore per nulla, direi. Per due motivi ben precisi. Avete mai digitato su google il termine ”spara tutto”?

L'elogio della mela

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(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.

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