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Giornata Mondiale Diritti dell’infanzia e Telefono Azzurro PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 15 Novembre 2017 22:10
Telefono Azzurro il prossimo 18 e 19 novembre scenderà in piazza in tutta Italia con Accendi l’Azzurro, la campagna di sensibilizzazione contro gli abusi sui bambini, in occasione della Giornata Internazionale per i diritti dell’infanzia del 20 novembre. Simbolo dell’iniziativa una Casetta di Luce, protagonista della mobilitazione generale in oltre 1000 piazze italiane.
Una casetta di luce - il simbolo di ascolto, di calore e di aiuto a ogni bambino cui è stato spento il sorriso - per tenere viva l’azione di Telefono Azzurro, da trent’anni punto di riferimento dei bambini, tramite la linea gratuita d’ascolto 1.96.96, il servizio 114 - emergenza infanzia, il 116.000 (Minori scomparsi), la chat su azzurro.it, ma anche nelle scuole come nelle zone terremotate, nelle carceri e laddove ci sia bisogno di ascolto. E di risposte immediate.
La crescita dei casi violenza nel paese – nel mondo reale come in quello virtuale -  obbliga tutti a porsi l’obiettivo di agire in maniera corale, concentrandosi sugli strumenti necessari per intercettare i segnali d’allarme lanciati dai protagonisti di un’età così fragile.
 
Il bilancio sociale 2016 di Telefono Azzurro (scaricabile qui http://www.azzurro.it/it/chi-siamo/bilancio) ne testimonia il dramma. Il documento redatto dall’Associazione, in collaborazione con  la società Un-Guru, conferma da un lato il capillare lavoro di volontari e professionisti, dall’altro la necessità di rimanere vigili su temi sensibili a bambini e adolescenti, attraverso l’ascolto, quale primo fondamentale passo per comprendere ed aiutare concretamente.
Telefono Azzurro in 30 anni di ascolto e di intervento ha aiutato più di 72.000 bambini e adolescenti. Il Bilancio Sociale sottolinea i progressi di un’associazione che si interroga su come il tempo in cui viviamo imponga di dare ai più giovani risposte nuove e adeguate alle loro esigenze, all’affermazione dei loro diritti e del loro benessere.
 
 “Siamo vicini come se fosse il primo giorno a tutti i bambini vittime di violenza - dichiara il Professor Ernesto Caffo - Presidente e Fondatore dell’associazione - . L’anno trascorso ci ha visto impegnati su più fronti. Sulle aree terremotate ad esempio e nei confronti del bullismo tramite i laboratori didattici per la formazione a distanza. Dal 1987 fino ad oggi, il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare un aiuto immediato e concreto, fatto di ascolto, intervento e supporto psicologico, a tutti quei bambini che, nel silenzio, subiscono abusi e violenze”.
Nel bilancio sociale sono analizzate le aree di intervento di Telefono Azzurro a supporto di bambini e adolescenti
#IlTempodelWeb Essere online è uno status. I ragazzi oggi sono nativi digitali e la tecnologia accompagna ogni momento della loro vita. Lo confermano i dati dell’Osservatorio di Telefono Azzurro e Doxa Kids. I ragazzi percepiscono chiaramente alcuni rischi, primo fra tutti incontrare qualcuno che non è chi dice di essere (54%), seguito da essere contattato da estranei che chiedono indirizzo e numero di telefono (50%), ricevere richieste sessuali da parte di adulti (47%), anche in cambio di ricariche (39%). Sembrano percepire meno il rischio di visitare continuamente siti pornografici (28%), siti che esaltano anoressia o suicidio (25%) e i rischi legati allo scaricare illegalmente musica o video.
 
#IlBullismo Nel corso del 2016 quasi 1 caso al giorno dei 2.315 ricevuti dal Centro Nazionale di Ascolto telefonico ha riguardato situazioni di bullismo e cyberbullismo, per un totale di 296 casi (12,8% del totale. L’età delle vittime si sta abbassando: è un trend in crescita quello che vede come vittime bambini sempre più piccoli, anche di 5 anni (22% dei casi).
 
#Pedofilia e Pedopornografia Si stima che in Europa siano 18 milioni i bambini vittime di abusi sessuali. Tra il 10% e il 20% dei minorenni europei subisce abusi sessuali durante l’infanzia e il 20% delle femmine e il 5-10% dei maschi europei sarebbe vittima di sfruttamento sessuale (WHO 2013). Rispetto al 2015, i casi di abuso sessuale e pedofilia gestiti da Telefono Azzurro sono aumentati del 3,4%: un totale di 301 situazioni di pronto intervento. Sulla linea 114, una vittima su due per abusi sessuali è una bambina con meno di 11 anni, mentre più di una segnalazione su quattro riguarda ragazzi e adolescenti (28%).
 
#IMinoriScomparsi Secondo i dati consolidati di Europol sono 89mila i bambini non accompagnati arrivati durante il 2015 nell’UE (erano 23mila nel 2014) e di circa 10mila si sono perse le tracce in Europa. Sarebbero 17.245 i Minori Stranieri Non Accompagnati presenti sul territorio italiano, secondo l’ultimo censimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (30 Novembre 2016). Telefono Azzurro gestisce per l’Italia il numero unico europeo 116 000 coordinato da Missing Children Europe (MCE), la Federazione Europea per i Bambini Scomparsi e Sfruttati Sessualmente operativo in 27 su 28 Stati membri dell’Unione Europea, più Albania e Serbia.
 
#IlTerremoto Il sisma che ha colpito il centro Italia nell’agosto del 2016 ha segnato la vita di migliaia di bambini, adolescenti e delle loro famiglie. Telefono Azzurro si è attivato dal giorno dopo la prima scossa in collaborazione con la Protezione Civile. E’ stato quindi attivato il Team di Emergenza di Telefono Azzurro formato da operatori e volontari, che dal 25 agosto 2016 è presente nel territorio di Amatrice.
Aderire ad Accendi l’Azzurro significa stare dalla parte dei bambini.
Solo con l'aiuto di tutti, Telefono Azzurro potrà ascoltare e fornire risposte concrete ai bisogni dei bambini ed adolescenti, sempre, 365 giorni l'anno, h 24, al telefono, in chat, via email, sui social, whatsapp, nelle scuole.... Ma è necessario il supporto di tutti.
Accendi l'Azzurro - 18 e 19 novembre

 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.