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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Giornata Mondiale Diritti dell’infanzia e Telefono Azzurro PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 15 Novembre 2017 22:10
Telefono Azzurro il prossimo 18 e 19 novembre scenderà in piazza in tutta Italia con Accendi l’Azzurro, la campagna di sensibilizzazione contro gli abusi sui bambini, in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia del 20 novembre. Simbolo dell’iniziativa una Casetta di Luce, protagonista della mobilitazione generale in oltre 1000 piazze italiane.
Una casetta di luce - il simbolo di ascolto, di calore e di aiuto a ogni bambino cui è stato spento il sorriso - per tenere viva l’azione di Telefono Azzurro, da trent’anni punto di riferimento dei bambini, tramite la linea gratuita d’ascolto 1.96.96, il servizio 114 - emergenza infanzia, il 116.000 (Minori scomparsi), la chat su azzurro.it, ma anche nelle scuole come nelle zone terremotate, nelle carceri e laddove ci sia bisogno di ascolto. E di risposte immediate.
La crescita dei casi violenza nel paese – nel mondo reale come in quello virtuale -  obbliga tutti a porsi l’obiettivo di agire in maniera corale, concentrandosi sugli strumenti necessari per intercettare i segnali d’allarme lanciati dai protagonisti di un’età così fragile.
 
Il bilancio sociale 2016 di Telefono Azzurro (scaricabile qui http://www.azzurro.it/it/chi-siamo/bilancio) ne testimonia il dramma. Il documento redatto dall’Associazione, in collaborazione con  la società Un-Guru, conferma da un lato il capillare lavoro di volontari e professionisti, dall’altro la necessità di rimanere vigili su temi sensibili a bambini e adolescenti, attraverso l’ascolto, quale primo fondamentale passo per comprendere ed aiutare concretamente.
Telefono Azzurro in 30 anni di ascolto e di intervento ha aiutato più di 72.000 bambini e adolescenti. Il Bilancio Sociale sottolinea i progressi di un’associazione che si interroga su come il tempo in cui viviamo imponga di dare ai più giovani risposte nuove e adeguate alle loro esigenze, all’affermazione dei loro diritti e del loro benessere.
 
 “Siamo vicini come se fosse il primo giorno a tutti i bambini vittime di violenza - dichiara il Professor Ernesto Caffo - Presidente e Fondatore dell’associazione - . L’anno trascorso ci ha visto impegnati su più fronti. Sulle aree terremotate ad esempio e nei confronti del bullismo tramite i laboratori didattici per la formazione a distanza. Dal 1987 fino ad oggi, il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare un aiuto immediato e concreto, fatto di ascolto, intervento e supporto psicologico, a tutti quei bambini che, nel silenzio, subiscono abusi e violenze”.
Nel bilancio sociale sono analizzate le aree di intervento di Telefono Azzurro a supporto di bambini e adolescenti
#IlTempodelWeb Essere online è uno status. I ragazzi oggi sono nativi digitali e la tecnologia accompagna ogni momento della loro vita. Lo confermano i dati dell’Osservatorio di Telefono Azzurro e Doxa Kids. I ragazzi percepiscono chiaramente alcuni rischi, primo fra tutti incontrare qualcuno che non è chi dice di essere (54%), seguito da essere contattato da estranei che chiedono indirizzo e numero di telefono (50%), ricevere richieste sessuali da parte di adulti (47%), anche in cambio di ricariche (39%). Sembrano percepire meno il rischio di visitare continuamente siti pornografici (28%), siti che esaltano anoressia o suicidio (25%) e i rischi legati allo scaricare illegalmente musica o video.
 
#IlBullismo Nel corso del 2016 quasi 1 caso al giorno dei 2.315 ricevuti dal Centro Nazionale di Ascolto telefonico ha riguardato situazioni di bullismo e cyberbullismo, per un totale di 296 casi (12,8% del totale. L’età delle vittime si sta abbassando: è un trend in crescita quello che vede come vittime bambini sempre più piccoli, anche di 5 anni (22% dei casi).
 
#Pedofilia e Pedopornografia Si stima che in Europa siano 18 milioni i bambini vittime di abusi sessuali. Tra il 10% e il 20% dei minorenni europei subisce abusi sessuali durante l’infanzia e il 20% delle femmine e il 5-10% dei maschi europei sarebbe vittima di sfruttamento sessuale (WHO 2013). Rispetto al 2015, i casi di abuso sessuale e pedofilia gestiti da Telefono Azzurro sono aumentati del 3,4%: un totale di 301 situazioni di pronto intervento. Sulla linea 114, una vittima su due per abusi sessuali è una bambina con meno di 11 anni, mentre più di una segnalazione su quattro riguarda ragazzi e adolescenti (28%).
 
#IMinoriScomparsi Secondo i dati consolidati di Europol sono 89mila i bambini non accompagnati arrivati durante il 2015 nell’UE (erano 23mila nel 2014) e di circa 10mila si sono perse le tracce in Europa. Sarebbero 17.245 i Minori Stranieri Non Accompagnati presenti sul territorio italiano, secondo l’ultimo censimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (30 Novembre 2016). Telefono Azzurro gestisce per l’Italia il numero unico europeo 116 000 coordinato da Missing Children Europe (MCE), la Federazione Europea per i Bambini Scomparsi e Sfruttati Sessualmente operativo in 27 su 28 Stati membri dell’Unione Europea, più Albania e Serbia.
 
#IlTerremoto Il sisma che ha colpito il centro Italia nell’agosto del 2016 ha segnato la vita di migliaia di bambini, adolescenti e delle loro famiglie. Telefono Azzurro si è attivato dal giorno dopo la prima scossa in collaborazione con la Protezione Civile. E’ stato quindi attivato il Team di Emergenza di Telefono Azzurro formato da operatori e volontari, che dal 25 agosto 2016 è presente nel territorio di Amatrice.
Aderire ad Accendi l’Azzurro significa stare dalla parte dei bambini.
Solo con l'aiuto di tutti, Telefono Azzurro potrà ascoltare e fornire risposte concrete ai bisogni dei bambini ed adolescenti, sempre, 365 giorni l'anno, h 24, al telefono, in chat, via email, sui social, whatsapp, nelle scuole.... Ma è necessario il supporto di tutti.
Accendi l'Azzurro - 18 e 19 novembre

 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.